Nella notte del 23 giugno 1993, dopo una notte di abusi, la 24enne statunitense Lorena Bobbitt tagliò con un coltello da cucina i genitali del marito. Più di trent’anni dopo, una docuserie ripercorre la storia, umana e giudiziaria, di colei che divenne involontariamente la mantide religiosa degli Anni ’90. Si intitola provocatoriamente Te lo taglio e parla non soltanto di Bobbitt ma di tutte le donne che, come lei, si sono macchiate del raro reato di mutilazione maschile.
La vera storia di Lorena Bobbitt
Il 16 marzo, alle ore 22:00, su Sky Crime rivedremo Lorena Bobbitt più di 30 anni dopo la fatidica notte che cambiò per sempre il corso della sua esistenza, trasformandola da donna vittima di abusi a personaggio leggendario e temibile. Bobbitt è infatti tra le protagoniste principali di Te lo taglio, la nuova docuserie che racconta di uno dei reati più rari al mondo, ma non tanto quanto si pensa: la mutilazione dei genitali maschili. Reato che, spesso, è compiuto dalle mogli, compagne e fidanzate di uomini violenti; gesto estremo che pone fine a lunghi anni di abusi e sofferenze.
Ma torniamo a Lorena, la giovane venezuelana che arriva negli Usa nel 1987 grazie a un visto studentesco. È giovane, ingenua e carina, a una festa conosce il marine John e, poco più di un anno dopo, lo sposa. Diventa Mrs. Bobbitt in quello che credeva sarebbe stata la realizzazione del suo sogno americano. Bastano due mesi perché si trasformi in incubo. Lorena accusa John di violenza fisica, sessuale ed emotiva. L’avrebbe costretta a rapporti non consensuali, minacciata di farla deportare perché la sua green card dipendeva dal matrimonio.
John dice che lei pensa soltanto ai soldi, al visto, a una bella macchina e una grande casa. Litigano, sempre più spesso, sempre più violentemente. Si lasciano, si riprendono. Chiamano la polizia e poi fanno pace. Fino al 23 giugno 1993. John torna a casa ubriaco, violenta la moglie e cade addormentato sul letto. Lei si sveglia, vede un coltello luccicare in cucina: “Non volevo impartirgli una lezione. Per me era questione di sopravvivenza: vita o morte. Avevo paura per la mia vita”. Racconterà in seguito.
Perché Lorena Bobbitt di quella storia ha raccontato ogni dettagliato. Lo ha fatto seduta al banco degli imputati di uno dei processi, mediatici e giudiziari, più seguiti degli ultimi 50 anni. Lei si trasformava in un mostro per alcuni, in un’eroina vendicatrice per altri. John, nel frattempo, riacquisito il pene con la chirurgia, tentò la carriera da pornostar.
Nella docuserie Te lo taglio, altre donne come lei
Lorena Bobbitt è la più famosa ma non l’unica. La docuserie Te lo taglio, che lascerà parola anche alle vittime, racconta di numerose altre donne che hanno visto il “taglio” come unica salvezza. C’è, ad esempio, Brigitte, la newyorkese sposata a un uomo alcolista, violento e cattivo con i propri stessi figli. Dopo l’ennesima lite, Brigitte tagliò il pene al marito e lo bruciò sui fornelli di casa. C’è Catherine Kieu, che per aver mutilato il marito finì all’ergastolo e Sada Abe, l’assassina giapponese degli Anni ’30 che si trasformò in musa – negativa certo – per poeti, artisti e cineasti.