Milano Fashion Week 2026, non solo couture: look casual con denim per Demi Moore

Ancora total Gucci per Demi Moore: l'attrice è stata avvistata per le strade di Milano con un altro look griffatissimo, ma questa volta casual. E sono tornati anche i capelli extra lunghi

Foto di Sara Iaccino

Sara Iaccino

Beauty e Fashion Editor

Make-up artist e amante della scrittura, ha lavorato come Beauty e Fashion Editor per vari magazine con l'obiettivo di unire le sue passioni in una sola professione.

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Vi è chi ha faticato a credere alla nuova versione super rock di Demi Moore in front row da Gucci, strizzata in quel due pezzi total leather e con un caschetto corto e spettinato al posto della solita chioma mitologica, e a distanza di soli pochi giorni possiamo dire che aveva fatto bene: l’attrice è stata avvistata per le strade di Milano, durante l’ultima giornata di Fashion Week, con le solite onde leggere e fluenti a scenderle giù per le spalle. E per il bomber: sì, perché Settimana della Moda non significa solo couture ma anche tenute casual degne d’attenzione, e lei lo sa perfettamente.

Demi Moore, la tenuta casual total Gucci a Milano (di nuovo con capelli XXL)

Soltanto qualche giorno fa Demi Moore aveva offerto al pubblico di Gucci, in sede di Milano Fashion Week 2026, un vero colpo di scena e del tipo peggiore: abbinato all’aderentissimo completo in pelle nera questa volta non c’erano le lunghezze corvine che (più o meno) da sempre caratterizzano il suo signature look, bensì un micro carré spettinato ad arte.

Un cambio look, questo, che ha a dir poco spiazzato vista l’importanza che l’attrice è nota attribuire alla propria chioma e considerato inoltre che, solo lo scorso gennaio, alla sua nomina a global ambassador di Kérastase, aveva manifestato il desiderio di vederla crescere sempre di più: “Secondo una bellissima tradizione delle popolazioni native americane, i capelli sono come le nostre preghiere: più crescono, più tornano alla terra, permettendo a quelle preghiere di manifestarsi”, aveva spiegato.

Da quando, nel lontano 1997, si era rasata completamente la testa per il ruolo da protagonista nel film di Ridley Scott, Soldato Jane, i suoi capelli erano cresciuti rigogliosi attraversando praticamente ogni lunghezza possibile: dal pixie cut alla Ghost fino all’iconica lunghezza Botticelliana con cui la ricordiamo. Motivo per il quale una tale inversione di marcia non era certo prevista.

Milano Fashion Week 2026, non solo couture: look casual con denim per Demi Moore
IPA
Demi Moore

E infatti non c’è stata: le abili mani del suo fidato hairstylist Dimitris Giannetos hanno lavorato su di una parrucca, benché sicuramente ben fatta. È questo che ci rivela il suo recentissimo avvistamento off duty per le strade di Milano, dove si trova da qualche giorno per celebrare l’alta moda in compagnia del suo inseparabile, dolcissimo Pilaf.

Da un total Gucci ad un altro: se per assistere alla sfilata autunno-inverno 2026/27 il dress code era decisamente più ricercato, questa volta la chiave è del tutto casual ma altrettanto notevole. In foto ecco la protagonista di Landman sfoggiare le classiche bande rosse e verdi della maison italiana su bomber, jeans e tote bag, abbinati a t-shirt bianca e slingback nere con morsetto. A completare il look, come si vede, sono proprio le solite lunghezze XXL.

Demi Moore sul suo rapporto con la bellezza a “Che tempo che fa”

Una tra le tappe del soggiorno milanese di Demi Moore è stato lo studio di Che tempo che fa: l’attrice, ospite di Fabio Fazio sul Nove rigorosamente insieme al suo chihuahua, si è aperta su svariati temi con una naturalezza disarmante. Al centro del dibattito la solidità delle donne, la bellezza che muta e la capacità di rialzarsi dopo le tempeste.

Proprio su questa scia si è inevitabilmente parlato di The Substance, pellicola body horror che le è valsa il primo Golden Globe della carriera, nonché del delicato tema che tratta: quello dell’ossessione per la bellezza esteriore.

“Quando non ci accettiamo, quando non ci amiamo a sufficienza possiamo davvero esercitare violenza su noi stessi e questo ci trasforma davvero in mostri. Posso guardare indietro e dire che a 20/30 anni trovavo spesso cose di me che non erano ‘abbastanza buone’, ma il mio rapporto con il tempo che passa ora è molto più simile ad una gioiosa accettazione. Se valuto l’insieme vedo me stessa e la pienezza della donna che sono diventata, in contrapposizione al solo mio aspetto esteriore”.