Correre da soli: vantaggi e benefici per corpo e mente

Quali sono i vantaggi per il corpo e per la mente quando si corre da soli per medio o lungo tragitto o anche solo per una corsetta rigenerante

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Elisa Cappelli

Pilates Trainer, Insegnante Tai Chi e Yoga Taoista, Movimentoterapista

Laurea in Filosofia e Master in Giornalismo Internazionale LUISS. Trainer certificata CONI e FIF (Mat base e avanzato). Studia Anatomy in Motion (Gary Ward) e Qi gong.

Benefici del correre da soli per il corpo

Correre da soli rappresenta una pratica che connette sia il corpo che la mente e arreca benefici su entrambi i versanti. Molte persone corrono con altra gente appassionata di corsa e trovano negli altri lo stimolo per migliorarsi e competere in modo sano. Ma esiste tutto un aspetto salutare del correre da soli/e che spesso non viene menzionato. Quando si scopre questa passione, a volte anche la musica diventa un fattore di troppo. Correre da soli/e rappresenta un modo magnifico per focalizzare la concentrazione e usare la corsa per tutto quello cui serve e nei vari modi in cui si declina: che sia per ricaricarsi, scaricare, energizzarsi, togliere stress e nervosismo.

Quando si corre da soli si mantiene la giusta predisposizione per l’osservazione del nostro passo, della corretta postura, del respiro naturale e profondo, della concentrazione sui muscoli del bacino e degli arti inferiori. Ci si accorge di quando subentra la stanchezza, di come correggere la propulsione del passo, del modo in cui si gestisce il tronco e le gambe e si oscilla sia a livello lombare che dorsale che cervicale. Si prende bene in esame quanto velocemente si sta correndo e si possono fare i confronti con i cambiamenti a livello metabolico, di circolazione sanguigna, di peso corporeo, di potenza a livello del sistema immunitario. Ogni sessione di corsa diventa come un’altra pagina di un personale diario di bordo che non viene toccato in nessun modo dalle faccende esterne.

Sonno, calorie e cuore

La corsa migliora anche il ritmo sonno-veglia permette al corpo di stancarsi in modo naturale ed efficace, assicurando un riposo meno disturbato e meno leggero. Correre ci aiuta a dimagrire, eliminare tossine, aumenta la gestione del lavoro aerobico, aumenta il numero dei mitocondri nelle cellule (i responsabili del nostro accumulo e dispendio energetico) e permette di migliorare la percezione del proprio corpo. Tutto l’apparato cardio-vascolare migliora anche la la gittata sistolica (frequenza di battiti al minuto per volume sistolico ovvero sangue immesse nelle arterie a ogni battito) rispetto al ritorno venoso, che aumenta.

Si tonifica la massa magra e si bruciano moltissime calorie, andando a perdere peso in modo importante. Per le persone sovrappeso, sarebbe bene non iniziare subito con corse lunghe onde evitare di andare a sovraccaricare le giunture. Sarebbe bene, per le persone che hanno a livello prioritario il dimagrimento come obiettivo, iniziare con lunghe camminate alternate a qualche piccolo momento di corsa. Correre diminuisce gli stati infiammatori e permette alle cellule di “respirare” al meglio. Aumenta la produzione di cataboliti e prodotti di scarto e promuove una buona circolazione a livello linfatico.

Correre da soli: i benefici per la mente

Si corre per connettersi con i pensieri, per osservarli, ma soprattutto per non farli accumulare, ristagnare, per non dare potere al logorio mentale. Si corre per alleggerirsi e sentirsi potenti. Si corre per non frasi rincorrere dai movimenti della mente e per metterla meglio al servizio del cuore, per pulirla, per renderla limpida e chiara, trasparente.

Si corre per avere uno strumento di meditazione che nel frattempo ci fa anche bruciare le calorie. Non siamo fermi in un punto ma al centro del nostro essere propelliamo nella corsa e ci spingiamo oltre e avanti. La corsa da soli migliora la gestione del nervosismo, permette di farsi scivolare addosso situazioni e reazioni spiacevoli, ci rende concentrati/e, consapevoli.

Dopo aver corso migliora il focus e la quiete mentale, si reagisce di meno in modo meccanico e impulsivo e tutto si ridimensiona. Per coloro che iniziano, correre da soli/e rappresenta una nuova abitudine che ne apre altre nuove. Si mangia di meno dopo cena, si beve di meno, si abbandona il fumo e altre abitudini che ci autodistruggono.

Aumenta prima di tutto la nostra autostima, anche grazie a tutti i benefici che la corsa arreca a livello fisico. Quando corriamo manteniamo la nostra attenzione sul momento presente, passo dopo passo. Correre da soli/e e costruirsi un proprio programma (e rispettarlo!) consente di imparare a seguire le sensazioni e le emozioni connesse ai pensieri che sorgono mentre siamo in movimento.

3 consigli per chi corre solo/a

Prima di tutto si deve capire se si vuole correre con la musica o meno: la musica rappresenta un grande alleato per chi vuole correre da solo/a, permette di “spingere sul pedale”: scegliendo le tracce giuste si riesce a fare della corsa un capolavoro, andando a sentire il ritmo come un mezzo di forza e di energia. Se invece si vuole correre senza musica, si possono ascoltare i suoni delle foglie, del bosco o semplicemente il suono del proprio respiro e del proprio passo. Sono elementi di profonda connessione con se stessi/e, per non parlare del proprio battito sotto al petto.

Mantenere la giusta idratazione rimane un fattore essenziale, specie se non corriamo insieme ad altri che magari tengono conto di questo fattore. In questo modo saremo sicuri/e che tessuti e apparati saranno sempre ben irrorati e reintegreremo i liquidi persi durante la prestazione della corsa. Utile anche fare qualche integrazione vitaminica.

Correre da soli/e poi significa sempre automotivarsi e non aspettare mai l’invito di qualcuno a correre o non farsi motivare dall’idea di trascinare qualcuno a correre. Puoi scrivere delle frasi, tenere un diario, motivarti a distanza con qualche amico che ama correre, fissare costantemente gli obiettivi e registrare i progressi. Puoi creare una frase che ti motivi in modo forte anche quando magari fa freddo o non hai voglia di metterti le scarpe ai piedi. Anche fare appello a una sensazione di gratificazione.