Una notizia improvvisa ha devastato il cuore di milioni di millennial in giro per il mondo: è drammaticamente e prematuramente morto James Van Der Beek. Un colpo al cuore, che squarcia il velo della nostalgia e riporta un’intera generazione su quella banchina di Capeside.
Nel cuore di chi l’ha sempre amato, il tempo sembrava essersi fermato lì. L’attore era per tantissimi quell’eterno ragazzo tormentato, e invece Dawson Leery ci ha lasciati a soli 48 anni. Una fine ingiusta, che giunge dopo una battaglia silenziosa contro il cancro al colon. Ha tentato di tutto, per sé e soprattutto per la sua famiglia. Ha chiesto aiuto e mostrato il suo volto mutato in una fase tanto complessa della sua esistenza. In cambio ha ricevuto supporto e amore incondizionato, ma la sorte non gli ha donato una seconda chance.
James Van Der Beek, la lotta per la sua famiglia
L’annuncio della morte di James Van Der Beek è stato dato via social dalla sua famiglia:
“Il nostro amato James David Van Der Beek è morto in pace questa mattina. È andato incontro ai suoi ultimi giorni con coraggio, fede e dignità. C’è molto da condividere riguardo ai suoi desideri, al suo amore per l’umanità e alla sacralità del tempo. Quei giorni arriveranno. Per ora, chiediamo il rispetto della nostra privacy mentre piangiamo la perdita di un marito, padre, figlio, fratello e amico amorevole”.
In questo scenario di profondo dolore, un dettaglio emerge: la raccolta fondi che James aveva avviato negli ultimi mesi di vita. Nonostante la fama, infatti, l’attore aveva scelto di condividere con enorme umiltà le difficoltà economiche vissute a causa delle cure sperimentali, decisamente costose. Aveva lanciato un appello che non era solo una richiesta d’aiuto, ma un estremo atto d’amore per la sua “tribù”, ovvero la sua ampia famiglia.
Voleva essere certo che la moglie Kimberly e i loro sei figli non dovessero affrontare, oltre al lutto, anche l’incertezza finanziaria. Come detto, ha ottenuto dal web un’ondata d’affetto travolgente. Nessuno ha infatti mai dimenticato i momenti condivisi grazie a Dawson’s Creek, che ha segnato una generazione. Ai fan si sono aggiunti poi anche contributi generosi da parte di colleghi di Hollywood.
Quei fondi, nati per alimentare la speranza di una guarigione, oggi rappresentano il lascito protettivo di un padre che, fino all’ultimo respiro, ha messo la sicurezza dei suoi cari davanti a tutto.
Da Capeside all’oblio
La notizia è rimbalzata con violenza, come un fulmine a ciel sereno, sulle testate d’oltreoceano e poi in tutto il mondo. Rincuora un minimo il fatto che si sia spento circondato dalle persone più importanti della sua vita.
L’attore era da tempo malato, afflitto da un cancro al colon. Una diagnosi che aveva di fatto gettato luce sulla sua nuova vita, ben distante dai riflettori. Mentre nella mente di molti risuonerà in eterno la sigla di Paula Cole, cantata qui in Italia malissimo, ora e sempre, il mondo della recitazione non è stato così clemente con lui.
Da Capeside all’oblio, considerando quanto sia complesso lasciarsi alle spalle un personaggio tanto iconico. Le produzioni temono sempre in un flop, proprio a causa dell’eccessivo legame del pubblico. James aveva però saputo reinventarsi con grande autoironia, mostrando inoltre una gran versatilità.