Caldo, vittime record in Europa. Perché le notti calde sono pericolose per la salute

Le temperature sono destinate a rimanere al di sopra delle medie del periodo ancora per qualche giorno, specie di notte. Quali sono i rischi e i rimedi

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Eleonora Lorusso

Giornalista, esperta di salute e benessere

Milanese di nascita, ligure di adozione, ha vissuto negli USA. Scrive di salute, benessere e scienza. Nel tempo libero ama correre, nuotare, leggere e viaggiare

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L’ondata di calore eccezionale che sta interessando l’Europa è destinata a perdurare ancora fino a mercoledì. Dopo aver colpito in particolare la Spagna e la Francia, adesso insiste sulla Germania e i paesi dell’est europeo, con temperature ben al di sopra dei livelli medi stagionali. A preoccupare sono soprattutto gli effetti sulla salute, in modo specifico per via del caldo che non dà tregua neppure di notte. Dall’Organizzazione mondiale della Sanità sono arrivati anche dati allarmanti: in una settimana si sono registrate 1.300 vittime, delle quali 1.000 nella sola Francia.

Caldo record, quando si attenuerà

Dopo aver causato ingenti disagi in Spagna e Francia, il caldo record ora ha fatto scattare misure di emergenza anche nella Repubblica ceca, in Germania e in Polonia, dove si sono toccati i 40,5 gradi centigradi. Ma da giovedì potrebbe arrivare la tanto attesa attenuazione, con l’arrivo di correnti più fresche dal Nord Atlantico, con i primi rovesci e temporali a partire da ovest. Intanto, però, la situazione critica in molto Paesi europei, compresa l’Italia.

La mappa delle città più calde (notti comprese)

A creare i maggiori problemi è l’afa che si accompagna al caldo e che non accenna a diminuire neppure durante la notte. Il record si è registrato a Torino, con la minima che non è scesa al di sotto dei 27.3 gradi, il valore più alto mai registrato a partire dal 1753 cioè l’anno di inizio delle misurazioni. Non va meglio, però, a Milano, Firenze, Roma e Napoli, dove si sono sfiorati i 40 gradi. A soffrire sono anche diversi centri medi e piccoli, dove di notte la colonnina di mercurio è sempre rimasta al di sopra dei 25 gradi. Per questo si parla di “notti tropicali”.

L’allarme per le “notti tropicali”

Proprio il fatto di non poter godere del refrigerio tipico della serata e della nottata, porta gli esperti a parlare del fenomeno della “tropicalizzazione” con livelli di calore più tipici delle zone equatoriali e tropicali, appunto, che non mediterranee. L’impatto di temperature così elevate anche durante la notte, però, preoccupa per le ricadute in termini di salute. Il corpo umano, infatti, necessita non solo di riposo dal punto di vista di un adeguato numero di ore di sonno, ma anche di qualità. Per questo, il fatto di non scendere al di sotto dei 25 gradi notturni di temperatura può influire negativamente. Secondo gli esperti, infatti, per un sonno ristoratore l’ideale sarebbero i 16-18 °C. Al contrario, più la temperatura aumento, più cresce di conseguenza anche il cosiddetto “stress termico” del corpo che lo costringe a consumare più energie per abbassare la temperatura corporea.

Le conseguenze del caldo notturno

Un maggiore dispendio di energie e continui risvegli a causa del sudore, che viene proprio prodotto per far scendere la temperatura corporea, minano la qualità del sonno e causano una maggiore stanchezza diurna, fin dal risveglio, che si somma a quella incrementata – ancora una volta – dallo sforzo dell’organismo di far fronte al caldo anche durante il giorno.

Chi è più a rischio

In questa situazione, le persone più a rischio risultano i fragili, ossia non solo gli anziani e i bambini, il cui corpo fatica maggiormente ad adattarsi alle alte temperature, ma anche coloro che soffrono di patologie croniche, specie se di tipo cardiovascolare. Il pericolo principale è rappresentato dagli scompensi dovuto ai colpi di calore, che possono manifestarsi con sintomi malesseri improvvisi: nausea, spossatezza, vertigini, disidratazione e svenimenti avvengono con maggiore frequenza in concomitanza con l’aumento delle temperature e possono portare anche a decessi. L’allarme è maggiore, inoltre, per chi vive nelle grandi città e soprattutto in zone ad alta urbanizzazione, cementificazione e minor presenza di spazi verdi.

Le “isole di calore” e la cooling poverty

Si tratta delle cosiddette “isole di calore”, frequenti nelle metropoli, ma non solo. È in queste aree che si verifica anche il fenomeno della cooling poverty, denunciato di recente anche da Legambiente, che ha lanciato una campagna di sensibilizzazione rivolta agli Amministratori locali. Lo scopo è adottare politiche urbanistiche che riduca il divario tra coloro che vivono in quartieri più agiati, con una maggiore presenza di spazi verdi e dove trovare refrigerio, e quelli economicamente più disagiati, che risultano privi di questo tipo di infrastrutture e dove le temperature possono anche di 4 o 5 gradi superiori.

I rimedi contro il caldo, anche notturno

Per ridurre al minimo possibile i disagi legati al caldo, gli esperti consigliano di adottare piccoli accorgimenti, alla portata di chiunque e che non richiedono necessariamente la presenza di condizionatori o altri supporti in grado di abbassare la temperatura negli ambienti interni.

Il primo è ricorrere a docce tepide, in particolare prima di andare a letto alla sera, in modo da aiutare il corpo ad abbassare la temperatura e dunque garantendo un miglior riposo. In secondo luogo viene suggerito di inumidire la pelle, anche con panni bagnati. È sempre valido l’invito a bere una quantità di acqua adeguata (minimo 1,5 litri di acqua, ma in questo periodo anche 2 litri) per evitare la disidratazione, evitando bevande eccessivamente zuccherate o che contengano eccitanti come la caffeina o la teina. È altamente sconsigliato anche il fumo, che invece disturba il riposo. Infine, si ricorda che aprire le finestre può giovare solo se la temperatura esterna è minore di quella interna, altrimenti si rischia di far entrare in casa aria calda che poi contribuisce all’innalzamento ulteriore delle temperature.

I segnali da non sottovalutare

Ai primi segnali di una possibile disidratazione, infine, occorre non solo reintegrare i liquidi, ma eventualmente chiedere aiuto. Si tratta di bocca asciutta, mal di testa, difficoltà di concentrazione, spossatezza e affaticamento, insieme a urine di colore giallo scuro.