Chi è Giovanni Bagnasco, l’attore scelto da Valeria Golino con la sindrome di Treacher Collins

Giovanni Bagnasco, giovane artista toscano, esordisce nel suo primo grande ruolo nella serie “L’arte della gioia” di Valeria Golino

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Maria Francesca Moro

Giornalista e Lifestyle Editor

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Pubblicato: 3 Aprile 2025 09:57

Tra le nuove stelle del cinema italiano arriva Giovanni Bagnasco, tra i protagonisti della nuova serie tv L’arte della gioia. Giovanni è nato con la sindrome di Treacher Collins, che colpisce i tratti del volto e nella fiction diretta da Valerio Golino trasforma le proprie insicurezze in forza, offrendo un’interpretazione commovente e delicata. Ma da dove arriva questo nuovo talento? Scopriamo qualcosa di più sulla sua vita.

Chi è Giovanni Bagnasco

Giovanni Bagnasco, nato in Toscana 25 anni fa, è l’emblema della Generazione Z. Un “ragazzo come tanti” – così come si definisce in una lunga intervista al Corriere della Sera – che non ha paura di sperimentare, sbagliare e ricominciare per trovare la propria strada. Vive a Chianciano Terme, “cresciuto in provincia: campagna, spazi aperti, libertà, l’agriturismo che gestivano i miei genitori…”. Poi il liceo nella più grande Montepulciano che gli ha “aperto un po’ gli orizzonti”, e che ha tirato fuori il suo lato creativo: “scrivevo testi rap: volevo fare l’artista, ma dovevo lavorare”.

Si trasferisce a Firenze e segue un corso di linguaggio dei segni, ma arriva il Covid e lo riporta a casa. “È stato un colpo, tant’è che non ho proseguito gli studi”, ma non ha mai smesso di darsi da fare: “ho fatto il servizio civile in biblioteca, a Firenze e poi, ho aiutato degli amici in un negozio di canapa legale a Perugia. Ho bighellonato un po’, sempre col pallino della musica”. Il cinema non era neppure nei suoi pensieri: “Non avevo mai pensato di fare l’attore”.

Un amico fotografo gli scatta dei ritratti, Giovanni vede sulle passerelle i cosiddetti modelli freaks e prova a darsi alla moda. Invece di servizi di moda, però, sono arrivati due provini per il cinema. Non ci credeva, ma ci ha provato: “Era estate, ero senza un euro, facevo il casellante delle autostrade. Ho pensato di non avere nulla da perdere. Vado e vengo preso tutte e due le volte”. La prima per una comparsa nel film Finalmente l’alba, di Saverio Costanzo. La seconda volta è quella del ruolo vero, da protagonista. È Valeria Golino a sceglierlo per dare il volto a Ippolito, “il mostro” della sua nuova serie L’arte della gioia. Un ragazzo cresciuto nell’isolamento e rifiutato dalla madre a causa del suo aspetto ma che, infine, riusciva a trovare riscatto e a scoprire la vera gioia.

La sindrome di Treacher Collins

Così come Ippolito, anche Giovanni Bagnasco ha un aspetto fuori dal comune. L’attore è nato con la sindrome di Treacher Collins, una malattia congenita rara che colpisce cartilagini e ossa del volto. Una diversità che lo ha reso oggetto di molti sguardi: “Sono stato guardato in così tanti modi… Conosco la sensazione di chiedermi: chissà che pensa? Ormai, non m’importa più, ma da piccolo, anche il non detto faceva male”.

Da piccolo, piangendo, si chiedeva perché proprio a lui. Col tempo, ha fatto pace con il proprio viso. “Ho capito che dovevo nascere così e basta. Se ti poni il problema del perché, sprechi solo energia. – racconta l’attore – Alcuni si lasciano agire da quella rabbia che ti fa dire: ‘ca..o guardi?’ E ‘io vi odio’. Invece, io so che non mi è successo niente di grave. Il punto è assumersi la responsabilità della propria felicità. Fare la vittima non ti renderà felice”.