A 12 anni guadagna 100mila euro vendendo la sua collezione speciale

Il piccolo Toki è riuscito a ricavare un prezioso bottino dalla sua passione per i Pokémon ma dietro la sua storia si nasconde un fenomeno ormai inarrestabile

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Antonella Latilla

Giornalista, esperta di tv e lifestyle

Giornalista curiosa e determinata. Scrittura, lettura e cronaca rosa sono il suo pane quotidiano. Collabora principalmente con portali di gossip e tv.

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A soli 12 anni ha trasformato la sua passione per le carte Pokémon in un piccolo patrimonio da quasi 100mila euro. Il protagonista di questa bellastoria è Toki Masuda, un ragazzino giapponese arrivato fino a Parigi con la famiglia per mettere all’asta la sua preziosa collezione. Una vicenda sorprendente che racconta quanto possa valere oggi una carta trovata per caso dentro una semplice bustina.

Toki, il dodicenne che ha guadagnato quasi 100mila euro grazie ai Pokémon

Quando il martello della casa d’aste è sceso per l’ultima volta, Toki ha capito che quelle carte non erano più sue. Il dodicenne era arrivato con la famiglia da Gifu, tranquilla città ai piedi delle Alpi giapponesi, fino a Parigi per separarsi da una collezione decisamente fuori dal comune.

Toki ha iniziato a cercare carte Pokémon rare nel 2024, senza immaginare probabilmente dove lo avrebbe portato quella passione. All’inizio non è stato il possibile guadagno ad attirarlo: ha sempre scelto soprattutto quelle che trovava “belle”. Alcune, però, si sono rivelate molto più preziose del previsto.

La famiglia ha così deciso di affidare la collezione a un’asta parigina e il risultato è stato sorprendente: un rientro economico di quasi 100mila euro. Una cifra enorme per un ragazzino di quella età, anche se al momento dell’ultimo colpo di martello la soddisfazione ha lasciato spazio a un po’ di malinconia. “Sono un po’ triste, la mia carta preferita è stata venduta. Ma venire a Parigi è stato un bel viaggio”, ha ammesso.

Perché alcune carte Pokémon valgono una fortuna

Per capire come le carte di un ragazzino possano arrivare a valere una cifra simile bisogna guardare a quello che è successo ai Pokémon negli ultimi trent’anni. Nati in Giappone nel 1996, sono passati dall’essere un fenomeno per bambini a diventare un universo capace di conquistare generazioni diverse. E le carte hanno seguito la stessa strada.

Chi le collezionava da piccolo oggi è adulto. E spesso cerca proprio quelle che non era riuscito ad avere allora. A questa generazione di nostalgici si sono aggiunti bambini e ragazzi che hanno scoperto i Pokémon molto più tardi, creando un mercato nel quale gli esemplari più desiderati diventano sempre più difficili da trovare.

Naturalmente non basta avere una vecchia carta di Pikachu dimenticata in un cassetto per diventare ricchi. Sono soprattutto rarità, edizione e stato di conservazione a determinarne il prezzo. Alcuni esemplari, però, sono diventati talmente ambiti da raggiungere quotazioni impensabili fino a pochi anni fa.

A cambiare il mercato sono stati anche i servizi professionali di autenticazione e valutazione. Società specializzate esaminano le condizioni delle carte e attribuiscono loro un punteggio che può incidere pesantemente sul prezzo finale. Social network, influencer e aste online hanno fatto il resto, trasformando oggetti un tempo scambiati nei cortili delle scuole in pezzi contesi da collezionisti internazionali.

Pokémon resta uno dei giganti del settore, ma il fenomeno ormai coinvolge molti altri universi. Anche Yu-Gi-Oh!, Digimon, One Piece hanno costruito comunità internazionali di appassionati.

Ma, al di là di tutto, questo fascino delle carte continua a poggiare su un meccanismo semplicissimo: comprare una bustina senza sapere cosa si troverà all’interno. E così pure una spesa di pochi euro può nascondere una rarità.