Elena Sofia Ricci, quante volte si è sposata e chi sono i suoi due ex mariti

Sola, non single: Elena Sofia Ricci tiene alla differenza. Dal matrimonio lampo con Luca Damiani ai quasi vent’anni con Stefano Mainetti, i suoi amori

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Francesca Secci

Giornalista, esperta di lifestyle

Sarda, ma anche molto umbra. Giornalista pubblicista, sogno di una vita, scrive soprattutto di argomenti di attualità, lifestyle e cura della casa.

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Su una cosa Elena Sofia Ricci non transige: il vocabolario. Ospite di Caterina Balivo a La volta buona, venerdì 23 ottobre, l’attrice è tornata sulla fine del suo matrimonio con una precisazione che chi la segue ha già sentito: “Non sono single, sono sola”. E poi: “Ho avuto un lunghissimo matrimonio. Le cose purtroppo possono finire. Non lo avrei mai detto, è stato doloroso però era forse necessario”.

La differenza tra le due parole l’aveva spiegata anche a Belve nel dicembre 2024: “Single è qualcuno che è su piazza, io adesso ho bisogno di essere sola e di pensare a me”. Linea confermata, a distanza di due anni. Intanto il lavoro non si ferma, infatti è di nuovo su Rai 1 con la terza stagione de I casi di Teresa Battaglia, e la curiosità torna sugli uomini della sua vita.

Quante volte si è sposata Elena Sofia Ricci

Elena Sofia Ricci si è sposata due volte. In mezzo, una relazione importante che spesso viene scambiata per un matrimonio, quella con Pino Quartullo. Del primo marito ha dato, anni fa, una sintesi difficile da migliorare: “Prima ero sposata con Luca Damiani, ci siamo mandati in analisi a vicenda”.

Luca Damiani, il primo marito

Fiorentino come lei, Luca Damiani è scrittore e conduttore radiofonico: con il romanzo d’esordio, Guardati a vita, ha vinto il Premio Grinzane Cavour. I due si sposano nel 1991 e si lasciano l’anno dopo. Un matrimonio lampo, finito dentro un triangolo di cui si parla ancora oggi.

L’altra protagonista è Nancy Brilli, all’epoca amica di Elena Sofia Ricci. Le versioni non coincidono. Nancy Brilli, nel racconto fatto a Belve nel 2022, ha sostenuto che la coppia non vivesse più insieme. Elena Sofia Ricci, nello stesso studio due anni dopo, ha concesso persino un’attenuante: “Ci stava che lei si prendesse una sbandata per mio marito, era un bellissimo ragazzo anche all’epoca”. A ferirla, semmai, è stata l’amicizia finta. E una rivincita se l’è presa: “La belvata l’ho fatta con Nancy”. Il ruolo da suora in Che Dio ci aiuti, che Nancy Brilli avrebbe desiderato, è finito a lei. Il karma, a volte, passa dai casting.

Pino Quartullo, il papà di Emma

Con Pino Quartullo, attore, regista e sceneggiatore, l’altare non è mai arrivato. Dalla loro storia, nel 1996, è nata Emma Quartullo, oggi (ovviamente, manco a dirlo) regista teatrale e “meravigliosa”, parola di mamma. Elena Sofia Ricci ne ha parlato così: “Poi c’è stato Pino Quartullo, papà di Emma, che considero un fratello”. Da ex a parente acquisito, in pratica.

Stefano Mainetti, il secondo marito

Il “lunghissimo matrimonio” porta il nome di Stefano Mainetti. Romano, compositore e direttore d’orchestra, ha cominciato a studiare sotto la guida del poeta Giorgio Caproni. Quando lo incontra, Elena Sofia Ricci è alla soglia dei quarant’anni e ha un’idea poco lusinghiera delle proprie scelte in amore. Al settimanale Oggi l’avrebbe riassunta così: “Avevo sempre scelto uomini sbagliati, sempre quelli che mi garantissero di essere mollata”.

Stavolta il copione cambia. A conquistarla, ha raccontato a Silvia Toffanin, fu il legame che lui costruì con la piccola Emma Quartullo: “Per me era importante che amasse lei anche più di me”. Le nozze arrivano nel 2003, l’anno dopo nasce Maria Mainetti.

Dopo 19 anni di matrimonio, la separazione è diventata notizia a fine dicembre 2022.
Elena Sofia Ricci allora non commentò, e i motivi della rottura sono avvolti nel mistero. Neanche a La volta buona è entrata nei dettagli, preferendo parlare delle figlie. Di Maria Mainetti, che si prepara a fare (anche qui, ovviamente) l’attrice, ha detto che ha belle possibilità, probabilmente non le stesse di chi studia per anni teatro e non riesce ad essere notato semplicemente perché non ha parenti nel settore.