Barriera di Milano è il vecchio quartiere operaio cresciuto a nord del centro di Torino, appena fuori dalla cinta daziaria che gli ha regalato il nome. Ci abitano circa cinquantamila persone, i muri si sono riempiti di murales colorati e sempre più giovani famiglie lo scelgono per comprare la prima casa. È anche una delle zone della città dove associazioni, circoli e volontari si danno più da fare.
Da un paio di settimane questa voglia di fare ha un indirizzo in più, che si trova al civico 3 di via Baltea. Sabato 17 ottobre ha aperto POST*, una bottega di quartiere dove si entra con il tostapane da sistemare e si esce, magari, con una tenda da campeggio per il weekend. L’idea ha il romanticismo delle cose di una volta, quelle da aggiustare, scambiarsi e imparare a farlo fianco a fianco con chi abita due portoni più in là.
Alla base c’è la voglia di incontrarsi, di parlare, di condividere momenti di vita. Di solito ci si ritrova davanti a un caffè, uno spritz o una pizza. Qui basta sedersi e chiacchierare, e la compagnia è l’unica cosa che si condivide.
Biblioteca degli oggetti a Torino: come funziona il prestito in Barriera di Milano
La novità che incuriosisce di più è la prima biblioteca degli oggetti della città. Il meccanismo ricorda quello dei libri, con una regola d’ingresso simpatica perché per avere la tessera bisogna lasciare sugli scaffali qualcosa di proprio. Pensate alla macchina per la pasta usata due volte, al trapano che sonnecchia in cantina, alla yogurtiera regalata da una zia. Se ne consegna uno e da quel momento si può prendere in prestito gratuitamente tutto ciò che gli altri hanno messo in comune, dalla scala al proiettore per la serata film. Insomma, porti ciò che ti avanza e prendi ciò che ti manca.
Il modello arriva da Bologna, dove Leila presta attrezzi e utensili ai propri soci, e adesso anche Torino entra nella stessa rete. Ogni cosa condivisa fa bene al portafoglio e anche il bidone degli ingombranti, grazie a un’economia circolare e riuso tradotti nella vita di tutti i giorni.
Restart Party in via Baltea: chi c’è dietro POST* e quando andarci
Poi ci sono le serate dedicate alla riparazione, i cosiddetti Restart Party. Arrivi con la lampada del comodino, la radio della nonna o il giubbotto con la zip da sistemare, e trovi volontari esperti pronti a metterci le mani insieme a te. L’obiettivo è tornare a casa con l’oggetto rimesso in sesto e un pizzico di coraggio in più per la volta successiva. In calendario ci sono anche corsi di piccola manutenzione sul modello delle Fixing Factories inglesi, oltre a proiezioni, workshop e concerti per giovani artisti pronti a salire sul palco.
Perfino la data d’apertura ha un significato, perché il 17 ottobre si celebrava la decima Giornata Internazionale della Riparazione, festeggiata in una cinquantina di Paesi.
A tenere le fila sono due nomi familiari a chi frequenta la Torino dei concerti e dell’attivismo. Gianluca Gozzi ha dato vita a locali come Spazio211 e il Blah Blah e al festival Todays. Ugo Vallauri ha cofondato The Restart Project e la coalizione Right to Repair Europe, in prima linea per il diritto alla riparazione.
Le porte restano aperte dal martedì al sabato, dalle 17 alle 21, per soci, volontari e semplici curiosi. Magari con quel tostapane sotto il braccio.