Verissimo, Nino D’Angelo: “Hanno sparato in casa mia. Non potevo perdere la mia famiglia”

Il cantante Nino D’Angelo, ospite a Verissimo da Silvia Toffanin, ricorda commosso il momento in cui ha dovuto lasciare Napoli: il motivo

È un commosso Nino D’Angelo quello che rivela a Silvia Toffanin un ricordo doloroso, di quando hanno sparato in casa sua. Lo fa seduto nello studio di Verissimo, dove parla della triste e dolorosa vicenda che lo ha visto coinvolto in un tentativo di rapina in casa. Un racconto davvero poco piacevole che ha costretto il famoso cantante partenopeo a ripercorrere un momento terribile della sua vita.

Alla presentatrice D’Angelo racconta: “Hanno sparato dentro casa mia perché volevano i soldi. È stata un’estorsione, una cosa vomitevole. Più che spaventato, mi sono offeso perché non avevo preso niente a nessuno e ho sempre aiutato chi aveva bisogno”. E prosegue: “Mia moglie invece ha avuto molta paura ed è stata lei a voler cambiare città. E io non potevo perdere la mia famiglia”.

La scelta di lasciare la sua casa a Napoli

Un episodio terribile che sembrerebbe essere alla base della decisione da parte del cantante di lasciare la sua amata Napoli. Sono infatti passati 35 anni da quando Nino D’Angelo ha scelto di trasferirsi altrove, dopo il successo del suo primo Festival di Sanremo, per andare a vivere a Roma: all’epoca in molti lo videro come un tradimento ma lui non disse mai niente per difendersi dalle accuse.

E, proprio a Verissimo, Nino D’Angelo rammenta il momento in cui ha dovuto abbandonare il luogo in cui è nato: “Quella scelta mi ha fatto molto male perché non mi aspettavo di avere a che fare con la brutta gente di Napoli, che per fortuna è una piccola parte. È stato il momento più brutto della mia vita. Però l’ho affrontato, ora mi divido e vivo un po’ a Roma e un po’ a Casoria”.

Le difficoltà provate durante la pandemia

Sempre durante la trasmissione, D’Angelo confessa le difficoltà vissute durante il periodo della pandemia, che lo ha segnato notevolmente anche se ora sembra essere alle spalle anche grazie all’uscita del suo nuovo album “Il poeta che non sa parlare”. Del resto, della depressione ne aveva già parlato nel corso dell’ospitata da Mara Venier a Domenica In.

Un momento di grande smarrimento che ricorda con intensità. “Vivere in modo improvvisato non è vivere. Il primo lockdown l’ho vissuto molto male, non avevo alcuna intenzione di scrivere canzoni. Pensavo solo a far stare bene la famiglia, soprattutto i miei figli. Poi ho visto il murales che mi hanno dedicato e quel gesto mi ha spronato a fare questo disco che è stato il più difficile della mia carriera. Scrivere di vita, quando vicino a te c’è la morte, è complicato” ha detto Nino D’Angelo a Silvia Toffanin.

Nino D'Angelo lascia Napoli

Nino D’Angelo in concerto

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