Teresa Guccini, chi è la figlia di Francesco a cui è dedicata Culodritto

Dalla dedica di Culodritto all'appello con Fedez, chi è Teresa Guccini, unica figlia del cantautore di Pavana

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Giorgia Sdei

Giornalista esperta di spettacolo

Laureata in Scienze Filosofiche con master in comunicazione per lo spettacolo è giornalista pubblicista dal 2023. Scrive di tutto quello che passa per uno schermo, grande o piccolo che sia.

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Nel giorno dell’addio a Francesco Guccini, scomparso il 6 agosto 2026 a 86 anni nella sua casa di Pavana, il pensiero corre anche alla sua famiglia. Accanto a lui nelle ultime ore c’erano infatti la moglie Raffaella Zuccari, la figlia Teresa e gli affetti più vicini. Proprio Teresa, presenza discreta nella vita del cantautore emiliano, occupa un posto speciale nella sua produzione: a lei sono dedicate Culodritto e E un giorno…. E proprio in esse si riscopre tutto l’amore di un legame dolcissimo e discreto.

Teresa Guccini e “Culodritto”, il ritratto di una figlia bambina

Teresa Guccini è nata a Bologna nel 1978 dalla lunga relazione tra Francesco Guccini e Angela Signorini. La sua infanzia si muove tra due mondi molto diversi ma ugualmente formativi: da un lato la casa di via Paolo Fabbri, luogo simbolo dell’universo del padre, dall’altro Pavana, rifugio dell’Appennino tosco-emiliano dove le estati avevano il sapore della libertà e delle radici. Proprio quegli anni, così intimi e quotidiani, entrano a far parte anche della storia musicale di Guccini con Culodritto, pubblicata nel 1987 nell’album Signora Bovary.

Il titolo nasce da un’espressione tipica dell’area modenese, usata con tenerezza per descrivere i bambini quando si allontanano offesi, con quel passo deciso e un po’ teatrale che solo l’infanzia sa avere. Da quell’immagine domestica Guccini costruisce una canzone delicata e profondamente emotiva, quasi uno sguardo sospeso sul tempo che passa: quello di un padre che osserva la figlia crescere, consapevole che presto avrebbe incontrato il mondo, con le sue meraviglie ma anche con le sue inevitabili complessità.

Tredici anni più tardi arriva E un giorno…, inserita nell’album Stagioni. Qui Teresa è ormai una giovane donna e il registro cambia: la tenerezza resta, ma si fa più matura, attraversata dalla consapevolezza del tempo che scorre e trasforma i legami. È una sorta di lettera in musica, come la definì lo stesso Guccini, un dialogo intimo tra un padre e la figlia ormai adulta, sospeso tra memoria e futuro.

Chi è Teresa, dagli studi al Dams alla vita lontana dai riflettori

Teresa Guccini ha studiato al Dams dell’Università di Bologna e ha lavorato nella comunicazione. Ha sempre mantenuto un profilo riservato, comparendo in pubblico soprattutto quando il racconto riguardava direttamente suo padre. Nel 2013, parlando del loro rapporto, spiegò che per comprendere davvero Guccini bisognava ascoltare ciò che scriveva: una frase capace di restituire la natura schiva del cantautore e la profondità del loro legame.

Durante la pandemia fu lei a coinvolgerlo in una conversazione via Skype dedicata al futuro, alle domande e alla curiosità. Anche in quell’occasione emerse una complicità fatta di ironia, pensiero e affetto, senza bisogno di esibire la dimensione familiare.

Il figlio Pietro e il racconto del parto difficile

Teresa è madre di Pietro, unico nipote di Francesco Guccini. Nel 2023 raccontò sui social il parto molto complesso affrontato l’anno precedente: dopo una grave emorragia fu infatti ricoverata in terapia intensiva e ricevette ben quattro trasfusioni. Scelse di condividere quell’esperienza per ringraziare i donatori di sangue e ricordare quanto sia importante affidarsi a strutture ospedaliere attrezzate. Un tema, quello della donazione e delle trasfusioni, richiamato anche da Fedez in diverse occasioni pubbliche, in cui ha sottolineato il valore decisivo del sangue donato durante i percorsi di cura.

Oggi il nome di Teresa resta legato soprattutto a una canzone diventata un piccolo grande classico sulla paternità. Culodritto custodisce la bambina che fu; E un giorno… racconta la donna che stava diventando. Due fotografie in musica che, dopo la morte di Francesco Guccini, assumono il valore intimo di un’eredità familiare affidata alle parole.