Cesare Cremonini contro i fan: “Hanno l’ego degli artisti”. Cosa è successo al concerto di Milano

Il concerto di Milano è caratterizzato da problemi e disservizi e Cesare Cremonini risponde a tono alle lamentele dei fan

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Maria Francesca Moro

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Cesare Cremonini è in tour, seguitissimo e acclamato. Ovunque vada, il cantante bolognese raccoglie attorno a sé decine di migliaia di spettatori in visibilio. La magia, però, è stata spezzata a Milano da gravi problemi di organizzazione, che hanno lasciato alcuni fan fuori dall’area del concerto. Cremonini risponde piccato, rimpiangendo i tempi delle esibizioni old school, senza schermi e scenografie, e attaccando l’eccesivo ego del pubblico.

I problemi al concerto di Milano

Tra le date più importanti del tour Cremonini Live26 c’è stata quella all’Ippodromo SNAI La Maura di Milano: una data che, sold out nel giro di pochissimo, ha raccolto ben 80mila persone. Non tutte, però, sono riuscite a godersi appieno l’esperienza. Quasi 100mila persone sono parecchie, anche per una location avvezza ai grandi eventi come quella dell’Ippodromo milanese, e pare che gli ingressi abbiano tardato al punto da costringere alcuni spettatori paganti a saltare ben più di una canzone.

Lo ha raccontato con un video pubblicato sui social una donna che all’Ippodromo c’è stata così come, a suo dire, è stata a numerosi altri concerti dell’artista fin dagli esordi negli Anni ’90. “Ci è andata bene perché siamo riusciti a entrare alla terza canzone, c’è chi è entrato alla dodicesima, tanto valeva restare a casa”. La testimonianza della spettatrice parla di un concerto iniziato quando ancora migliaia di persone attendevano di entrare, costrette inoltre a “camminare nel bosco per più di 25 minuti una volta dentro”.

La donna ha anche denunciato la mancanza di sicurezza: “Si sarebbe potuto entrare con esplosivo, non c’è nessun controllo”. Si tratta, naturalmente, di un’esperienza singola e personalissima, cui in molti hanno ribattuto raccontando di una serata serena e piacevole. E di certo la colpa non è dell’artista, da cui però ci si attenderebbe, come minimo, un pizzico di empatia verso chi spende fiori fior di denari e parecchie ore del proprio tempo solo per poterlo sentire cantare.

Cesare Cremoni attacca i fan e il loro ego

Se la sopracitata fan ha scelto di raccontare la propria disavventura con un video, c’è chi ha scelto di lamentare problemi all’audio e ai maxischermi rivolgendosi direttamente a Cesare Cremonini, commentando il più recente post dell’artista su Instagram. Il bolognese ha risposto bloccando chiunque avesse osato rivolgere al suo operato anche la più sottile delle critiche. Quel che traspare è una profonda insofferenza nei confronti di eventi del genere.

Cremonini stesso parla del concerto all’Ippodromo come dell’”ultimo concerto di queste dimensioni a Milano per un po’ di tempo”. L’obiettivo è “tornare a far parlare di musica e dischi del cuore, slegandoli dai numeri”. Una nuova era più intimista, comprensibile e apprezzabile. Meno condivisibile è l’opinione, che Cremonini ha espresso anche lui con un commento su Ig, che “oggi il pubblico ha lo stesso ego degli artisti”.

Le scuse per i disagi non arrivano, anzi. A chi lamentava problemi agli altoparlanti più lontani dal palco, Cesare ha risposto con un lungo sfogo nostalgico. “Pensa che questi concerti li facevano anche 50 anni fa senza schermi, senza una passerella da 100 metri e con la tecnologia audio dei nostri nonni. – ha scritto – Il pubblico non sentiva un ca**o ma capiva cosa stava accadendo. Oggi il pubblico ha lo stesso ego degli artisti. Per questo voglio fermare questa macchina. Il concetto di ‘grande evento’ è stupendo ma porta fuori strada rispetto alla musica attuale”.

Sarà anche tutto vero, ma sembra di ricordare che, gli artisti che si esibivano 50 anni fa senza schermi e con l’audio dei nonni riservassro anche più gentilizza nei confronti dei propri fan. Tornando ai piccoli concertini in teatro, magari Cremonini riscoprirà anche il garbo.