Oheka Castle è un posto che si fa ricordare. Si trova a Cold Spring Harbor, Long Island, e dal 1919 è lì, arroccato su una collina che, tra l’altro, non esisteva: fu costruita apposta per il castello. Il nome non viene da una parola straniera o un termine nobiliare. È un acronimo: Otto Hermann Kahn, il finanziere che lo commissionò, che volle le iniziali del suo nome. Lo stesso nome che diede al suo yacht, e a una villa in Florida.
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Castello di Oheka, la storia
Kahn era tedesco, naturalizzato americano, uno degli uomini più ricchi del paese a cavallo tra Ottocento e Novecento. Banchiere, filantropo, collezionista d’arte: veniva invitato ovunque, tranne nei club del New Jersey dove agli ebrei non era consentito entrare.

La sua risposta fu costruire Oheka. Kahn aveva anche perso una casa precedente in un incendio, e questa volta voleva qualcosa di permanente. Incaricò lo studio Delano & Aldrich di progettare un edificio in acciaio e cemento, completamente ignifugo: uno dei primi in assoluto nella storia residenziale americana. I vandali, decenni dopo, ci avrebbero provato più di cento volte ad appiccargli fuoco, senza mai riuscirci.
I giardini li firmarono i fratelli Olmsted, gli stessi di Central Park. Prati geometrici, viali, otto vasche riflettenti, tre fontane. E poi un campo da golf a 18 buche, serre private, campi da tennis, piscina coperta, una pista di atterraggio. La tenuta originale occupava 443 acri.
Durante gli anni Venti Kahn ci organizzava feste che oggi chiameremmo “eventi”: Reali, Capi di Stato, star di Hollywood. Poi Kahn morì, nel 1934, e la storia del castello diventa più complicata e più triste. La proprietà passò di mano in mano. Nel 1948 l’Eastern Military Academy la comprò, abbatté i giardini, divise le stanze, ridipinse i muri. Quando la scuola chiuse nel 1979, il castello rimase vuoto per anni, saccheggiato e ridotto quasi a un rudere.
Lo stile
La ristrutturazione di Oheka ha riportato in vita quel mondo. Per farlo, Melius coinvolse architetti, storici e ricercatori con un’ossessione quasi maniacale per l’autenticità.
Per il tetto, per esempio, è stata usata l’ardesia nella stessa cava del Vermont da cui Kahn si era rifornito un secolo prima. Le finestre e le porte, più di 222, sono state rifatte su misura da artigiani. La ringhiera in ferro battuto della grande scalinata ha tenuto occupato un mastro per due mesi. Nelle sale più preziose sono intervenuti specialisti nel finto legno, mentre per le modanature in gesso della sala da ballo e della biblioteca sono stati creati calchi in gomma per replicarle con precisione chirurgica. I giardini formali sono rinati grazie ai disegni originali dei fratelli Olmsted, ritrovati e seguiti alla lettera: otto vasche riflettenti e tre fontane, esattamente come le aveva immaginate Kahn.
Oggi Oheka è iscritta nel Registro Nazionale dei Luoghi Storici ed è membro di Historic Hotels of America. All’interno, le camere e suite dell’hotel conservano quell’atmosfera da età dell’oro che è impossibile replicare artificialmente, tra la grande sala da ballo, la biblioteca, le sale da pranzo formali.
Oheka Castle viene spesso definita “la casa di Gatsby“, un parallelo quasi naturale: un uomo ricchissimo, feste leggendarie, Long Island, gli anni Venti. Francis Scott Fitzgerald conosceva bene quella Gold Coast di Long Island, e i personaggi che la abitavano. Oheka è Gatsby, nel senso più profondo, per via della stessa tensione tra grandezza e fragilità, tra opulenza e malinconia.
E del resto anche il cinema ha sempre avuto un debole per questo posto. Già nella realizzazione di Quarto Potere di Orson Welles Oheka fece da sfondo, e da allora la lista delle produzioni che hanno scelto il castello come location non ha smesso di allungarsi: Royal Pains, Succession.
Le curiosità
Il nome “Oheka” non ha nulla di misterioso: come dicevamo, è un semplice acronimo del nome del fondatore. Otto Hermann Kahn lo usò anche per il suo yacht e per la sua villa in Florida. La collina su cui sorge il castello non esisteva in natura: fu costruita artificialmente, per dare alla dimora una posizione dominante e una vista libera su Cold Spring Hills e Cold Spring Harbor. Ci vollero due anni solo per quella.
E poi c’è la storia di Gary Melius, l’uomo che ha salvato Oheka e che con il castello ha un legame parecchio stretto. Nel febbraio del 2014, Melius sopravvisse a un colpo di pistola alla testa sparato da un uomo armato e mascherato nel parcheggio del castello. Sopravvisse. Come l’edificio agli incendi dei vandali, come i giardini alla devastazione militare.
Oggi il castello è anche una delle location per matrimoni più rinomate del mondo. Tra i nomi che hanno festeggiato qui ci sono Kevin Jonas, Megyn Kelly e Joey Fatone. Per chi volesse visitarla senza convolare a nozze, Oheka offre tour guidati su prenotazione: un modo per entrare in quella grande sala da ballo e immaginare, per un momento, di essere stati invitati a una festa del 1922. Certi posti fanno questo effetto e Oheka è uno di quelli.