Nuovo anno, nuova tendenza, ancora più assurda delle precedenti. La moda continua a richiedere di appesantire le borsette con accessori strambi e giocosi. Dopo i Labubu, che hanno scatenato una vera e propria mania, arrivano i Mirumi. Ancora una volta, una specie di peluche da appendere alla borsa, ma stavolta robotici, in grado di muoversi e salutare i passanti.
Che cos’è il Mirumi, il robot peloso da borsetta
Dal Giappone è in arrivo una nuova tendenza. Un prodotto che mischia moda e tecnologia, con un pizzico di gioco e anche un certo richiamo all’horror. Si chiama Mirumi, crasi tra le parole “miru” e “nuigurumi” che in giapponese significano rispettivamente guardare e peluche. Lo ha inventato la start up Yukai Engineering e, dopo il debutto al CES di Las Vegas, ha già invaso i social. TikTok fra tutti, luogo di perdizione che dà il via ai trend più astrusi.
Si tratta di un piccolo robot (sta nel palmo di una mano) ricoperto di peluche. Ha l’aspetto di un orsacchiotto, forse uno yeti, a tratti un gufo ed è disponibile nelle tenui colorazioni di rosa pastello, grigio e beige. Sulle zampe è dotato di magneti, per agganciarsi saldamente a maniche, tracolle o passanti di qualsiasi tipologia di borsa.
La sua unicità risiede proprio nell’essere un robot. L’azienda ideatrice lo ha presentato come un silenzioso e tenero animaletto da compagnia hi-tech. Il Mirumi è infatti equipaggiato di un piccolo motore e di sensori sensibili al tatto e ai suoni. Quando lo si accarezza, si muove come un gattino che fa le fuse. Quando percepisce voci o rumori, gira il collo per guardare proprio lì dove proviene il frastuono.
Al momento il Mirumi è stato prodotto in un numero limitato: appena 100 unità che stanno già andando a ruba. Al costo di circa 100 euro, i primi acquirenti se lo vedranno recapitare a casa a partire da giovedì 22 gennaio 2026.
Ruberà il posto ai Labubu?
Il paragone è praticamente obbligatorio: i Mirumi sembrano l’evoluzione tecnologica (e, ammettiamolo, decisamente più carina) dei Labubu che ci hanno perseguitato per l’intero anno appena conclusasi. Entrambi sono degli animaletti di peluche, entrambi devono essere appesi alla borsa. Entrambi, piacciono parecchio alle più giovani e trendy tra le creator di TikTok.

Labubu nasce dalla penna dell’artista di Hong Kong Kasing Lung, poi trasformato in un accessorio fashion dall’azienda Pop Mart. A renderlo virale è stata Lisa, la cantante del gruppo di k-pop Blackpink, che sui social ha parlato della propria passione per il buffo animaletto. Dopo di lei, hanno appeso un Labubu alla borsetta star del calibro di Dua Lipa e Rihanna. Un Labubu (ricoperto di strass) era persino appeso al borsone sportivo della campionessa di tennis Naomi Osaka.
Mirumi è invece frutto di una start up del tech, erede 2.0 dei Tamagotchi. Più che un accessorio fashion, vuole essere un robot da compagnia. È pensato, dice chi lo ha ideato, per sconfiggere la solitudine nel caos delle grandi città, per offrire un attimo di tenerezza nel tran-tran quotidiano. Sarà, perché per il momento sembra solo l’ennesima strampalata trovata di marketing.
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