Allarme temporali e fulmini: come proteggersi e come comportarsi secondo la Protezione Civile

Dopo il caldo record, ora l’allerta riguarda il rischio di alluvioni e, in particolare, di rimanere feriti o vittime di fulmini. I consigli degli esperti

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Eleonora Lorusso

Giornalista, esperta di salute e benessere

Milanese di nascita, ligure di adozione, ha vissuto negli USA. Scrive di salute, benessere e scienza. Nel tempo libero ama correre, nuotare, leggere e viaggiare

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Terminata la quarta e lunghissima ondata di caldo record, ora è il momento dei temporali estivi: i violenti scrosci, tipici della seconda metà di agosto, si accompagnano però a fulmini che possono essere molto pericolosi per la salute e la vita in generale. Per questo la Protezione civile ha messo a punto un vademecum, con istruzioni e consigli per sapere come mettersi in salvo, ai quali si aggiungono le raccomandazioni dell’Istituto Superiore di Sanità.

Primi fulmini, con feriti e vittime

Sono bastate poche ore di temporali per registrare anche le prime vittime, dopo quelle del caldo a livelli senza precedenti, e qualche ferito. Un turista statunitense di 30 anni è morto colpito da un fulmine sull’Etna, in una zona vietata. Il giovane era stato sorpreso da un violento temporale quando è stato raggiunto dalla scarica elettrica: pur soccorso e trasportato d’urgenza all’ospedale Cannizzaro, per lui non c’è stato nulla da fare. Sempre a causa di un fulmine è deceduto anche un escursionista che si trovava in Alto Adige e stava effettuando una discesa da un sentiero durante un temporale. Hanno riportato solo ferite, invece, due alpinisti polacchi, che si trovavano in montagna in provincia di Belluno, mentre il brusco abbassamento delle temperature ha provocato una ipotermia in una escursionista, soccorsa in Friuli Venezia Giulia insieme a un’amica, che comunque non è in pericolo di vita.

Fulmini, quali pericoli

Il rischio di essere colpiti da fulmini, però, è aumentato nelle ultime ore, in vista delle nuove perturbazioni previste tra il 20 e il 21 agosto, cresce anche l’allerta. Essere raggiunti dalla scarica elettrica, infatti, può portare conseguenze anche molto gravi per la salute. Come ricordano gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità, si va dalle ustioni gravi a paralisi, senza dimenticare la possibilità di andare incontro ad amnesie e perdita di conoscenza (da pochi minuti fino a diverse ore). Ma gli effetti peggiori si possono avere nel caso in cui il fulmine possa causare danni al cuore, provocando ad esempio un arresto cardiaco. Se, invece, la corrente dovesse passare dai centri nervosi o respiratori potrebbe portare a morte per arresto respiratorio.

I possibili danni alla vista

A questo elenco va anche aggiunto quanto può accadere nel caso in cui un fulmine impatti sulla vista o sull’udito di una persona: anche il lampo, infatti, è una potenziale fonte di rischio. Il bagliore, infatti, può causare poi disturbi alla vista, mentre l’onda d’urto può portare a danni all’udito. “In Italia cadono in media circa 1,6 milioni di fulmini all’anno, soprattutto nei mesi di luglio e agosto, ma il fenomeno può verificarsi, più raramente, anche d’inverno”, spiega l’Istituto Superiore di Sanità, che ricorda come altri effetti indiretti dei temporali con lampi e tuoni possono essere gli incendi e la caduta di alberi.

Dove cadono più fulmini

Come ricorda l’ISS sulla propria pagina web dedicata, “Le aree più colpite (dai fulmini, NdR) sono il Friuli, la regione dei laghi lombardi, la zona di Roma e in genere i rilievi prealpini e appenninici. Comunque, più in generale, non ci sono in Italia zone esenti dal rischio dei fulmini. Non esistono comunque studi relativi al numero di vittime e ai danni alle persone causati da fulmini”, sottolinea ancora l’ISS. Gli accorgimenti, comunque, non valgono soltanto per chi azzarda l’uscita in montagna, lungo sentieri, durante un temporale. Potrebbero interessare anche chi si trova semplicemente in auto o in un parco cittadino. La prima raccomandazione, infatti, è di non sostare sotto gli alberi. Ma esistono anche alcuni “miti da sfatare”, sui quali la Protezione civile ha voluto fare chiarezza.

Cosa non fare e ricordare

Come spiega la Protezione civile sul proprio portale, dunque, vanno evitati errori come rifugiarsi sotto gli alberi o sostare vicino all’acqua o a cancelli. Piuttosto, è bene cercare subito riparo in un edificio o, se non è possibile, in un’auto. È importante, però, tenere i finestrini chiusi e l’antenna abbassata. C’è poi un aspetto che va sempre ricordato, ma spesso è sottovalutato: quando si vedono lampi è possibile che il temporale sia ancora lontano, ma dal momento in cui si riescono a sentire i tuoni, significa che la perturbazione è a pochi chilometri.

I luoghi comuni da sfatare

I fulmini, infatti, “possono colpire ad alcuni chilometri di distanza dalla perturbazione”, come ricorda la Protezione civile, che chiarisce anche un altro punto: “non è pericoloso tenere in mano piccoli oggetti metallici” come orologio o chiavi, perché non è il metallo in sé ad attirare le scariche elettriche. Trattandosi di un buon conduttore di elettricità, però, bisogna “restare lontani da oggetti metallici estesi come recinzioni e ringhiere perché, se colpiti, conducono la corrente a chi vi si trova a contatto”.

Dai monti all’acqua: i posti più a rischio

Se la montagna è sicuramente considerata il posto più pericolo durante un temporale, non va dimenticato che anche l’acqua è una fonte di rischio, insieme a “tutti i luoghi ampi ed esposti, come un prato, soprattutto in presenza dell’acqua. I bersagli privilegiati sono quelli alti o sporgenti (anche una persona in un prato) e quelli di forma appuntita – riporta l’agenzia ANSA – Quindi, se ci si trova all’aperto, tenersi lontani da pali o alberi. Se si è in vetta scendere di quota, evitando creste e tenendosi alla larga funi o scale metalliche: meglio camminare lungo avvallamenti del terreno. Se si è insieme ad altre persone, procedere a distanza di almeno 10 metri gli uni dagli altri.

Gli accorgimenti al mare, al lago e a casa

Se si viene colti da un temporale mentre ci si trova ancora in spiaggia, è bene restare lontani dall’acqua, che è un conduttore e può trasmettere corrente anche fino ad alcune decine di metri di distanza. La battigia rappresenta anche un luogo ampio ed esposto, come un prato, dunque più pericoloso, oltre al fatto che spesso ospita ombrelloni appuntiti. Evitare anche la vicinanza con canne da pesca e “non sdraiarsi ma restare in piedi uniti, rendendo minimo il punto di contatto con il suolo, per ridurre l’intensità dell’eventuale scarica”, ricordano gli esperti. Per chi fosse in campeggio, è bene rifugiarsi in una struttura in muratura, invece che in roulotte o camper, mentre se si è rimasti in tenda gli esperti raccomandano di non toccare le pareti, ma di cercare di rimanere su materassini o zaini che possano fare da isolanti. Infine in casa, è sempre meglio staccare la spina dagli apparecchi ad alimentazione elettrica e mantenersi a distanza da porte e finestre, assicurandosi che queste ultime siano chiuse.