Coco Chanel. La donna che ha rivoluzionato il mondo della moda è il libro di Roberta Damiata, edito da Diarkos, dedicato alla grande stilista che non solo ha rivoluzionato la moda, ma ha anche cambiato il modo di vivere la femminilità.
Coco Chanel è stata prima di tutto una donna unica e straordinaria. nata poverissima, rimasta orfana e risorta alla vita diventando la prima grande influencer della storia e un’icona di stile intramontabile. Dopo di lei la moda non è stata più la stessa.
In Coco Chanel. La donna che ha rivoluzionato il mondo della moda, Roberta Damiata racconta la donna Coco Chanel, oltre il mito, mostrandoci come sia ancora oggi un modello attualissimo per tutte noi.
Che cosa ti spinto a scrivere una biografia su Coco Chanel?
Il mio amore per il mondo della moda nasce da lontano, da quando ero bambina. Ricordo che indossavo le gonne e i tacchi di mia madre davanti allo specchio. Crescendo ho iniziato a conoscere gli stilisti, i loro nomi, le loro storie. Coco Chanel è stata una vera folgorazione: il suo stile rispecchiava perfettamente il mio gusto personale. Da lì è nata la curiosità di andare oltre l’icona e conoscere la donna. Quando poi mi è stato chiesto di raccontarla, ho sentito il bisogno di approfondire ancora di più il suo passato, le sue difficoltà, il modo straordinario in cui ha reagito alla vita. È stata una spinta naturale.
Nel libro quindi racconti più la donna che il mito?
Assolutamente sì, della vita della donna e della donna stessa ma ovviamente percorrendo tutta la sua storia da stilista. Ma il fulcro è lei come essere umano. Perché Coco non è diventata una grande stilista per caso: lo è diventata proprio perché era una donna fuori dal comune. La sua visione creativa nasceva dalla sua esperienza di vita, dalle sue mancanze, dal suo desiderio profondo di libertà.

Possiamo dire che Gabrielle Chanel sia ancora oggi una figura attuale, capace di parlare al presente?
Sì, ed è forse l’aspetto più sorprendente della sua storia. Coco Chanel è nata in un’epoca completamente diversa dalla nostra, eppure sembra una donna dei nostri tempi. Non solo per il carattere, ma anche per la mentalità imprenditoriale. Ha creato un modello di business estremamente moderno, anticipando dinamiche che oggi diamo per scontate. In un periodo storico in cui le donne erano escluse dai processi decisionali, politici ed economici, lei è riuscita a imporsi, a essere protagonista, a costruire un impero. Questo la rende incredibilmente contemporanea.
Qual è, secondo te, il suo lascito più importante, come donna e come stilista?
Come donna, il suo lascito più grande è la forza di andare oltre, di non fermarsi davanti a nulla. Coco Chanel ha insegnato alle donne a liberarsi dagli stereotipi, a non accettare ruoli imposti. È stata lei a togliere i corsetti, ad accorciare le gonne, a liberare il corpo femminile da costrizioni che non erano solo fisiche, ma anche simboliche. Si è tagliata i capelli quando ancora non era accettabile, e tutte l’hanno seguita. Ha messo la donna al centro, non come oggetto di piacere, ma come individuo libero. Come stilista, è stata una rivoluzionaria assoluta: ha cambiato il modo di vestire e di pensare la moda, lasciando un’impronta indelebile.
Esiste oggi, secondo te, un erede spirituale di Chanel nel mondo della moda?
È molto difficile individuare un vero erede, perché Chanel è profondamente identitaria. Tuttavia, se parliamo di spirito rivoluzionario, penso ad Alessandro Michele. È lontanissimo dall’estetica di Chanel, ma condivide la capacità di rompere le regole, di andare controcorrente, di proporre una visione forte e personale della moda.
Tra i capi creati da Chanel, quale rappresenta meglio la sua essenza?
Il tailleur in tweed, senza alcun dubbio. È il capo più iconico, quello che la rappresenta meglio. Da quando Chanel non c’è più, non esiste una sola sfilata in cui questo capo non venga reinterpretato. È un simbolo eterno, capace di adattarsi ai tempi senza perdere la propria identità.
Secondo te la Maison Chanel riesce ancora oggi a rispettare lo spirito della sua fondatrice?
Sì, è una delle case di moda che lo fa meglio in assoluto. C’è un rispetto profondo per la sua creatrice, ma anche una continuità naturale, perché il suo modo di pensare e disegnare era già estremamente moderno. Seguire le sue orme non è un atto di nostalgia, ma una scelta quasi obbligata.
Charlotte Casiraghi come ambassador del brand ti convince?
Moltissimo. È una scelta che ho amato fin da subito. Charlotte Casiraghi incarna eleganza, forza, intelligenza e stile. Rappresenta perfettamente lo spirito di Chanel.
Il lavoro di documentazione è stato molto complesso? Come ti sei preparata alla scrittura?
È stato un lavoro lungo e impegnativo. Ho letto tantissimo, soprattutto testi francesi, spesso datati. Prima di scrivere la prima parola ho voluto immergermi completamente nella sua storia. La parte più difficile è stata proprio la ricerca, anche dal punto di vista delle traduzioni. Poi, una volta raccolto tutto il materiale, ho deciso di raccontare la sua vita come un romanzo. Perché la vita di Chanel è stata un romanzo vero e proprio. A quel punto la scrittura è diventata fluida, quasi naturale.
Gli amori di Chanel occupano uno spazio importante nel libro. Che donna è stata, sentimentalmente?
È stata una donna profondamente sfortunata in amore. Aveva un enorme bisogno d’amore, probabilmente legato alla sua infanzia difficile e alla mancanza di affetto. Allo stesso tempo, però, era una donna libera, indipendente, incapace di sottomettersi ai diktat del suo tempo. Questo conflitto interiore l’ha accompagnata per tutta la vita. Ha vissuto amori intensi, ma spesso segnati dalla perdita e dalla sofferenza.
Una storia come la sua sarebbe ancora possibile oggi?
Io voglio crederci. Sono romantica, nel senso più profondo del termine. Credo che i sogni possano realizzarsi con impegno, determinazione e sacrificio. Oggi le donne hanno sempre avuto forza, ma stanno acquisendo sempre più consapevolezza del proprio potere, e questo fa la differenza. Mi auguro che non sia solo una, ma tante le donne capaci di seguire il suo esempio, in ogni ambito.
Chanel è stata interpretata al cinema da grandi attrici. Chi, secondo te, l’ha rappresentata meglio?
Audrey Tautou. La sua interpretazione mi ha colpita molto: era estremamente aderente al personaggio, si percepisce uno studio profondo e rispettoso.
Per chiudere, raccontaci dei tuoi progetti attuali.
Oltre alla biografia di Chanel, è appena uscito un romance intitolato La tigre e la perla, che racconta la vera storia d’amore tra Sandokan e Marianna. È un progetto diverso, ma resto fedele alle storie d’amore intense, vissute, sofferte e profondamente sentite.