Francesca Barra in lutto, l’addio all’amato papà: “L’uomo migliore del mondo, cuore a brandelli”

Lutto per Francesca Barra, che ha dovuto dire addio all'amato papà: "Sei stato risucchiato in pochi giorni come non avrei mai potuto immaginare"

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Serena De Filippi

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Francesca Barra dà il suo ultimo saluto all’amato papà. Con un reel condiviso sui social, ha annunciato la sua scomparsa: “Sei stato risucchiato in pochi giorni come non avrei mai potuto immaginare, e la velocità di questo addio ci ha ridotto il cuore in brandelli”.

L’addio di Francesca Barra al padre Francesco Michele

Un messaggio lungo, scritto celebrando la vita e l’anima di un grande uomo. Francesca Barra ha affidato a Instagram le parole per suo padre, con cui aveva un rapporto unico, fatto anche di gesti semplici, quelli che fanno più male quando mancano: le spremute del mattino preparate con insistenza, i campi di papaveri da raccogliere insieme (“Gallo, gallina o pulcino?”, il gioco per farle indovinare il colore), le scampagnate in Basilicata con la macchina fotografica, le favole sugli stagni trasformati in “città delle rane” che oggi raccontano le sue nipotine più piccole.

“Eri così gentile, papà. Talmente gentile che a volte mi chiedevo come ci riuscissi”, ha scritto, interrogandosi sulla provenienza di quella dolcezza. La Calabria delle origini? Firenze, dove aveva studiato e militato politicamente? Il mare della Basilicata che aveva scelto come casa? “Chi ti aveva insegnato l’arte più rara di tutte: fare sentire le persone amate, ogni giorno, senza risparmio?”.

E poi un ultimo pensiero per lui: “Ho conosciuto l’ultimo uomo migliore del mondo. E, grazie a Dio, era anche mio padre“. Al fianco della Barra c’è il marito Claudio Santamaria, così come la sua grande famiglia e i figli (Renato, Emma Angelina, Greta e Atena), che il nonno adorava e di cui “parlava continuamente” nei suoi ultimi messaggi.

Chi era Francesco Michele Barra

Di mestiere faceva il politico, ma prima di tutto era un padre. Francesco Michele Barra era calabrese di Castrovillari, classe 1947. Da giovane era andato a Firenze per studiare e lì aveva cominciato ad avvicinarsi alla politica. Poi la Basilicata, Policoro, la costa ionica: il posto dove aveva creato la sua famiglia. Il suo orgoglio erano soprattutto i suoi tre figli – Francesca, Evita e Vittorio Benito – e gli otto nipoti. Una casa in cui lui e la moglie, nel 2022, avevano brindato a cinquant’anni di matrimonio. “Tre fratelli uniti dal ricamo tuo e della mamma”, ha scritto la Barra nel suo addio.

Era stato eletto alla Camera dei Deputati nel 1994, nel collegio di Pisticci per la circoscrizione Basilicata. Durante la XII legislatura aveva lavorato nella Commissione Finanze e Tesoro, portando la voce del Mezzogiorno nelle stanze della politica romana. Un impegno civico che, come la stessa Francesca ha raccontato in diverse occasioni, l’ha segnata profondamente fin da ragazza, trasmettendole quella sensibilità per le questioni sociali che poi ha riversato nella sua carriera giornalistica.

Ma al di là della politica, quello che resta oggi nelle parole della figlia è il ritratto di un padre che sapeva esserci. “Te ne sei andato nel modo in cui un grande uomo lascia la terra: circondato dalle persone che ama”. E poi la frase più dolorosa di tutte: “Niente sarà più come prima. Non salterò più nel buio certa di trovare la tua presa ad aspettarmi”.