È morta Silvia Monti, moglie dell’imprenditore Carlo De Benedetti e attrice nota soprattutto per il film Finché c’è guerra c’è speranza con Alberto Sordi. Aveva 80 anni e da tempo affrontava la demenza frontotemporale. Il suo è stato un percorso fuori dagli schemi: pochi anni, significativi, davanti alla macchina da presa, incontri con grandi registi e poi la scelta di proteggere la propria vita lontano dai riflettori.
Silvia Monti, dal debutto al cinema al ruolo accanto ad Alberto Sordi
Dopo la recente scomparsa di Fiorenza Marchegiani, il cinema perde un’altra delle sue donne. Dietro il nome d’arte di Silvia Monti c’era però Silvia Cornacchia, nata il 23 gennaio 1946 a Bassano del Grappa. Il suo ingresso nel mondo del cinema avvenne nel 1969, anno particolarmente intenso per una giovane interprete che avrebbe presto attirato l’attenzione di autori italiani e internazionali.
Dopo una parte in Fräulein Doktor di Alberto Lattuada, arrivarono diversi progetti ravvicinati. Monti entrò nel cast di Metti, una sera a cena, diretto da Giuseppe Patroni Griffi, recitò nella commedia francese Il cervello di Gérard Oury e partecipò a Sai cosa faceva Stalin alle donne? di Maurizio Liverani.
Il suo percorso non rimase legato a un solo genere. Passò infatti dalle atmosfere inquietanti di Una lucertola con la pelle di donna di Lucio Fulci al giallo Giornata nera per l’ariete di Luigi Bazzoni. Nella sua filmografia figurano anche Il corsaro nero, Afyon – Oppio, Peccato d’amore, Il domestico e Milano: il clan dei calabresi.
Il titolo che più di altri consegnò il suo volto al pubblico fu però Finché c’è guerra c’è speranza. Nel film del 1974, diretto e interpretato da Alberto Sordi, era la moglie del trafficante d’armi Pietro Chiocca. La sua eleganza diventava parte integrante di un mondo familiare costruito sul benessere, mentre la storia metteva in scena il prezzo morale nascosto dietro quel lusso.
La famiglia, Carlo De Benedetti e la malattia
Proprio mentre la carriera sembrava poterle offrire ancora molto, Silvia Monti lasciò la recitazione. Fu una decisione presa senza trasformare l’addio al cinema in uno spettacolo esso stesso: preferì dedicarsi agli affetti e mantenere un profilo sempre più discreto.
Dal matrimonio con il conte veneziano Luigi Donà dalle Rose, legato alla nascita di Porto Rotondo, ebbe due figli, Leonardo e Una. Il legame con la famiglia e con quel progetto mondano e imprenditoriale rimase forte nel tempo, tanto che la stessa Monti continuò a frequentare la famosa località amata dal jet set italiano e internazionale anche dopo la separazione, arrivata nel 1994, mantenendo un rapporto speciale con la Costa Smeralda.

Tre anni più tardi, il 10 luglio 1997, sposò Carlo De Benedetti. Insieme si trasferirono a Lugano, dove l’ex attrice trascorse l’ultima parte della sua vita lontano dalla ribalta.
A raccontare pubblicamente la malattia era stato il nipote Edoardo Donà dalle Rose, promotore di una raccolta fondi per sostenere il Centro Dino Ferrari dell’Università degli Studi di Milano e del Policlinico. Sul sito dell’iniziativa aveva ricordato la nonna come una donna dalla forte personalità, capace di unire severità, sensibilità e dedizione alla famiglia.
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