Dorothy Arzner, la prima regista americana

Non è solo l'unica regista donna di Hollywood fino agli anni '40, ma anche la prima che posa la videocamera sulle donne per raccontarle come nessuno aveva mai fatto

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Sabina Petrazzuolo

Lifestyle editor e storyteller

Scrittrice e storyteller. Scovo emozioni e le trasformo in storie. Lifestyle blogger e autrice di 365 giorni, tutti i giorni, per essere felice

In una società abituata a essere bombardata da informazioni e notizie di ogni tipo, che arrivano in ogni momento della giornata, vale la pena soffermarsi ogni tanto sulle storie delle persone che hanno cambiato il mondo.

Non si tratta di favole della buonanotte o di parabole cinematografiche che ci insegnano la vita, ma di storie vere, fatte di coraggio, di passione e di persone come noi. Di donne, che hanno saputo ritagliarsi uno spazio in una società che ancora non era pronta ad accogliere la loro presenza. Lo stesso spazio che Dorothy Arzner ha conquistato coraggiosamente, affermandosi come regista a Hollywood in un modo fatto di soli uomini. Questa è la sua storia.

Chi era Dorothy Arzner

Nata a San Francisco il 3 gennaio del 1897, Dorothy Arzner cresce a Los Angeles e sin da bambina rimane affascinata dal mondo del cinema. Suo padre, infatti, ha un ristorante situato proprio di fronte a uno dei teatri più popolari della città frequentato da attori e divi del settore.

Durante gli anni universitari, visita per caso uno studio di cinema e capisce che è quella la sua strada. Così lascia la facoltà di medicina all’University of Southern California per inseguire il suo sogno. Dorothy sa che non è facile inserirsi nel settore, a maggior ragione per lei che è una donna. Così inizia ricoprendo un piccolo ruolo nella Famous Players-Lasky Corporation, che diventerà poi la Paramount Pictures, come stenografa.

Il suo talento e la sua passione sono innegabili, così ecco che Dorothy Arzner riceva subito una promozione diventando l’addetta al montaggio dell’azienda. Riconoscente del suo inestimabile valore, il regista James Cruz sceglie di affidarle anche il ruolo di sceneggiatrice e presto diventa il suo braccio destro.

Ma non è facile per lei che deve combattere tutti i giorni contro gli stereotipi che dominano in un settore predominato dagli uomini. Eppure mai, neanche per un momento, pensa di smettere di lottare per il suo sogno.

La grande regista in un mondo di uomini

La grande occasione arriva poi nel 1927 quando la Paramount Pictures le affida il suo primo film: Fashions for Women. È un successo, e non sarà neanche l’ultimo. Dorothy si mette alla regia di altre tre pellicole uscite nello stesso anno. A lei spetta il primato di essere la prima regista donna di un film sonoro: l’Allegra Brigata.

Quello è solo l’inizio della sua carriera, Dorothy Arzner, infatti, è l’unica regista donna di Hollywood fino agli anni ’40. Durante la sua carriera porta sul grande schermo 20 pellicole.

Ma non è solo la regista donna, è anche quella che per la prima volta posa la videocamera sulle donne per raccontarle come nessuno aveva mai osato fare. Le sue protagoniste non sono solo l’appendice degli uomini, né compaiono nei film per soddisfare le esigenze di un pubblico maschile. Sono donne forti e coraggiose, che si sostengono tra loro, che combattono per realizzare i propri sogni.

Ne sono un esempio Dance, Girl, Dance, dove la protagonista lavora duramente per affermarsi nel mondo della danza, così come Falena d’Argento che segue le vicende di una donna libera e indipendente che insegue i suoi sogni. Le protagoniste femminili che vivono sotto la cinepresa di Dorothy Arzner si somigliano, e come lei cercando di ritagliarsi un posto nel mondo che permetta loro di camminare al fianco degli uomini e mai un passo indietro.

Continuerà a lavorare nel mondo del cinema, Dorothy Arzner, anche se a seguito di alcuni conflitti nel settore sceglierà di allontanarsi da Hollywood. Si dedicherà alla realizzazione di pellicole formative, produzioni teatrali e spot pubblicitari, formando anche Francis Ford Coppola. Morirà il 1 ottobre del 1979.

Nel parlare di lei l’attrice Katharine Hepburn, interprete de La falena d’argento, disse: “Non è magnifico che tu abbia avuto una carriera così straordinaria dato che non avevi neppure diritto ad averla, una carriera?”.