Kitty Oppenheimer, chi era davvero la moglie dello scienziato interpretata da Emily Blunt

Biologa, moglie di J. Robert Oppenheimer e protagonista del film di Christopher Nolan: la storia di Kitty Oppenheimer, interpretata sul grande schermo da Emily Blunt

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Paola Landriani

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Nel 2023 Christopher Nolan ha portato sul grande schermo la storia di J. Robert Oppenheimer ripercorrendo uno dei capitoli più complessi e controversi del Novecento.

Oppenheimer, premiato con sette Oscar, segue il percorso dello scienziato considerato il “padre della bomba atomica”, ma racconta anche le persone che hanno condiviso con lui gli anni decisivi della sua vita.

Tra queste c’è Katherine “Kitty” Oppenheimer, interpretata da Emily Blunt: una donna brillante, dal carattere forte e protagonista di una storia che merita di essere conosciuta. Al suo fianco durante il Progetto Manhattan e negli anni segnati dalle tensioni politiche del dopoguerra, Kitty ha accompagnato il marito nei momenti che hanno cambiato per sempre la sua vita e la storia del XX secolo.

Chi era Kitty Oppenheimer

Katherine “Kitty” Puening nasce l’agosto del 1910 a Recklinghausen, in Germania. Ancora bambina si trasferisce negli Stati Uniti insieme alla famiglia, dove cresce e studia biologia e botanica all’Università della Pennsylvania. La passione per la scienza la accompagna fin da giovane, così come un carattere indipendente e poco incline alle convenzioni.

Prima di sposare J. Robert Oppenheimer aveva già alle spalle tre matrimoni. Negli anni Trenta frequenta gli ambienti intellettuali e politici della sinistra americana e si iscrive al Partito Comunista, una scelta che, insieme ai trascorsi del futuro marito, avrebbe attirato l’attenzione delle autorità durante gli anni del maccartismo.

Nel 1940 sposa J. Robert Oppenheimer e, durante gli anni del Progetto Manhattan, si trasferisce con lui a Los Alamos, nel Nuovo Messico. In quel periodo accantona la sua attività nel campo della botanica per dedicarsi alla famiglia e ai due figli, Peter e Katherine, detta Toni. Viene spesso descritta come una donna diretta, intelligente e capace di tenere testa a uno degli uomini più brillanti del suo tempo.

Kitty Oppenheimer
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Kitty Oppenheimer

Per molti anni la sua figura resta in ombra rispetto a quella del marito, ma il suo ruolo nella vita di Oppenheimer va ben oltre quello di semplice compagna. Kitty condivide con lui il peso delle scelte, delle pressioni politiche e delle conseguenze che il suo lavoro avrebbe avuto sulla storia del Novecento, attraversando al suo fianco alcuni dei momenti più delicati della sua vita.

Il matrimonio con J. Robert Oppenheimer e il ritratto nel film

Quando Kitty e J. Robert Oppenheimer si sposano nel 1940, il fisico è già considerato uno dei più brillanti della sua generazione. Di lì a poco la sua carriera prende una svolta decisiva con la direzione del Progetto Manhattan, il programma segreto che porta alla realizzazione della bomba atomica. Kitty lo accompagna in quegli anni complessi, condividendo con lui la vita a Los Alamos e il peso delle responsabilità che il suo lavoro comporta.

Il loro matrimonio attraversa però anche momenti difficili. Tra gli episodi più discussi c’è il rapporto che Oppenheimer continua ad avere con la psichiatra Jean Tatlock, sua ex compagna. I due si incontrano nuovamente nel 1943, quando lo scienziato è già sposato con Kitty, un capitolo della sua vita che Christopher Nolan sceglie di raccontare anche in Oppenheimer. Un legame destinato a lasciare il segno e che mette in luce tutta la complessità della vita privata del fisico.

Dopo la fine della Seconda guerra mondiale, la coppia si trova ad affrontare un’altra prova. Nel clima del maccartismo, i trascorsi politici di entrambi finiscono sotto la lente delle autorità americane e, nel 1954, Oppenheimer viene sottoposto all’udienza che porta alla revoca del suo nulla osta di sicurezza. In quell’occasione Kitty si schiera apertamente al fianco del marito, difendendolo con determinazione e dimostrando ancora una volta la forza del suo carattere.

È proprio questo lato della sua personalità che Emily Blunt porta sullo schermo nel film di Christopher Nolan. L’attrice restituisce il ritratto di una donna brillante, schietta e determinata, protagonista di alcune delle scene più intense della pellicola.