Oscar, Sorrentino ci riprova: “È stata la mano di Dio” in lizza tra i film internazionali

Il film in parte autobiografico del regista napoletano è entrato nella shortlist dei 15 film internazionali potenzialmente candidati all'Oscar

Paolo Sorrentino e il suo È stata la mano di Dio sono in lizza per gli Oscar 2022. La strada verso l’ambita statuetta è ancora lunga, ma il film del regista partenopeo è entrato ufficialmente nella shortlist dei 15 film internazionali che potrebbero essere candidati agli Academy Awards, in programma il 27 marzo al Dolby Theatre di Hollywood, Los Angeles.

Sorrentino e la corsa all’Oscar

È stata la mano di Dio era già stato scelto come film che avrebbe rappresentato l’Italia agli Oscar 2022 e ora si apprende che la decisione si è rivelata azzeccata dato che ha superato la concorrenza di una lunga lista di titoli provenienti da ben 92 paesi (qui vi spieghiamo di cosa parla e dove vederlo).

La cinquina ufficiale che concorrerà alla statuetta sarà svelata solo a febbraio, ma intanto per il regista e per il cinema italiano si tratta dell’ennesimo successo. Il film dovrà vedersela ora con le altre 14 pellicole internazionali tra cui Un eroe di Asghar Farhadi, il film animato danese Flee di Jonas Poher Rasmussen, il giapponese Drive My Car di Ryûsuke Hamaguchi, tratto da un racconto di Haruki Murakami, lo spagnolo The Good Boss e il norvegese La peggiore persona del mondo.

Un pensiero va rivolto agli altri due italiani che erano in lizza per entrare nella shortlist tra i documentari: Giuseppe Tornatore con il suo omaggio a Ennio Morricone e Marco Bellocchio con Marx può attendere.

Paolo Sorrentino: dopo Roma, la grande bellezza di Napoli

Per Paolo Sorrentino quello del 2022 potrebbe essere l’Oscar della consacrazione, dopo la statuetta conquistata nel 2013 con La grande bellezza. Se nel suo film più noto il regista rendeva omaggio a Roma, con i suoi capolavori, il suo sfarzo e le sue sfumature, in È stata la mano di Dio possiamo ammirare sullo sfondo della sua vicenda personale una Napoli altrettanto forte e accattivante, con le sue meraviglie e le sue contraddizioni.

Uno sfondo che diventa protagonista e che fa da contraltare alle vicende autobiografiche del protagonista. Nel film, infatti, Sorrentino esorcizza la morte dei suoi genitori, avvenuta quando era ancora un ragazzino: un evento che ha segnato – ovviamente – la sua vita e che solo ora è riuscito a portare sul grande schermo, ottenendo un enorme successo.

“È il mio film più importante e doloroso e sono felice che tutto questo dolore oggi sia approdato alla gioia”, aveva commentato il regista a caldo dopo la candidatura come film che avrebbe rappresentato l’Italia. “Quello di oggi è solo il primo passo e il bello di questa gara è che l’unica competizione al mondo in cui arrivare già tra i primi cinque è una vittoria”.

 

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