Francesca Barra, le parole dopo aver lasciato 4 di Sera Weekend: “Ho capito di non farcela”

Francesca Barra torna sui social dopo l'addio a 4 di Sera Weekend e riflette sul diritto di fermarsi durante un lutto

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Paola Landriani

Lifestyle Editor

Content e lifestyle editor, copywriter e traduttrice, innamorata delle storie: le legge, le scrive, le cerca. Parla di diversità, inclusione e di ciò che amano le nuove generazioni.

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Dopo l’annuncio commosso dell’addio a 4 di Sera Weekend, arrivato a pochi giorni dalla scomparsa del padre, Francesca Barra è tornata sui social per raccontare cosa l’ha portata a prendere una decisione tanto difficile. La giornalista e conduttrice ha condiviso un lungo messaggio su Instagram, nato anche dalle centinaia di testimonianze ricevute in questi giorni da persone che, come lei, hanno vissuto il dolore di una perdita.

Un modo per spiegare ulteriormente la propria scelta dopo le parole in tv, ma anche per riflettere sul modo in cui ognuno attraversa il lutto e il diritto di prendersi il tempo necessario per farlo, senza sentirsi in colpa.

Francesca Barra, il messaggio dopo aver lasciato “4 di Sera Weekend”

Per tre estati è stata uno dei volti di 4 di Sera Weekend. Questa volta, però, Francesca Barra ha scelto di fermarsi. La morte del padre, Francesco Michele Barra, ha immediatamente e comprensibilmente cambiato le priorità della giornalista, che ha deciso di lasciare la conduzione del programma prima della fine della stagione per concedersi il tempo necessario ad affrontare un dolore così grande.

Una decisione che, come racconta oggi sui social, non è stata presa d’impulso. L’idea iniziale era quella di andare avanti fino alla fine di luglio, rispettando l’impegno preso. “Ho sempre cercato di essere presente, affidabile e responsabile”, scrive. Poi, però, è arrivato il momento di ascoltare se stessa e riconoscere un limite: “Questa volta, però, ho capito di non farcela“.

Una scelta che potrebbe non essere priva di conseguenze. Da libera professionista, la giornalista sa bene che una pausa significa anche convivere con l’incertezza: “Non ho un posto fisso e non ho certezze su ciò che accadrà dopo l’estate”, ammette, spiegando di aver preso questa decisione senza sapere cosa le riserverà il futuro.

Eppure, la paura non è bastata a convincerla ad andare avanti. A darle fiducia è anche il percorso costruito negli anni attraverso il suo lavoro di scrittura e televisione, insieme alla gratitudine verso chi le ha permesso di fermarsi “senza farmi sentire in colpa o debole“.

Gestire lavoro e dolore: la riflessione di Francesca Barra

Le centinaia di messaggi ricevuti dopo la morte del padre, da persone che hanno perso un genitore, un marito, una moglie o un figlio, hanno ricordato a Barra quanto il lutto sia “una delle esperienze più universali che esistano e, allo stesso tempo, una delle più soggettive”. Un dolore che accomuna nella sua durezza, ma che ciascuno vive in maniera diversa.

Non esiste un modo giusto di affrontare una perdita. C’è chi sente il bisogno di fermarsi, di stare accanto alla propria famiglia e trovare il tempo per elaborare ciò che è accaduto. Per altri, invece, è il lavoro a rappresentare un appiglio, una routine utile a dare struttura a giornate improvvisamente cambiate. “Entrambe le scelte meritano rispetto“, ricorda Barra, invitando a non trasformare un’esperienza così intima in un motivo di giudizio.

Il vero problema del nostro tempo non è tanto decidere se fermarsi o continuare, ma il fatto che questa possibilità non sia uguale per tutti.

“Di fronte a una decisione così personale, però, non dobbiamo mai contrapporre chi può fermarsi a chi non può farlo. Se esiste un’ingiustizia, non è nella persona che riconosce di avere bisogno di una pausa. L’ingiustizia è che troppe persone non abbiano la possibilità di scegliere“, scrive la giornalista, spostando l’attenzione dal caso personale a una questione che riguarda il lavoro, i diritti e il benessere psicologico.

La vera vittoria sarebbe poter vivere in una società che si impegna a lasciare alle persone il tempo necessario per attraversare il dolore senza il timore di conseguenze economiche o professionali. Perché, come ricorda la giornalista, il dolore, specialmente se ignorato, non scompare. Può restare silenzioso e riaffiorare nel tempo, influenzando la salute, le relazioni e la qualità della vita.