Giovanna Botteri, perché è intervenuta e cosa ha detto sul caso Ranucci-Lavitola

Giovanna Botteri interviene sul caso che coinvolge Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola: "Il privato è pubblico e il pubblico è privato"

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Serena De Filippi

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Sul caso Report, e su quanto avvenuto a Sigfrido Ranucci, si stanno moltiplicando le prese di posizione. L’ultima porta la firma di Giovanna Botteri, che è intervenuta pubblicamente sulla vicenda che lega Sigfrido Ranucci, conduttore di Report, a Valter Lavitola, attualmente indagato come presunto mandante per l’attentato al conduttore e giornalista.

Giovanna Botteri, le parole sul caso Ranucci-Lavitola

L’occasione è stata un festival culturale in provincia di Arezzo, dove Giovanna Botteri è stata intervistata sul palco. Da lì, interrogata sul tema, non si è sottratta, con una riflessione incentrata sul confine tra la sfera privata e il ruolo pubblico di chi fa inchiesta. Un confine che, a suo dire, diventa sottilissimo quando il mestiere consiste nel puntare i riflettori sui potenti.

“Il privato è pubblico e il pubblico è privato. Quando fai un programma di inchieste sulla corruzione del potere, in cui vai contro i potenti, non puoi permetterti di essere amico fraterno di uno come Valter Lavitola”, ha affermato. Per rendere ancora più esplicito il concetto, la reporter ha poi evocato un paragone. Ha spiegato di non riuscire a immaginare una firma simbolo del giornalismo investigativo italiano, come Milena Gabanelli, seduta a cena con un personaggio tanto discusso. “Lavitola è un personaggiaccio. (…) Ve la immaginate Milena Gabanelli che va a cena con lui? No”. Non è la prima volta che è intervenuta in merito, già a In Onda aveva detto: “Colpisce che uno come Ranucci definisca suo amico fraterno uno come Lavitola”.

Le verifiche della Rai e la reazione di Sigfrido Ranucci

Sullo sfondo dell’intervento di Botteri c’è una vicenda ampia e delicata. Nelle scorse ore, infatti, la Rai ha reso noto di aver avviato una serie di approfondimenti interni nei confronti del vicedirettore Ranucci. Non un vero e proprio audit, ha precisato l’azienda, ma un’attività istruttoria affidata alla Commissione per il Codice Etico, chiamata a esaminare la correttezza dei metodi di lavoro e la gestione delle fonti.

Nella sua comunicazione ufficiale, la televisione pubblica ha spiegato di voler agire nel rispetto delle proprie procedure e dei principi di imparzialità e indipendenza. Un passaggio, quello delle verifiche, definito come un atto dovuto a tutela dell’immagine dell’azienda e del lavoro dei suoi professionisti.

La replica del conduttore non si è fatta attendere. Affidandosi ai social, Sigfrido Ranucci ha respinto con fermezza le ombre sul suo operato. “Il sottoscritto e la squadra di Report, sono pronti ad affrontare l’ennesimo Audit o verifiche, avendo già passate tutte le altre. (…) Che le fonti siano sempre state selezionate con rigore lo dicono i 30 anni di storia della trasmissione. La narrazione di alcuni giornali sul sottoscritto, su Report, e sulla sua storia è vergognosa, e mostruosa, e tende a colpire uno degli ultimi baluardi dell’informazione libera rimasta nel Paese. Io non sono e non voglio essere un puro, ma Report lo è, e ha considerato come unico editore di riferimento il pubblico che paga il canone. Merita rispetto“. A rendere il quadro ancora più complesso ci sono poi le dichiarazioni dello stesso Lavitola, che in alcune interviste ha raccontato di un legame di amicizia profonda con Ranucci.