Dal caldo al freddo, come proteggersi dagli sbalzi di temperatura

L'arrivo della prima perturbazione di settembre porta un brusco sbalzo termico. Quali rischi e come evitarli

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Eleonora Lorusso

Giornalista, esperta di salute e benessere

Milanese di nascita, ligure di adozione, ha vissuto negli USA. Scrive di salute, benessere e scienza. Nel tempo libero ama correre, nuotare, leggere e viaggiare

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Prima la lunga estate, scandita da ripetute ondate di calore, spesso quasi ininterrotte; ora il brusco abbassamento delle temperature, previsto dai meteorologi a causa dell’arrivo di una perturbazione, con pioggia e grandine, a partire delle regioni del nord ovest e che poi interesserà altre aree del Paese. Se l’idea di una pausa nel caldo delle scorse settimane porta sollievo, d’altro canto occorre prestare attenzione anche alle conseguenze dei bruschi cambi, che possono causare problemi alla salute. Ecco quali e come proteggersi.

Dal caldo estremo al calo di temperature

La perturbazione che ha iniziato a interessare le regioni di nord ovest, come Piemonte e Liguria, ma anche Lombardia, secondo gli esperti porterà generalmente a un calo termico anche di 8°C . Come ricorda IlMeteo.it, si dovrebbe chiudere, quindi, l’ondata eccezionale di caldo durata ben 108 giorni e iniziata lo scorso 24 maggio. “L’abbassamento delle temperature sarà accompagnato però da una fase meteorologica molto instabile: l’ingresso di aria fredda in quota su una massa d’aria calda e umida favorirà un’accentuata instabilità soprattutto al Nord-Ovest, con rovesci localmente superiori a 100 mm, possibili grandinate e venti di downburst”, avverte l’Adnkronos. Ma temporali, grandine e fresco potrebbero influire anche sulla salute.

Cosa succede quando c’è uno sbalzo termico

Nel momento in cui si passa rapidamente dal caldo al freddo il corpo umano è costretto a un adattamento. L’organismo, infatti, lavora continuamente per mantenere la temperatura corporea intorno ai 37 gradi C. In un contesto di temperature fredde, dunque, produrrà più calore, aumentando il metabolismo e l’attività muscolare; se, al contrario, fa molto caldo farà in modo di disperdere calore tramite la sudorazione, così come regolando la quantità di liquidi eliminati, cioè trattenendone di più. Ma in presenza di un brusco sbalzo termico, sarà necessario adeguare questi meccanismi, in tempi molto ristretti.

Come cambia la termoregolazione

Se nell’arco di poche ore, quindi, si passa da una condizione di caldo a una di freddo (o viceversa), la termoregolazione può diventare meno efficiente e, soprattutto, più faticosa. Considerando che coinvolge diversi apparati, dal sistema cardiocircolatorio a quello respiratorio, nervoso e ormonale, alcune conseguenze sono inevitabili. “I repentini cambiamenti climatici possono rappresentare un problema per le persone con minori difese, come i bambini, gli anziani e i soggetti che presentano gravi patologie croniche”, conferma il dottor Maurizio Tommasini, responsabile dell’Unità Operativa di Medicina Generale ed Epatologia di Humanitas, sul portale dell’ospedale.

Che rischi per gola e naso

“Le conseguenze negative di tale situazione sono a carico principalmente dell’apparato respiratorio: si avranno, quindi, raffreddori e faringiti. A fare ammalare non è il freddo o il caldo eccessivo, ma sono gli sbalzi repentini di temperatura ai quali l’organismo si trova impreparato”, spiega ancora il dottor Tommasini. L’esposizione improvvisa a temperature molto diverse, in particolare con il passaggio dal caldo intenso al freddo o semplicemente al fresco, irrita le mucose di naso, gola e bronchi. Non significa che porti automaticamente a raffreddore o bronchite, ma certamente indebolisce le barriere difensive esterne, favorendo l’attecchimento di virus e batteri. Insieme al ritorno a scuola o in ufficio, con luoghi più affollati, questo può aumentare la probabilità di sviluppare mal di gola, tosse, congestione nasale e altre affezioni respiratorie.

Le conseguenze sul cuore

Anche il sistema cardiocircolatorio può subire le conseguenze del cambio di temperatura, che provoca una vasocostrizione, ovvero un restringimento dei vasi sanguigni superficiali per limitare la dispersione di calore. Perché ciò avvenga, il cuore è costretto a un lavoro maggiore per pompare il sangue: si tratta di una condizione che può rappresentare un fattore di rischio significativo, in particolare per i soggetti che soffrono già di ipertensione o altre patologie cardiovascolari.

I consigli per proteggersi

Da qui i consigli dell’esperto per limitare i possibili rischi: “In questa situazione di continua alternanza caldo-freddo è consigliabile vestirsi in modo adeguato, per così dire “a cipolla”, ossia indossando un abito sopra l’altro, per essere pronti a spogliarsi e rivestirsi in modo graduale a seconda della situazione”. Un suggerimento che vale già da queste ore, quando il calo di temperature a lungo desiderato potrebbe presentarsi in modo troppo brusco ed essere sottovalutato nelle conseguenze.

I cambi di temperatura sul benessere mentale

Ma non ci sono solo conseguenze fisiche nei cambiamenti repentini di temperature e condizioni meteo. A risentirne potrebbe essere anche il benessere mentale, complice la meteoropatia. Si tratta di “una condizione di particolare sensibilità ai mutamenti climatici. Non è una malattia ma un insieme di disturbi fisici e psichici che insorgono o di sintomi preesistenti che si riacutizzano (artrosi, cefalee, nevralgie) a causa degli improvvisi cambiamenti del tempo. La meteoropatia provoca in alcune persone queste manifestazioni prima che il mutamento climatico avvenga”.

I sintomi della meteoropatia

Nel caso della meteoropatia, però, possono presentarsi sintomi che hanno a che fare anche con la sfera comportamentale. “I soggetti meteoropatici possono avvertire mal di testa, sbalzi di umore, nervosismo, irrequietezza, debolezza, ansia prima dell’arrivo di un forte vento o di una perturbazione – spiega Tommasini – Un periodo prolungato di brutto tempo o di giornate grigie non aiuta il buon umore, provoca malavoglia, sonnolenza e potrebbe addirittura far insorgere la depressione. La causa di questo problema è la poca luce, che stimola la produzione di ormoni e regolarizza il ritmo sonno-veglia”. Si tratta di una condizione che si può verificare con maggiore probabilità soprattutto nel periodo autunnale, quando le giornate si accorciano, con minor quantità di ore di luce, e con condizioni meteorologiche caratterizzate dalla maggior presenza di piogge e giornate nuvolose.