È già destinato a essere il caso letterario dell’anno, ma per motivi nient’affatto letterari. L’ultimo romanzo dell’acclamata scrittrice Rachel Cusk ha attirato l’attenzione perché sembra raccontare, seppur senza mai ammetterlo, della vita di Natalie Portman. Il testo racconta di un’attrice che con Portman condivide origini e curriculum, ma che l’autrice descrive anche come cinica, priva di empatia e fintamente intellettuale.
Il libro “contro” Natalie Portman
Il 25 agosto arriverà nelle librerie anglosassoni Life of M, ultimo romanzo di Rachel Cusk, tra le più apprezzate penne britanniche. Cusk piace perché regina del genere autofiction, che mischia fantasia ed elementi autobiografici. E l’elemento di verità di Life of M è stato individuato dai critici che lo hanno letto in anteprima come il rapporto della scrittrice con Natalie Portman.
Il romanzo racconta di un’autrice incaricata di redigire la biografia di una diva di Hollywood. Una la cui carriera è iniziata ad appena 13 anni, così quella di Portman che esordì ancora bambina nel film Léon di Luc Besson. Vi sarebbero anche chiari riferimenti ad altre pellicole dell’interprete, compreso Il cigno nero che le valse l’Oscar.
Nel libro la casa l’abitazione dell’attrice è descritta come “una grande casa delle bambole, con lei nel ruolo della bambola al suo interno”. Quella ritratta è una persona “abile nel dare l’impressione di prestare attenzione” ma incapace di provare vera empatia. Una diva capricciosa che finge di essere alla “ricerca della normalità” in “un tentativo di recuperare un mondo interiore perduto”.
La critica letteraria Valerie Stivers è tra le più convinte sostenitrici della teoria secondo cui M sarebbe Natalie. Nella sua recensione, cattiva almeno quanto il romanzo, scrive che “Natalie Portman sembra più una persona che vuol essere riconosciuta come intelligente più che una persona che è davvero intelligente – e la decisione di lasciare che la sua amiche Rachel Cusk scriva un libro su di lei lo conferma”. L’esperta arriva dunque addirittura a supporre che sia stata la stessa Portman a commissionare quel che il Telepgraph ha definito “un assassinio letterario”.
Un lavoratore dell’industria del cinema, molto vicino a Portman, ha commentato su Hollywood Reporter che quella di Life of M è “innegabilmente la descrizione del personaggio pubblico noto come Natalie Portman. Ma la personalità e il carattere del personaggio M non hanno alcuna somiglianza alla persona di Natalie Portman”. Che M sia Natalie sembra dunque quasi scontato, il quanto davvero le assomigli è invece un tema discusso.
L’attrice è una fan della scrittrice
La scrittrice protagonista di Life of M scrive la biografia di una sua cara amica. In realtà, non sembra che Natalie Portman e Rachel Cusk si possano definire amiche, seppur si conoscano e, anzi, l’attrice si è definita una “grande fan” dell’autrice. Lo ha fatto quando, nel 2022, l’ha intervistata in diretta social per il suo Natalie’s Book Club e, qualche tempo dopo, in un’intervista a Elle, dove consigliò due dei romanzi di Cusk, che aveva già inserito nel suo circolo di lettura.
Entrambe vivono a Parigi, ma i punti di contatto finiscono qui. Nel frattempo, né Cusk né Portman hanno pubblicamente commentato la questione. Il Daily Mail riporta la testimonianza di una persona vicina all’attrice che la descrive come “innoridita. Lo considera un colpo basso e l’ha fatta andare su tutte le furie”. Altri affermano che a Portman non gliene potrebbe importare di meno.
Che sia tutto vero o tutto una grande trovata pubblicitaria da parte dell’astuto editore, il risultato è stato raggiunto: è già venuta voglia a tutti di leggere il libro.