A Marefestival Salina rivive la magia de Il Postino: “Troisi era poesia e semplicità”

Il Premio Troisi compie 15 anni e il direttore artistico, Massimiliano Cavaleri, ci racconta delle novità, degli ospiti d'eccezione e della madrina Maria Grazia Cucinotta

Foto di Federica Cislaghi

Federica Cislaghi

Royal e Lifestyle Specialist

Dopo il dottorato in filosofia, decide di fare della scrittura una professione. Si specializza così nel raccontare la cronaca rosa, i vizi e le virtù dei Reali, i segreti del mondo dello spettacolo e della televisione.

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Giancarlo Giannini, Cristiana Capotondi, Chiara Francini, Aurora Quattrocchi, Corinne Cléry, Vincenzo Ferrera, il regista Marco Risi, il sassofonista jazz Nat Minutoli, Gerardo Ferrara, controfigura di Massimo Troisi ne Il Postino sono gli ospiti d’eccezione della quindicesima edizione del Marefestival Salina Premio Troisi. E non poteva mancare Maria Grazia Cucinotta, madrina dell’evento fin dal primo anno.

Da venerdì 12 a domenica 14 giugno si accendono dunque i riflettori su Salina dove viene ricreata la magia de Il Postino.

L’ideatore e direttore artistico del Marefestival Premio Troisi, Massimiliano Cavaleri, ci ha raccontato delle novità di questa edizione con grandi artisti e la prima trasposizione teatrale del suo ultimo film.

Il Marefestival Salina Premio Massimo Troisi raggiunge quest’anno il traguardo della quindicesima edizione. Quali sono le principali novità?
Sarà un’edizione particolarmente significativa. In questi quindici anni abbiamo costruito un percorso importante attorno alla figura di Massimo Troisi e quest’anno abbiamo voluto rafforzare ulteriormente il legame tra il festival, l’isola di Salina e la memoria dell’artista. Oltre al tradizionale Premio Troisi, inaugureremo il restauro della scultura dedicata a Massimo Troisi che donammo all’isola quattordici anni fa: la celebre bicicletta de Il Postino inserita nel manifesto del film. Nel tempo la salsedine l’aveva quasi distrutta, ma oggi torna a nuova vita. A scoprire l’opera restaurata saranno Maria Grazia Cucinotta e Gerardo Ferrara, la controfigura che prestò il proprio corpo a Troisi nelle scene più impegnative del film girate a Salina.

Cavaleri Chiara Basile Serena Auteri La Malfa
Ufficio stampa - Premio Troisi
Cavaleri con Chiara Basile, Serena Auteri e La Malfa in una delle precedenti edizioni del Premio Troisi

C’è poi un’altra novità che riguarda proprio Il Postino.
Sì, ed è probabilmente la novità più suggestiva di questa edizione. Per la prima volta abbiamo deciso di portare la serata conclusiva a Pollara, il luogo simbolo del film. In tutti questi anni gli eventi principali si sono svolti nelle piazze di Santa Marina Salina e Malfa, ma non avevamo mai realizzato una serata interamente dedicata a Troisi proprio nei luoghi dove il film è stato girato.
Inoltre, per la prima volta in assoluto, Il Postino diventerà uno spettacolo teatrale. La compagnia milanese Tabula Rasa, composta da circa trenta attori, ha lavorato alla trasposizione teatrale dell’opera. Sarà emozionante vedere questa storia prendere vita in una nuova forma espressiva e farlo proprio nel paesaggio che l’ha resa immortale.

Anche il parterre degli ospiti è particolarmente prestigioso. Come hanno accolto l’invito attrici come Corinne Cléry, Aurora Quattrocchi, Cristiana Capotondi e Chiara Francini?
Abbiamo cercato di raccontare il cinema italiano attraverso generazioni e sensibilità differenti. Cristiana Capotondi e Chiara Francini erano già state invitate lo scorso anno ma impegni professionali avevano impedito la loro partecipazione. Siamo felici che abbiano mantenuto la promessa di essere presenti quest’anno.
Accanto a loro ci saranno Corinne Cléry e Aurora Quattrocchi. Mi piace pensare che queste quattro attrici rappresentino quattro stagioni del cinema italiano. Ognuna ha attraversato epoche, linguaggi e modalità di interpretazione differenti, offrendo al pubblico uno sguardo molto ampio sull’evoluzione del nostro cinema.
Aurora Quattrocchi, in particolare, vivrà un momento speciale. Premiamo infatti Marco Risi, regista di Mery per sempre, il film con cui l’attrice debuttò sul grande schermo. Sarà una sorta di ritorno alle origini, un incontro carico di memoria e significato.

Tra gli ospiti più attesi c’è anche Giancarlo Giannini.
Era un desiderio che coltivavo da tempo. Quest’anno finalmente sarà con noi e ripercorreremo una carriera straordinaria: oltre sessant’anni di lavoro, circa 150 film e una lunga serie di riconoscimenti. Gli dedicheremo anche un omaggio legato all’universo di James Bond, che coinvolgerà pure Maria Grazia Cucinotta, entrambe legate, in modi diversi, alla saga di 007.

A proposito di Maria Grazia Cucinotta, rappresenta ormai una presenza imprescindibile del Festival, in quanto madrina dalla prima edizione.
Senza dubbio. È stata tra i protagonisti della nascita del premio e da sempre ne incarna lo spirito. Ogni anno porta il racconto dei suoi nuovi progetti e della sua intensa attività artistica e sociale. Inoltre, il festival è diventato nel tempo un luogo di incontri e connessioni: molti artisti si ritrovano qui dopo aver lavorato insieme o danno vita a nuove collaborazioni.

Qual è, secondo lei, il più grande lascito di Massimo Troisi?
Aver rivoluzionato il modo di fare commedia. Troisi possedeva una straordinaria capacità di parlare a tutti attraverso la semplicità e la poesia, senza mai rinunciare alla profondità. È questa la sua grande lezione: riuscire a raccontare temi universali con leggerezza apparente e grande intensità emotiva. Lo vediamo perfettamente ne Il Postino, dove la semplicità del protagonista si intreccia con la forza della poesia.

Lei ha avuto occasione di conoscerlo personalmente?
No, purtroppo. Quando ho fondato il festival avevo 25 anni e Troisi era scomparso da tempo. L’idea nacque durante le mie vacanze a Salina: mi chiedevo come fosse possibile che un luogo reso celebre in tutto il mondo da un film candidato a cinque Oscar non avesse ancora un grande evento dedicato al suo protagonista. Da quella domanda è nato il Marefestival.

Che cosa si aspetta da questa quindicesima edizione?
Mi aspetto che consolidi ulteriormente il prestigio del Premio Troisi. È un riconoscimento speciale perché gli artisti partecipano senza cachet, mossi esclusivamente dall’affetto verso Troisi e dal desiderio di conoscere Salina. Inoltre vorremmo iniziare ad aprirci sempre di più a una dimensione internazionale, con l’obiettivo di coinvolgere nei prossimi anni anche grandi nomi del panorama mondiale.

Un’ultima domanda: lo spettacolo teatrale tratto da Il Postino potrà essere rappresentato anche altrove?
Ce lo auguriamo. È un progetto nato dall’entusiasmo di una giovane compagnia milanese nella quale crediamo molto. Sarebbe bello che il debutto a Salina fosse il punto di partenza per una tournée nei teatri italiani, permettendo al pubblico di riscoprire il capolavoro di Troisi attraverso un linguaggio nuovo e affascinante come quello teatrale.