Alessandra Mao, quanto è alta la nuotatrice che ha battuto il record di Federica Pellegrini

Origami, gatti e un papà gondoliere: chi è davvero Alessandra Mao, la giovane veneziana che ha riscritto un primato che resisteva da ben ventidue anni

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Francesca Secci

Giornalista, esperta di lifestyle

Sarda, ma anche molto umbra. Giornalista pubblicista, sogno di una vita, scrive soprattutto di argomenti di attualità, lifestyle e cura della casa.

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Nello sport tutto si misura, e il nuoto (lo sport completo, come il liceo classico) non fa eccezione: i centesimi sul cronometro, le vasche, le bracciate. Un altro fatto interessante è che, come la scienza può essere falsificata, i record sportivi sono fatti per essere superati. Da quando Alessandra Mao ha vinto l’oro nei 100 stile libero agli Europei juniores di Monaco di Baviera, cancellando il record italiano di categoria che Federica Pellegrini deteneva dal 10 marzo 2004, la domanda più cercata sul suo conto non riguarda i tempi ma la statura. Una curiosità comprensibile: nella disciplina delle leve lunghe e delle aperture alari, l’altezza è quasi un dato tecnico. E nel caso di una quindicenne che nuota già più veloce della Divina alla sua età, diventa anche un indizio sul futuro.

Quanto è alta Alessandra Mao

Secondo la scheda ufficiale pubblicata dalla Federazione Italiana Nuoto, Alessandra Mao è alta 170 centimetri per 52 chilogrammi di peso. Un dato che va letto con una premessa d’obbligo: la nuotatrice è nata a Venezia il 7 marzo 2011, ha quindi 15 anni, e la sua crescita, in vasca come fuori, è tutt’altro che conclusa.

Federica Pellegrini, per capirci, è arrivata a un metro e 79: il paragone fisico, come quello sportivo, andrà quindi riverificato tra qualche stagione.

Quel che il cronometro dice già oggi, però, non ha bisogno di aspettare. A Monaco di Baviera Mao ha chiuso i 100 stile libero in 54″28, migliorando il proprio personale di quasi sei decimi e battendo di 12 centesimi il primato juniores della Pellegrini.

E lo ha fatto al cardiopalma: settima a metà gara, poi una rimonta con un ritorno da 27″77 che ha ribaltato la finale. Chi la segue da vicino è convinto che il bello debba ancora venire: secondo il presidente regionale della Fin Roberto Cognonato, la nuotatrice avrebbe ampi margini di crescita, con una squadra che la segue in modo accurato facendole fare passi graduali.

Origami, gatti e un papà gondoliere

Fuori dall’acqua, Alessandra Mao è una quindicenne che ha poco a che fare con l’immaginario del fenomeno social. “Non guardo proprio la tv, né serie, né altro. Il tempo libero lo passo in famiglia, con i miei gatti o a fare origami”, ha raccontato.

Il nuoto, in casa Mao, è affare di famiglia: il fratello maggiore ha cominciato prima di lei, e i genitori la portavano in piscina negli stessi orari. Quel fratello, Federico, nel 2023 ha vinto il titolo europeo juniores nella 4×200. E il dettaglio più veneziano di tutti riguarda il padre: papà Leone fa il gondoliere. L’acqua, evidentemente, era un destino scritto ancora prima della prima gara, disputata a 5 anni, poco prima di Natale, quando frequentava ancora la scuola nuoto.

Cresciuta al Lido e poi trasferitasi con la famiglia a Mogliano Veneto, oggi Alessandra Mao si allena tutti i giorni per circa due ore, con un’idea molto semplice del proprio mestiere: “Penso ad allenarmi e voglio continuare a migliorarmi”. Il suo mito, visto in tv, è la svedese Sarah Sjöström. Il resto (paragoni, aspettative, etichette da erede) per ora lo lascia volentieri fuori dalla corsia.