Se non ci fosse Elettra Lamborghini bisognerebbe inventarla. E ce lo ha confermato anche questo Sanremo 2026 da poco concluso: è stata lei più di tutti a farci divertire in un’edizione più sottotono del solito. I suoi “festini bilaterali“, nati come lamentela sacrosanta – anche se forse voleva intendere “collaterali”, chissà – si sono fin da subito trasformati in qualcosa di più: un vero e proprio tormentone che ha accompagnato tutte e cinque le serate del Festival espandendosi anche oltre i confini della Riviera. Ma la cantante ha il business nel sangue e dopo averci riso su ecco che scatta l’idea di farli diventare un marchio registrato.
I “festini bilaterali” di Elettra Lamborghini diventano marchio registrato
Quello che era nato come uno sfogo ironico nel cuore della settimana sanremese si è trasformato in qualcosa di molto più strutturato. Il 3 marzo 2026, pochi giorni dopo la chiusura del Festival, Elettra Lamborghini ha depositato la richiesta per registrare come marchio verbale l’espressione “festini bilaterali”.
La frase aveva fatto il giro dei social durante la kermesse musicale. Nelle prove, nelle interviste e nelle apparizioni televisive prima, durante e dopo Sanremo, la cantante aveva raccontato ai follower le sue notti movimentate negli hotel della Riviera, disturbata da feste e musica a volume altissimo. In quelle ore era nata la definizione destinata a diventare virale fin da subito.
Nei video condivisi su Instagram la si vedeva aggirarsi nei corridoi dell’albergo nel tentativo di scoprire da dove arrivasse il frastuono. Il tono era quello ironico che la contraddistingue e che i fan conoscono bene: tra battute, lamentele e promesse di intervenire in ciabatte e vestaglia pur di riportare un po’ di silenzio, usciva fuori l’anima da romagnola verace.
Il risultato? In poche ore “festini bilaterali” è diventata una delle espressioni più citate della settimana sanremese, rimbalzando un po’ ovunque tra meme, commenti e parodie online. Diciamolo, se non ci fosse stata lei avremmo ricordato ben poco di questa edizione.
Dal divertissement al business
Elettra Lamborghini porta pur sempre un cognome importante e fa parte di una famiglia che in quanto a business non è seconda a nessuno e l’idea non ha nulla di frivolo, tutto il contrario. La registrazione del marchio apre ora a scenari molto più ampi. Secondo la documentazione depositata, l’espressione potrebbe essere utilizzata in numerosi ambiti commerciali che riguardano la cantante: dal merchandising ai contenuti musicali digitali, passando per abbigliamento, cosmetici, dispositivi elettronici e iniziative legate all’intrattenimento.
In altre parole, quello che all’inizio sembrava soltanto uno sfogo notturno di un’artista che voleva solo riposare potrebbe essere in un piccolo germoglio di un universo più grande legato al suo brand personale. Dietro la gestione del marchio c’è lo studio Mondial Marchi, che in passato aveva già affiancato l’artista in un’altra questione delicata, quella relativa all’utilizzo del cognome Lamborghini nel mondo dello spettacolo e della moda.
È un cognome importante, lo dicevamo. Negli ultimi anni il tema è stato al centro di un lungo confronto con la celebre casa automobilistica legata alla famiglia. Nel 2024 la Commissione dei ricorsi dell’Ufficio brevetti aveva riconosciuto che il nome “Elettra Lamborghini”, nel contesto dell’intrattenimento, aveva assunto una propria identità distintiva, ma l’anno dopo la Cassazione aveva ribaltato tutto: il cognome Lamborghini non si può usare per vendere prodotti.
La nuova strategia sembra però muoversi su un terreno diverso e aggirare il problema. Invece di puntare tutto sul cognome, l’artista ha scelto di valorizzare una frase diventata virale e immediatamente riconoscibile. Una decisione da vera queen.