Al.Di.Qua: l’arte oltre il filtro del corpo con disabilità

Il 23 marzo è stato presentato a Roma il video-Manifesto degli Al.Di.Qua, prima associazione italiana di categoria che raccoglie artisti e artiste con disabilità, e che vuole rendere l'arte accessibile

Foto di Sabina Petrazzuolo

Sabina Petrazzuolo

Lifestyle editor e storyteller

Scrittrice e storyteller. Scovo emozioni e le trasformo in storie. Lifestyle blogger e autrice di 365 giorni, tutti i giorni, per essere felice

In apertura il video-Manifesto degli Al.Di.Qua

Accessibilità. È questa la parola chiave che spiega il manifesto politico degli Al.Di.Qua, la prima associazione italiana di categoria che raccoglie artisti e artiste con disabilità. Un documento culturale e politico che hanno presentato per la prima volta lo scorso 23 marzo sul palco del Cinema Nuovo Sacher a Trastevere, e racconta le motivazioni che ci sono dietro alla loro nascita, dietro al loro grandioso lavoro. Accessibilità è la stessa parola che emersa più volte durante la chiacchierata telefonica con Chiara Bersani, performance e attivista, nonché cofondatrice dell’assocuazione.

L’obiettivo è uno soltanto, anche se ricco di sfaccettature da comprendere e da filtrare, per andare oltre i limiti visibili e invisibili, per scavalcare quel muro alto e apparentemente invalicabile, che divide nettamente i corpi abili e quelli considerati disabili.

Annullare questo confine sembra un’impresa ardua e ambiziosa, ma le basi sono state gettate e sembrano più solide che mai. Il manifesto degli Al.Di.Qua è stato creato ed è nostro il compito di diffonderlo.

Chi sono gli Al.Di.Qua

Gli Al.Di.Qua Artists sono la prima associazione di categoria a livello europeo composta da artisti e artiste con disabilità volta a tutelare i diritti dei lavoratori. La loro richiesta è una soltanto, ma precisa e determinata, quella che tutti guardino alla loro arte. Che a tutti venga data la possibilità di praticarla e di osservarla.

Si definiscono, e sono a tutti gli effetti, lavoratrici e lavoratori del mondo dello spettacolo con corpi disabilitati uniti dallo stesso obiettivo, tutelare i loro diritti, e quelli dei colleghi, rendendo la loro arte accessibile. A comporre l’associazione sono artiste e artisti, ma anche registi, attori e coreografi e tutti gli altri lavoratori nel mondo dello spettacolo. I loro corpi sono dentro e fuori dalla scena per rendere decifrabile e accessibile quel linguaggio dell’arte che ancora non è comprensibile a tutti, che ancora è poco visibile.

Tutto è nato quando diversi artisti si sono riuniti per ragionare e proporre soluzioni a varie questioni relative all’accessibilità dell’arte. «Esiste un muro – ha raccontato Chiara Bersani – c’è sempre stato, e quindi esistono un Al Di Qua e un Al Di Là. Ma se prima eravamo dei vagabondi solitari, ora siamo un gruppo compatto e solido con un solo obiettivo, quello di far cadere quel muro».

L’interrogativo che gli artisti dell’associazione si sono posti è quello che riguarda i lavoratori di categoria, ma anche le esigenze del pubblico, anzi dei pubblici, perché questi sono tanti e tutti diversi tra loro.

Durante il periodo del lockdown, e con il conseguente distanziamento sociale, gli artisti che si erano incontrati tempo prima hanno avuto tempo per riflettere e pensare, hanno unito le loro idee e le loro forze creando un’associazione.

Il focus dell’importante lavoro che i soci di Al.Di.Qua stanno facendo riguarda in primis accessibilità. Attualmente l’associazione è impegnata nel garantire la tutela dei lavoratori del mondo dello spettacolo in questi tre punti:

  • Garantire a tutte le persone disabili un’accessibilità piena sia in termini di fruizione artistica che di produzione
  • Garantire l’accesso agli studi delle discipline artistiche e al mondo del lavoro
  • Mettere in discussione l’immaginario solitamente identificante le persone disabili – e quindi anche l’impiego che ne viene fatto – in produzioni “abili”.

Gli Al.Di.Qua hanno curato l’audiodescrizione per persone cieche di diversi spettacoli, stanno lavorando per capire come rendere accessibili le performance a pubblici cechi e sordi che hanno, ovviamente, esigenze diverse. Hanno presentato il loro manifesto a Roma e si preparano a un evento di portata europea che andrà in scena a Milano dal 27 al 29 aprile 2022.

L’arte con disabilità: gli obiettivi

Gli Al.Di.Qua rivendicano e riaffermano l’arte come diritto fondamentale per il benessere degli individui che deve riguardare tutta la popolazione, e non solo una sua parte. Diversi studi scientifici confermano che il teatro, così come la musica e la pittura, allungano la vita.

In Europa più del 12% della popolazione – tra i 15 e i 64 anni – è affetta da una o più disabilità. Ecco perché le strutture devono diventare accessibili, in ogni loro parte, ecco perché devono diventarlo tutti gli spettacoli affinché anche le persone con disabilità momentanea o permanente possano godere dell’arte in ogni sua forma e di tutti i suoi benefici. E non basta parlare di inclusione per far crollare i muri esistenti perché sottolineando la diversità non si fa altro che dividere, ancora, le persone in gruppi.

«Accessibilità, però, vuol dire anche onestà. Vuol dire restituire al pubblico la possibilità di uno sguardo critico che non si nasconde come invece succede oggi – ci ha raccontato Chiara – la diversità, soprattutto nel mondo del cinema, è raccontata da attori con corpi abili, perché loro rappresentano la maggioranza. Eppure mettono in scena la nostra vita senza conoscerla davvero, senza neanche chiederci il permesso. Ma chi meglio di un attore con disabilità potrebbe interpretare quel ruolo?».

Secondo l’articolo 27 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (1948): “Ciascuno ha il diritto di partecipare liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici”. Gli Al.Di.Qua Artists lavorano affinché tutto questo sia reale.

Il Video Manifesto dell’arte con disabilità

Il 23 marzo, alle ore 10, si è tenuto all’interno del Cinema Nuovo Sacher a Trastevere, Roma, la proiezione del video-Manifesto dell’associazione che trovate in apertura, un documento culturale e politico che non solo spiega la loro attività, la nascita e gli obiettivi, ma che rappresenta il vero e proprio inizio di un lavoro che andrà a rappresentare, oggi e domani, gli artisti disabili di tutto il Paese.

In occasione dell’evento capitolino, gli Al.Di.Qua sono andati in scena attraverso immagini e parole, attraverso il loro video-Manifesto realizzato con il contributo di Oriente Occidente e EBA – Europe Beyond Access. Nella stessa giornata è stato presentato anche LOST IN TRANSLATION – La disabilità in scena, il volume realizzato dall’autrice Dalila D’Amico che si interroga realmente sul percorso fatto dagli artisti disabili e che raccoglie anche diverse riflessioni dei membri di Al.Di.Qua.

«A Roma siamo stati noi i protagonisti – ci ha raccontato Chiara – ma in futuro lasceremo spazio agli altri perché è la condivisione che può trasformare il palco del teatro in una piazza aperta, gremita di gente, destinata a continuare a vivere oggi e domani». Ed è quello che succederà presto.

La prossima tappa è quella di Milano, dal 27 al 29 aprile, con l’evento sostenuto da MiC e da Regione Lombardia e organizzato da Oriente Occidente per Europe Beyond Access.

Al.Di.Qua

Gli Al.Di.Qua presentano il loro video-Manifesto al Cinema Nuovo Sacher a Trastevere, Roma