Quante volte ci siamo seduti sul divano, telecomando alla mano, pronti a goderci la nostra fiction preferita o lo show del momento, solo per ritrovarci a fissare lo schermo in attesa di un inizio che sembrava non arrivare mai? Quello che per molti telespettatori è diventato un frustrante appuntamento quotidiano è finito ora sotto la lente d’ingrandimento dell’Agcom. L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha infatti sollevato un cartellino giallo formale nei confronti della Rai, richiamando la tv di Stato al rigoroso rispetto degli orari di programmazione dichiarati.
Il provvedimento nasce da un’esigenza di tutela verso l’utente, troppo spesso “vittima” di strategie di palinsesto che dilatano a dismisura i tempi di attesa tra il telegiornale e la prima serata.
La guerra dell’access prime time e il Contratto di Servizio
Il problema sarebbe dunque da ricercare nel nuovo assetto dell’access prime time. È qui che si combatte la battaglia più dura per gli ascolti, un duello quotidiano che vede schierati colossi come Affari Tuoi su Rai1 con Stefano De Martino e La Ruota della Fortuna con Gerry Scotti su Canale5. Se però Mediaset, in quanto operatore privato, gode di una maggiore flessibilità nelle proprie scelte editoriali, la Rai è legata a doppio filo al Contratto di Servizio Pubblico.
Secondo la delibera approvata lo scorso 28 gennaio, la Rai sarebbe incorsa in una “sistematica violazione” degli orari. In pratica, per non cedere terreno alla concorrenza e massimizzare l’ascolto dei programmi di punta, la tv pubblica avrebbe ritardato costantemente l’inizio delle trasmissioni successive, creando un disservizio per chi paga il canone.
Le proteste del pubblico: il monitoraggio dell’Autorità
Il richiamo non è arrivato dal nulla, ma è il risultato di numerose segnalazioni giunte dagli utenti tra ottobre e novembre 2025. I telespettatori hanno lamentato una cronica difficoltà nel pianificare la propria serata. Tra gli esempi citati nel procedimento spicca il caso della fiction La ricetta della felicità, che lo scorso ottobre è iniziata con ben venti minuti di ritardo rispetto all’orario annunciato delle 21:30.
Situazioni analoghe hanno coinvolto pilastri del palinsesto come Tale e Quale Show, con disallineamenti medi spesso superiori ai dieci o quindici minuti. Il monitoraggio condotto dall’Autorità ha confermato che su Rai1 e Rai2 questi scostamenti sono diventati la norma e non l’eccezione, arrivando a toccare punte di 20 minuti di ritardo se si considerano le lunghe anteprime dei programmi.
Strategie commerciali e accumulo pubblicitario
Oltre al fattore tempo, l’Agcom ha sollevato dubbi anche sulla gestione della pubblicità. Pur rispettando formalmente i tetti massimi di affollamento, la Rai avrebbe adottato una strategia di “concentrazione” degli spot proprio nella fascia 20:30–21:00 su Rai 1. In questo intervallo, i picchi pubblicitari hanno talvolta superato il 12% orario, ricalcando logiche tipiche delle tv commerciali.
Questo accumulo di spot, oltre a ritardare la messa in onda degli show, finisce per appesantire la visione, rendendo difficile seguire i programmi con continuità. L’Agcom ha dunque intimato alla Rai di tornare a essere un esempio di puntualità e trasparenza, assicurando che vigilerà strettamente affinché le promesse fatte nei palinsesti ufficiali vengano finalmente mantenute.