Veneziana, talentosa, pronta a tutto: Alessandra Mao ha nel sangue la spinta per portare il nuoto italiano (ancora) ad altissimo livello. Dopo 22 anni (tantissimo in termini sportivi) ha strappato il record juniores di Federica Pellegrini nei 100 stile libero fissato a Livorno il 10 marzo 2004, per la gioia di chi nello sport mette passione e sacrificio. Tanto c’è voluto ad abbattere il numero eretto dall’atleta che più ci ha fatto sognare negli anni, con un passato agonistico invidiabile.
L’incredibile record della stella nascente del nuoto italiano
Poche gare sono in grado di colpire il cuore di chi le guarda come quelle dei 100 metri stile libero. La potenza di anni di allenamento, preparazione, fatica e sacrifici condensati in pochi velocissimi secondi. Secondi nei quali il cuore si ferma e gli occhi rimangono fissi sulla linea immaginaria che le dita delle atlete sfiorano appena, bracciata dopo bracciata, per sorpassare le altre, ma, soprattutto, per superare loro stesse. Una gara fisica, dove la testa non può mancare.
Serve sangue freddo per reggere quei pochi istanti che separano un bordo della piscina dall’altro, prima di raggiungere il traguardo. “Prima di una gara importante ho bisogno di rilassarmi e pensare – ha rivelato dopo la gara in cui si aggiudicata lo scettro del record italiano juniores nello stile – . Sono molto scaramantica, prima di entrare in acqua devo per forza fare la mia routine se no la gara andrà male, ma è un segreto”.
Federica Pellegrini ha detenuto il record sui 100 metri juniores per 22 anni, da quando riuscì ad imporsi, giovanissima, a Livorno, fissando l’asticella a 54”40. Un numero che sembrava ormai destinato a rimanere fisso e irranggiungibile. Chi invece è riuscita ad allungare le punta delle dita oltre l’ostacolo è stata Alessandra Mao, 15 anni, veneta anche lei (veneziana, per essere precisi), portando il nuovo record a 54″28 a Monaco di Baviera, valso nel weekend dell’11-12 luglio l’oro europeo di categoria.
“La sensazione comune è che Mao abbia ampi margini per un’ulteriore crescita. Il talento è indubbio. Intorno a lei c’è una squadra che la segue in modo accurato, facendole fare i passi graduali e cercando di far sì che il suo possa essere solo l’inizio. Il fatto che stia già ottenendo risultati così importanti fa ben sperare”. Le parole di Roberto Cognonato, presidente regionale Fin, fanno sperare in grandi risultati futuri, ma non devono far perdere il focus dell’obiettivo appena raggiunto, che ripaga gli sforzi e una giovane vita passata in vasca, conscia di poter raggiungere grandi risultati.
La gioia e la vita: chi è Alessandra Mao
Nata il 7 marzo 2011 nel Lido di Venezia – più veneziana non si può – sotto il segno dei pesci (e forse, in questo caso, ha senso precisarlo), Alessandra Mao si è formata sportivamente a Preganziol sotto l’esperta guida di Andrea Franconetti.
La sua specialità, neanche a dirlo, è lo stile libero e agli Europei in vasca corta del 2025 aveva ottenuto la prima medaglia tra i grandi: argento nella 4×50 stile. Lo stesso anno aveva fatto parlare della sua invidiabile prestazione vincendo il suo primo titolo italiano agli Assoluti nei 200 stile. Precoce nei risultati, inevitabile portare la mente all’epopea firmata Pellegrini, che vantava l’argento olimpico ad Atene a 16 anni appena compiuti.
Un paragone che ci fa sognare, quello con “la Divina”, ma che non deve distogliere lo sguardo dalla splendida atleta che Alessandra Mao sta dimostrando di essere, con tutti i suoi traguardi ancora da segnare. Si sa, i record sono fatti per essere battuti e lo sport insegna questo: andare sempre oltre e fermarsi, quando necessario, ma solo per tornare più forti.