Camminata o corsa? Differenze e quale scegliere

Quale pratica scegliere tra la camminata e la corsa e in che modo alternarle o portarle avanti insieme per avere buoni risultati a livello fisico

Elisa Cappelli Pilates Trainer, Insegnante Tai Chi e Yoga Taoista, Movimentoterapista

Camminare: benefici e consigli

Azione bilaterale per eccellenza, la camminata permette di far lavorare i due emisferi contemporaneamente e le due simmetrie del corpo.

Camminare fa bene al corpo, ma quanto e come farlo? Se decidete di camminare almeno dalle 2 alle 4 ore alla settimana darete prima di tutto benefici al cuore, riducendo il rischio di infarti e patologie dell’apparato cardiaco. Sempre dedicando al passeggio le stesse ore, anche le arterie e le vene ne traggono beneficio, tanto quanto le condizioni di pressione. Ottima abitudine per coloro che convivono con il diabete. Se camminate abbastanza velocemente per 3 ore alla settimana, sentendo il passo agile ed eseguendo bene la rollata del piede in tutte le sue fasi del passo, avrete benefici anche a livello della schiena, andando a diminuire il carico lombare e facendo scomparire anche certi dolori che di solito sono transitori; camminando, in altre parole, andate a rafforzare i muscoli paravertebrali e date sollievo ai dischi tra le vertebre, portate ossigeno a tutta la schiena e quindi afflusso di sangue. Ovviamente per farlo ci vogliono le calzature giuste e non si devono avere carichi alle spalle e alla schiena.

Unica vera importante accortezza prima di iniziare a camminare regolarmente: controllate il passo e il modo in cui distribuite la massa e la gestite attraverso l’appoggio. Potete affidarvi a una o un fisioterapista oppure osteopata o un/a personal trainer attento/a che possa aiutarvi a capire come siete abituati/e a caricare il peso, su quale gamba, su quale parte del piede, se tendete a supinare o piuttosto a pronare. Queste accortezze sono importanti per non portarsi come carichi delle abitudini che il corpo ha semplicemente scelto per economia di gestione di recupero da infortuni o da atteggiamenti che riflettono stati emotivi. Ottima idea anche fare delle sessioni di Pilates sul reformer o a corpo libero per sentire bene l’appoggio e la forza nelle gambe.

In generale, camminando migliora l’umore, si ha meno appetito e si regolarizza l’intestino. Tutto il metabolismo si attiva e si mettono in circolo tantissime endorfine. Se camminare vi fa fatica o vi manca la grinta per iniziare, cercate di ricordare che anche solo facendolo per 30 minuti per 5 volte alla settimana si hanno ottimi benefici, si mantiene il tono muscolare e il giusto peso. Ci vuole un pochino di costanza, ma lo sforzo viene ripagato grazie a un immenso benessere globale.

Correre: motivi e controindicazioni

Come sappiamo il primo beneficio della corsa sta nella regolazione del peso. Correndo si bruciano diverse calorie e il corpo trova il suo peso forma ottimale. Correre fa anche bene al cervello in quanto promuove la rigenerazione delle cellule nervose cerebrali. Ne beneficia anche il ritmo sonno-veglia e la gestione di stati ansiosi e depressivi. Ci si sente bene, si vive un benessere che tocca diverse sfere e che viene rilasciato anche ore e ore dopo la corsa.

Non si deve pensare che la corsa diminuisca automaticamente eventuali stati di cellulite o ritenzione idrica; in alcuni casi anzi la corsa diventa leggermente controproducente in quanto le microlesioni provocate dalla corsa durante l’impatto con il terreno sembra che incrementino questa rottura, oltre al fatto che l’acido lattico ha effetti negativi sull’ossigenazione dei tessuti e sulla circolazione. Se si corre d’inverno si deve scegliere un abbigliamento tecnico adatto per non incorrere in disturbi alle vie aeree.

Correre o camminare?

Non si deve pensare che la corsa sia un’alternativa alla camminata, in quanto il passo prende una forma completamente diversa. Nella corsa esiste una fase aerea, mentre nella camminata un piede è sempre in appoggio con il terreno, le gambe sono mantenute per lo più diritte e il centro di gravità rimane sopra la gamba. Cambia quindi il modo di gestire il peso e di oscillare in avanti. Questo non va sottovalutato in quanto il carico su ginocchia e caviglie ha un impatto completamente diverso. I movimenti propulsivi in cui gli arti inferiori sono coinvolti cambiano completamente e gli arti inferiori hanno oscillazioni diverse. Nella corsa la postura deve essere eretta e leggermente in avanti. Se si vuole passare dalla camminata alla corsa occorre dedicarsi ad esercizi propedeutici che studiano la propulsione del piede e permettono di attutire gli impatti forti.

Correre offre un miglior rapporto benefici per la salute su tempo, ma rischia di avere effetti controproducenti a livello delle articolazioni, se gestita in modo approssimativo. Il punto chiave per la scelta sta nel livello di soddisfazione e nei traguardi. Dal punto di vista della perdita di peso, correre significa bruciare in modo importante, ma con costanza si possono raggiungere gli stessi risultati anche nella camminata. Un altro fattore fondamentale per cui scegliere una o l’altra pratica sta nella cartilagine: se sappiamo che la nostra cartilagine tende ad assottigliarsi o ridursi, conviene dedicarsi alla camminata, per non ledere ulteriormente il nostro potere di ammortizzazione. In ultima analisi, se siamo sovrappeso, conviene evitare di correre direttamente, meglio prima alleggerirsi con sessioni di camminata regolari e a passo svelto, in modo da non andare a sovraccaricare la colonna vertebrale.

Elisa Cappelli Pilates Trainer, Insegnante Tai Chi e Yoga Taoista, Movimentoterapista

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