Con l’autunno ormai alle porte e le foglie che già ingialliscono, vien voglia di passatempi autunnali. C’è chi si dedica al foliage, e chi all’uncinetto. Altri, decisamente più dinamici, si avventurano nei boschi alla ricerca dei suoi frutti più prelibati. Si avvicina la stagione dei funghi, la cui ricerca è appassionante, ma necessita grande attenzione. Il soccorso alpino stila le regole per godersi l’attività senza rischi, anche in autonomia.
I rischi più comuni in montagna
Le recenti piogge hanno già favorito, con un lieve anticipo sulla stagione, la crescita di funghi in diverse aree nel Nord Italia. E i prelibati prodotti della terra potrebbero essere ancora più numerosi dopo le intemperie previste nei prossimi giorni. Con la stagione della raccolta ormai iniziata, il Corpo nazionale del soccorso alpino denuncia già numerose disavventure da parte di cercatori di funghi dispersi o caduti in zone impervie.
“Il bosco può sembrare un ambiente facile e familiare, ma una caduta, un malore o la perdita dell’orientamento possono trasformare rapidamente una giornata di svago in un’emergenza” sottolineano gli esperti, che invitano tutti gli appassionati “a vivere la stagione dei funghi con prudenza e consapevolezza”. Non serve molto, basta seguire poche e semplici precauzioni.
Le regole per la raccolta funghi in sicurezza
In cima all’elenco di ciò che non può mancare a un cercatore di funghi i soccorritori mettono la preparazione fisica: “È importante essere in buone condizioni fisiche e scegliere itinerari adeguati alle proprie capacità, evitando percorsi troppo lunghi o impegnativi, soprattutto per le persone più anziane”.
Così come ogni altra situazione, anche la raccolta di funghi richiede delle calzature adatte, e non si tratta degli stivali di gomma, sempre da evitare, anche su terreni apparentemente facili. Quel che serve sono degli scarponi da montagna con suola tecnica, in grado di garantire maggiore stabilità e aderenza”.
Seppur passeggiare nei boschi possa apparire come l’occasione perfetta per un momento di riflessione interiore, i soccorritori sconsigliano di uscire da soli. “Spesso i cercatori di funghi preferiscono muoversi da soli per non rivelare i propri luoghi di raccolta” spiegano, ma si tratta di una scelta rischiosa. Perché quando si è da soli, “anche un piccolo infortunio, come una frattura, può rendere impossibile proseguire e molto più difficile chiedere aiuto”.
A proposito di chiedere aiuto, il cellulare rimane un importante strumento di sicurezza, ma nelle zone montuose non sempre vi è copertura telefonica. Ecco perché è fondamentale, prima di uscire, comunicare ad amici e famiglia la zona in cui ci si recherà e il percorso previsto, da non modificare senza avvisare. Il soccorso alpino consiglia anche l’utilizzo dell’app dedicata GeoResQ, che permette di registrare e tracciare il proprio percorso. “In caso di mancato rientro o di necessità, le informazioni sul percorso effettuato possono rappresentare un aiuto prezioso per ricostruire gli spostamenti e facilitare le operazioni di ricerca”.
Chi si muove nei boschi vuol viaggiare leggero, ma è sempre meglio avere con sé un piccolo zaino di sicurezza, perché “con poco peso in più si possono affrontare con maggiore sicurezza molte situazioni impreviste”. Il consiglio degli esperti e di metterci dentro:
- kit di primo soccorso
- coltellino multiuso
- un indumento caldo
- giacca impermeabile
- telo termico
- pila frontale
- qualcosa da mangiare
- acqua in quantità
Cosa fare se ci si perde nei boschi
Anche ai più attenti può capitare di perdere l’orientamento. Se ci si smarrisce la cosa più importante è cercare di mantenere la calma, allertare se possibile qualcuno e, se le condizioni lo permettono, “tornare sui propri passi anziché proseguire alla cieca, rischiando di addentrarsi ulteriormente nel bosco o raggiungere zone impervie”.