La storia di Ocean Cleanup e la lotta ai rifiuti marini

La più grande pulizia dei mari e degli oceani della storia del mondo è già cominciata. Questa è la missione di Ocean Cleanup

C’è un’emergenza silenziosa in corso che richiede la nostra attenzione, che ha bisogno degli sforzi di tutti quanti noi. La stessa che ogni giorno invita migliaia di persone a combattere per la salvaguardia del nostro pianeta. Ma questa non è una battaglia da cui fuggire perché non semina odio e dolore, anzi, è una lotta gentile, una di quelle in cui prendere parte è un onere e un onore. È la lotta ai rifiuti marini.

I nostri mari sono a rischio, così come lo sono gli oceani e tutte le creature che popolano i mari e gli oceani. E chi ancora crede che di poter restare guardare, senza agire, sta commettendo un grosso errore.

Basta guardarsi intorno per vedere cosa sta succedendo. Basta guardare le immagini dell’isola di plastica, un lembo di rifiuti di ogni genere che ha occupato prepotentemente l’Oceano Pacifico. E questo, da solo, dovrebbe farci riflettere sull’importanza di agire al più presto.

L’isola di plastica e l’inquinamento dei mari

Quanto è grande, di preciso, non lo sappiamo. Eppure bastano quelle stime approssimative a fare paura. Secondo gli esperti, infatti, il Pacific trash vortex, conosciuto come isola di plastica, si estende per oltre 700 chilometri quadrati occupando i mari dell’oceano, inquinandoli, mettendo a rischio ogni giorno la vita delle creature marine.

Questa grande superficie di plastica, che per dimensioni supera la penisola iberica, è stata formata dall’accumulo di 3 milioni di tonnellate di rifiuti che si sono depositati lì nel tempo, e che non sono altro che una diretta conseguenza dello sciagurato comportamento degli esseri umani.

E purtroppo, quella nell’Oceano Atlantico, non è l’unica chiazza di detriti galleggianti al mondo. Oltre ai rifiuti che si trovano nelle profondità del mare, infatti, un’altra isola dovuta all’accumulo della plastica è emersa nel bel mezzo dell’Oceano Atlantico.

Simili per densità, diverse per dimensioni. Le conseguenze, però, sono le medesime. Oltre a deturpare un ambiente che rappresenta parte del nostro immenso patrimonio naturale, i rifiuti rischiano di compromettere seriamente il delicato ecosistema dei mari e degli oceani.

A rischiare la vita sono gli animali che popolano questi spazi. Fatti di cronaca che raccontano della morte di tartarughe o di uccelli, causata dall’indigestione della plastica, sono all’ordine del giorno. E fare finta di niente non è più possibile.

La più grande pulizia della storia: la missione di Ocean Cleanup

E se da una parte noi ci interroghiamo sul da farsi, mentre la situazione peggiora drasticamente, c’è chi ha scelto di agire. È il caso di Ocean Cleanup, un’organizzazione senza scopo di lucro che sta sviluppando diverse tecnologie per effettuare quella che è la più grande pulizia dei mari e degli oceani di sempre.

L’organizzazione, fondata nel 2013 dall’inventore olandese Boyan Slat, riunisce ricercatori, ingegneri, scienziati e studiosi provenienti da tutto il mondo che lavorano insieme da anni per raggiungere una sola missione: quella di liberare i mari e gli oceani dalla plastica.

Attraverso una serie di spedizioni, il team di Ocean Cleanup, studia soluzioni, tecnologie e strumenti per favorire il riciclaggio della plastica che si trova negli oceani. Sono stati già diversi gli interventi svolti dall’associazione che ha raggiunto le zone più inquinate della terra catturando la plastica con delle reti pensate appositamente per non far sì che gli animali marini restino intrappolati.

Tra gli obiettivi più importanti di Oceal Cleanup c’è quello di rimuovere il 90% dei detriti dell’isola di plastica entro il 2040.