Maria Cuffaro, la donna che racconta l’Italia (e il mondo)

"La leggerezza salverà il mondo": Maria Cuffaro ci racconta de "L'Italia con voi" attraverso una lucida analisi del nostro Paese e del modo di comunicare

Maria Cuffaro non ha bisogno di presentazioni. È uno di volti più noti del Tg3 che ha condotto fino al 2018, per poi dedicarsi a nuovi progetti come L’Italia con voi, trasmissione quotidiana che Rai Italia realizza per e con gli italiani che vivono e lavorano all’estero.

Giornalista con grande esperienza in tematiche internazionali, Maria Cuffaro è stata insignita di diversi premi e come inviata ha raccontato sul campo i grandi avvenimenti della storia recente, dal crollo del Muro di Berlino alla guerra serbo-croata.

Dal 2021 conduce con Stefano Palatresi, L’Italia con voi, dove dà spazio ai problemi concreti degli italiani all’estero attraverso collegamenti dai vari continenti con protagonisti delle realtà locali. La trasmissione racconta anche i grandi temi internazionali e l’Italia di oggi: il Made in Italy, le nostre grandi ricchezze culturali e turistiche e le tradizioni popolari in grado di emozionare ed incuriosire anche gli italiani di seconda e terza generazione. Il programma è anche disponibile on demand su RaiPlay.

Ci racconta della nuova stagione L’Italia con voi?
Questo progetto per me è un’avventura. Per 30 anni ho fatto la conduttrice del telegiornale o l’inviata in zone di guerra, un ruolo che mi ha permesso di raccontare ciò cui assistevo direttamente e per me è stato un grandissimo privilegio. Poi mi è stato proposto di condurre L’Italia con voi, un programma di infotainment e il progetto mi ha subito entusiasmato, perché si tratta di parlare in modo popolare di temi importanti, di mescolare l’alto e il basso. Bisogna saper comunicare la cultura italiana, senza fare una trasmissione tediosa. L’Italia con voi è un programma colto nel più ampio senso del termine. Parliamo di musica, di vita, di temi molto seri ma c’è anche tantissima allegria e questo aspetto, che mi è mancato nei tanti anni di conduzione al telegiornale, mi piace molto.

Quali sono le eccellenze italiane che raccontate?
All’estero l’Italia è associata all’arte, all’archeologia e ai suoi magnifici paesaggi: tutto questo patrimonio va raccontato, perché, a parte il Colosseo e la Fontana di Trevi che tutti conoscono, c’è moltissimo altro da far scoprire. Il nostro gruppo di autori ci permette di trattare anche gli aspetti meno noti e più nascosti del nostro Paese. Mi immagino che il nostro pubblico sia costituito dagli italiani di prima, seconda e terza generazione che sentono la nostalgia di casa, ma ci rivolgiamo anche ai “cervelli in fuga” che sono per noi un vanto. In trasmissione c’è anche uno spazio dedicato alla linguistica, rivolto soprattutto a chi all’estero sta studiando l’italiano, penso in Asia ai tanti che si dedicano alla musica e all’opera e che per questo devono imparare la nostra lingua che è ricchissima. E anche io imparo tantissimo grazie a questa trasmissione.

È stato difficile trovare il linguaggio adatto per comunicare la cultura italiana all’estero?
Mi fa piacere che lei mi rivolga questa domanda [ride ndr], perché significa che ritiene il linguaggio del telegiornale molto impostato e serioso. In effetti, il racconto televisivo è emotivo. In televisione bisogna essere semplicemente veri, perché la tv è un amplificatore, è come una lente di ingrandimento. Le faccio un esempio, io non conosco molto la musica italiana degli anni Cinquanta e Sessanta, ma adoro dialogare con Stefano Calabrese che è un esperto del settore, in trasmissione portiamo tutto questo, compresa la mia ignoranza su questi temi. Tutto ciò è molto bello, anche perché la sincerità paga. Cultura è leggere quello che sta accadendo. Mi piace pensare che noi riusciamo a innovare, a creare prodotti nuovi in questa televisione generalista dove il pubblico in Italia è sempre più anziano e questo è un problema che ci si dovrà porre. Per questo motivo, abbiamo deciso con L’Italia con voi di coinvolgere il più possibile i telespettatori, sfruttando i social, creando un programma il più possibile interattivo. Anche perché ci rivolgiamo a un pubblico che risiede all’estero, in Paesi diversissimi tra loro, dove si vivono realtà differenti. In più c’è RaiPlay, in questo modo la trasmissione è accessibile a tutti e in qualunque momento.

Cosa consiglierebbe a una giovane donna che vuole diventare giornalista?
Tanta curiosità, determinazione, non arrendersi mai. E se non funziona in un posto, ricominciare in un altro. Ma soprattutto imparare ad ascoltare.

Il bilancio di questa esperienza televisiva a L’Italia con voi?
Io devo ringraziare due persone: il direttore del Tg3, Mario Orfeo, che mi ha spinto a fare questo programma, e Roberta Enni con cui lavoro meravigliosamente. Amo lavorare con donne che mi danno forza, che mi danno carica. È ora di sfatare l’idea che noi donne sul lavoro siamo delle iene. Ci sono moltissime donne fantastiche, poi certo ci sono anche le iene, ma questo vale esattamente anche per gli uomini. Io ho 57 anni e mi piace pensare che alla mia età posso permettermi di vivere nuove avventure. I miei anni mi sono serviti tutti, ho avuto il privilegio enorme di raccontare l’attualità sul campo: ho visto crollare il Muro di Berlino, ero inviata durante la prima guerra serbo-croata, lo stesso in Iraq. Sono davvero grata di aver vissuto queste esperienze. In guerra la cosa di cui hai più bisogno per sopravvivere è ridere, perché altrimenti non ne esci, non ce la fai più. Secondo me la leggerezza è ciò che salverà il mondo.

Maria Cuffaro L'Italia con voi

Maria Cuffaro

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