La storia di Melissa Highsmith: rapita da bambina, riabbraccia i genitori dopo 51 anni

Melissa Highsmith è stata rapita quando aveva soltanto 22 mesi e ha avuto la possibilità di ricongiungersi con la sua famiglia dopo 51 anni

Il legame che c’è tra genitori e figli è come un filo invisibile che non si spezza mai nonostante le difficoltà e le prove che ci mette davanti la vita. È vero che questo rapporto va oltre la semplice biologia, ma è anche vero che in alcuni casi c’è una sintonia immediata con quelli che sono i nostri genitori naturali anche se siamo cresciuti lontano da loro. A confermarlo è la storia di Melissa Highsmith, originaria di Fort Worth, nel Texas che dopo 51 anni ha potuto riabbracciare la sua famiglia a cui era stata strappata quando aveva quasi 2 anni.

La scomparsa e le ricerche di Melissa

È l’estate del 1971, la relazione tra la mamma e il padre di Melissa, Jeffrie, è appena terminata e la donna ha bisogno di una mano, soprattutto di una persona che si possa occupare della piccola di appena 22 mesi. Decide quindi di mettere un annuncio e cercare una baby sitter: in quel periodo la madre di Melissa condivide la casa con una coinquilina ed è proprio quest’ultima ad aprire la porta a una ragazza che le ispira subito fiducia, tanto da essere assunta. Dopo averle affidato imprudentemente Melissa ed essersi fatta assicurare che si sarebbe presa cura della bambina a casa sua, la baby sitter scompare nel nulla. Da quel momento i genitori non si danno pace e iniziano a cercarla con l’aiuto della polizia e dei federali.

Dopo anni di delusioni e frustrazioni, la famiglia, che nel frattempo aveva anche aperto un gruppo Facebook dal nome “Finding Melissa Highsmith”, intravede uno spiraglio. Il National Center for Missing and Exploited Children riferisce ai genitori che Melissa forse è stata avvistata a Charleston, nella Carolina del Sud. La segnalazione si rivela un nulla di fatto, ma fa tornare la storia di Melissa sotto i riflettori.

La svolta arriva nel mese di novembre quando la società di genomica “23andMe” trova una corrispondenza tra il DNA di Jeffrie e quello di una nipote, che l’uomo non sapeva di avere. Grazie all’aiuto di un gruppo esperti si è finalmente stati in grado di risalire all’identità di Melissa.

L’incontro tra Melissa e i genitori

La speranza di poter riabbracciare finalmente la figlia scomparsa, ha spinto Jeffrie a scrivere un messaggio a Melissa su Messenger dicendo che la stava cercando da 51 anni. Inizialmente la donna ha pensato a una truffa, ma poi ha deciso di sottoporsi al test del DNA e finalmente ha potuto sapere tutta la verità. Melissa, a cui nel frattempo era stato dato il nome di Melanie Walden, in realtà non si era mai spostata da Forth Worth. Qui, lontano dalla sua famiglia naturale, ha vissuto un’infanzia difficile, piena di abusi e non sentendosi mai amata, come ha dichiarato, tanto che a 15 anni ha deciso di scappare di casa.

Proprio per questo, riabbracciare i suoi genitori è stata una sensazione bellissima che ora la sta ripagando di tutte quelle difficoltà che ha dovuto affrontare nel corso della vita. Un’emozione che ha potuto condividere con i genitori che non pensavano più di poterla rivedere e stringerla tra le loro braccia. Fin da subito Melissa ha sentito un legame particolare con la madre, il padre e con i fratelli che non aveva mai conosciuto prima, ecco perché non vede l’ora di recuperare il tempo perso. Infatti ha dichiarato non solo di avere il desiderio di tornare a chiamarsi Melissa, ma di voler celebrare nuovamente l matrimonio con suo marito per provare l’emozione che ogni bambina sogna di vivere: essere accompagnata all’altare dal padre che nel suo caso l’ha cercata per anni senza mai perdere la speranza.