Catherine Poulain: la mia vita a tutta musica

Se fosse una canzone sarebbe "una ballata rock strappalacrime un po' depressa, non perché io sia così, ma un po' sì. Forse"

Irene Vella Giornalista televisiva Scrive da sempre, raccogli emozioni e le trasforma in storie. Ha collaborato con ogni tipo di giornale. Ha fatto l'inviata per tutte le reti nazionali. È la giornalista che sussurra alle pasticcerie e alla primavera.

Se fosse una canzone sarebbe “una ballata rock strappalacrime un po’ depressa, non perché io sia così, ma un po’ sì” o forse semplicemente perché è il genere musicale che preferisce.

E non stiamo parlando di musica contemporanea, ma di mostri sacri del panorama internazionale, cominciando dall’album Blackstar di David Bowie di cui vorrebbe essere una traccia qualunque, oppure una canzone degli Smiths come There is a light that never goes out, oppure potrebbe essere un bel pezzo Anni Ottanta alla stregua di Cars di Gary Numan.

Sarà per questo che Caterina, nome d’arte Catherine Poulain, oltre a essere una modella internazionale (ha posato per le riviste di moda più importanti nel mondo, ndr) e un’influencer da 500.000 follower, è diventata una dei deejay più richiesti dietro alle consolle degli eventi più cool della movida, italiana e non.

La prima volta che io e Cat ci siamo incontrate è stato sul web: guardando le sue foto ho pensando fosse gnocca. Continuando a guardare le foto e scambiandoci due parole ho continuato a pensare fosse una grandissima gnocca con un bel cervello. Ora voi direte “magari è pure simpatica e non ha nemmeno un dente cariato, non c’è giustizia a questo mondo”. Ed è proprio così. E parla anche cinque lingue.

Quando ho pubblicato la poesia “La primavera non lo sapeva” e hanno provato a rubarmela in tutto il mondo, le ho chiesto una mano per difendere la mia proprietà intellettuale, lei mi ha scritto un messaggio privato su Instagram che recitava più o meno così “Certo tesoro. Io vado proprio a insultare tutti quelli che se ne appropriano indebitamente .”

E non l’ha solo detto eh. Ha cercato tutte le finte citazioni ed è andata a specificare sotto ognuna di quelle chi fosse il reale proprietario. Così per un giorno intero. Capite perché da quel momento io la ami ancora di più. Ed ho così deciso di raccontarvela da queste pagine perché possiate innamorarvene anche voi.

Catherine “ti lascio il microfono”. Presentati: chi sei,  cosa fai e da quante persone è composto il tuo nucleo familiare
Ciao a tutti, mi chiamo Catherine Poulain sono una influencer da un po’ di anni, una modella da quando sono maggiorenne e una deejay da un anno e mezzo. Il mio nucleo familiare è composto da me e dal mio fidanzato, che è un musicista, si chiama Filippo Graziani, figlio di Ivan Graziani, quindi diciamo che siamo una famiglia immersa nella musica.

A proposito di musica: come sei “diventata” deejay?
In realtà non ho deciso di fare la deejay, la musica è sempre stata la mia passione più grande, infatti dopo la laurea in Relazioni internazionali volevo fare un master in comunicazione musicale, discografia e nuovi media, ma le tempistiche non erano giuste. L’anno successivo ho iniziato a lavorare come modella praticamente ogni giorno e non c’è più stata la possibilità di farlo. Ho iniziato quindi per gioco facendo un deejay set con il mio fidanzato, è stata un’illuminazione, mi sono divertita tantissimo e da allora non mi sono più fermata.

Come è cambiata la tua routine familiare da quando sei in quarantena? Raccontaci una tua giornata tipo
È cambiata perché finalmente ne ho una. Perché prima mi svegliavo magari tardi, non facevo nemmeno colazione, scappavo a qualche shooting, poi magari mi abbuffavo a qualche pranzo di lavoro, non esistevano orari. L’ultima volta che ne ho avuta una ero in quinta superiore. Adesso continuo ad andare a letto tardi e a svegliarmi di conseguenza, però faccio colazione e mi sono data degli obiettivi da seguire giornalmente: dal make up, alle dirette, al workout cercando di condividere la quotidianità con i miei followers, per farci compagnia.

A proposito di followers, come sono e chi sono i tuoi?
All’inizio erano principalmente uomini avendo cominciato come modella sui social, adesso invece ho uno zoccolo duro di donne che mi segue anche per le ricette “light” o per il trucco, di sicuro le persone con cui interagisco sono davvero carine ed educate, giusto forse qualcuno ha avuto degli “sbarellamenti” dovuti alla quarantena, ma questa cosa l’ho letta da moltissimi colleghi, credo molto incida il fatto di non uscire di casa, la mancanza di vita sociale “accende” alcuni animi.

Che tipo di donna sei? forte indipendente o ti trasformi in geisha per amore?
Nella vita sono una donna molto forte e indipendente, non potrei mai essere sottomessa, non potrei mai essere una geisha, e questa cosa ha sempre messo in soggezione gli uomini, fino a quando non ho incontrato Filippo che si è rispecchiato in me.

Ci vuoi raccontare la tua storia d’amore? Come è nata? Quanto questo periodo di “clausura” forzata sta influendo sul vostro rapporto?
La nostra storia d’amore è nata un anno e mezzo fa, a ottobre 2018. In realtà io Filippo lo avevo già visto un sacco di volte negli anni, essendo un musicista e frequentando l’ambiente musicale, ma non ci eravamo mai parlati.

Alla fine tramite amici di amici ci siamo presentati e da quella sera non ci siamo più lasciati
All’inizio, uscendo entrambi da storie disastrose, ci andavamo con i piedi di piombo, soprattutto lui. Ma quando abbiamo ingranato la storia è andata a gonfie vele. Questa situazione di convivenza forzata è una situazione dura per tutti, ma noi non abbiamo mai litigato, mai discusso, mentre tanti nostri amici si sono lasciati. Diciamo che la quarantena è un termometro reale della vita di coppia, ti fa capire tante cose, soprattutto ti fa capire chi hai accanto, forse ti fa capire anche se è quello giusto per te.

Cosa ti manca di più della vita di prima?
Sicuramente mi mancano gli affetti, i miei genitori in particolare, mi manca viaggiare, e mi manca anche un po’ Milano, a volte la guardo dalla finestra e penso a quanto mi manchi passeggiare semplicemente per le vie della mia città, andare a fare un aperitivo, insomma tutte quelle piccole cose che forse prima davamo per scontato.

Qual è la prima cosa che farai quando saremo di nuovo liberi?
Abbraccerò tutti i miei affetti, dai familiari, agli amici. Tutti.

Quali pensi saranno le conseguenze sul nostro modo di vivere? Cambieremo? E, personalmente, che cosa hai imparato?
Penso che le conseguenze sul nostro modo di vivere ci saranno e saranno anche enormi, penso ai festival di musica che aggregano migliaia di persone, mi immagino il Coachella dove oggi sarei dovuta essere e non riesco nemmeno a pensare a una data in cui si potrà fare di nuovo. O anche semplicemente un concerto. Questa è una situazione che cambierà le persone, io ci credo, o forse ci spero. Abbiamo vissuto una realtà che prima di noi nessuno aveva mai vissuto, una pandemia, che ci ha fermati, e costretti a riflettere sulle priorità della vita. Io personalmente ho capito che il mondo era malato, la natura aveva cercato di darci un sacco di segnali, dagli scioglimento dei ghiacciai agli incendi in Australia, l’inquinamento. Io ho capito che stavamo sbagliando il nostro modo di vivere e quanto sia importante la comunità rispetto al singolo, quanto è importante non essere egoisti, perché il bene del prossimo è anche il tuo bene.”

Chiudi gli occhi e dimmi dove ti vedi tra quattro mesi
Nello stesso posto dove sono, sicuramente con una vita più movimentata rispetto ad adesso, ma meno frenetica, insieme alle persone cui voglio bene.

Cosa c’è nel futuro di Catherine?
Nel futuro di Cat c’è la famiglia, sposarsi ed avere dei figli, ma anche la carriera, perché l’una non esclude l’altra e anzi sono complementari, dopotutto lo diceva anche Confucio “Fai quello che ami e non lavorerai mai un giorno della tua vita” ed io amo tutto quello che faccio.

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