Stefano De Martino, come sarà (davvero) Sanremo 2027: la “rottura” con il passato

Cover al giovedì, 24 Big sempre in gara e una serata per l'Eurovision: come sarà davvero Sanremo 2027 con Stefano De Martino

Foto di Serena De Filippi

Serena De Filippi

Lifestyle Editor

Lifestyle e Content Editor che scrive da tutta la vita: storie, racconti, libri, articoli, con una passione per i trend del momento.

3 min di lettura

Chiedi a DiLei

Il regolamento è ormai stato pubblicato, le date sono fissate e a quasi cinque mesi dal via il Festival di Stefano De Martino ha già un’identità precisa. Sanremo, in programma dal 16 al 20 febbraio 2027, sarà diverso rispetto al passato ed è inevitabile osservare dei punti di rottura con alcune delle abitudini consolidate da anni: meno cantanti, serate ridisegnate, un nuovo modo di votare e, per la prima volta, una gara per l’Eurovision. A tracciare la rotta è stato il conduttore e direttore artistico, sostenuto ovviamente dalla squadra di Mamma Rai, tra cui Williams Di Liberatore, direttore dell’Intrattenimento Prime Time Rai.

Stefano De Martino, Sanremo si rinnova e guarda al futuro

Possiamo ormai dire addio ufficialmente all’impostazione del Festival di Sanremo come l’abbiamo conosciuta fino al 2026. E se negli ultimi anni il numero dei Big è cresciuto fino ad arrivare a trenta, con Stefano De Martino si scende a 24, ventitré artisti affermati più il vincitore del percorso riservato ai giovani. E tutti saliranno sul palco ogni sera.

Al Prix Italia, Williams Di Liberatore ha commentato le novità di questo Sanremo, che si preannuncia ricchissimo di musica, ma anche di show: è stato infatti cucito su misura del conduttore. Un cambiamento necessario, dopo la ventata portata da Amadeus al Festival, che si è poi chiuso intorno alla musica con il Conti bis. Torna quindi lo show, e che show considerando che ci sono ben tre vere finali: “E questo secondo me rende ancora più entusiasmante e appetibile quello che è il meccanismo del Festival”, ha confermato Di Liberatore.

Tutto ciò è possibile – oggettivamente – dopo una scelta invocata più volte dalla stampa e dal pubblico: quella di ridurre il numero dei cantanti in gara, così da poter prevedere anche altri momenti in scaletta durante le serate. La visione? Quella del conduttore, anzi: è stata “plasmata proprio sulle caratteristiche del direttore artistico, che è un vero e proprio mattatore“. Si punta tutto su di lui.

Le prime novità

De Martino è stato annunciato come conduttore e direttore artistico a Sanremo 2026, durante la finale. Le novità più importanti, anticipate dalla stampa nel corso dei mesi con diverse indiscrezioni, hanno toccato da vicino l’impalcatura del Festival.

Per anni il biglietto per l’Eurovision è spettato al vincitore del Festival, libero di accettare o di passare la mano. Da febbraio le due strade si separano, e Sanremo avrà tre competizioni con un proprio vincitore: quello delle cover, quello della Serata Performance e quello della finale di sabato 20. Una “formula” per tenere alta l’attenzione (e la tensione) tutta la settimana.

Il Festival diventa ancor più giovane, rimane se stesso ma comincia a guardare al futuro, alla nuova generazione di conduttori in cui De Martino è la punta di diamante della Rai: oltre alle performance, questo sarà un Sanremo improntato sull’intelligenza artigianale.

La domanda è d’obbligo, a questo punto: torneranno anche gli orari lunghi di Amadeus, vista l’impronta giovanile? No, perché durante la conferenza stampa di presentazione del regolamento di Sanremo De Martino è stato abbastanza chiaro: “Io a quell’ora me ne vado, c’è il Dopo Festival”. Orario di chiusura: poco dopo l’una di notte. Sarà così?