Una prima volta attesissima, una delle tante di queste settimane per il giornalista ormai Mediaset. Milo Infante si è seduto sul divano di Silvia Toffanin con l’aria di chi, per una volta, ha deciso di abbassare la guardia. E a un certo punto la voce si è incrinata sul serio, vinta dalla commozione, davanti a un pubblico abituato a vederlo tenere la barra dritta tra cronaca nera e casi irrisolti.
“Avevo paura di deludere Pier Silvio Berlusconi”: Milo Infante e il salto a Mediaset
Il passaggio di Milo Infante dalla Rai a Mediaset è stato uno dei movimenti televisivi più chiacchierati dell’anno, ma dietro i titoli c’era un uomo con il batticuore, di quelli tipici di chi volta pagina e decide di ricominciare. Ha ammesso di aver temuto di deludere il presidente Pier Silvio Berlusconi, e non soltanto lui: la paura, dice, era di non ricambiare la fiducia di tante persone che avevano creduto in quella scommessa.
A tenerlo in piedi in quei mesi sono stati la moglie e il figlio. Poi la sorpresa: la nuova azienda, racconta, lo ha accolto come se fosse sempre stato lì. Si è sentito a casa, e a un affetto così, confessa con sincerità, non era abituato. Nessun veleno però sul passato: degli anni in Rai non rinnega nulla, li definisce anni di vita bellissimi. Semplicemente, adesso ha aperto un altro capitolo della sua vita.
Il padre, la madre e il figlio Daniele: il lato più privato di Milo Infante
L’ultimo ricordo del padre Massimo è anche il più doloroso: la struttura in cui aveva dovuto farlo ricoverare e quella richiesta semplicissima e insostenibile, essere riportato a casa. E si commuove: “In quel momento non ci ho dato peso, perché a 30 anni pensi al lavoro, pensi ad altro. Adesso ha un peso diverso”. Tra loro, racconta, le parole erano sempre state poche: un padre arrivato tardi alla paternità, due uomini che non sono mai riusciti a incontrarsi davvero fino in fondo.
Diverso il ritratto della madre: affettuosa, sì, ma con quel rigore trentino che non ammette sconti. “Severa ma giusta”, dice sorridendo.
Da questo doppio bagaglio è nato il suo modo di essere padre con Daniele. A lui ha insegnato l’umiltà prima di ogni altra cosa e gli ha ripetuto fino allo sfinimento che il valore di una persona non si misura con le luci di uno studio televisivo. Un messaggio che, raccontato così, sembra la risposta a tutto quello che a lui era mancato.
Poi il capitolo sport, che fa male in un altro modo. Daniele Infante era una giovane promessa del basket, finché il menisco non ha ceduto due volte. Aveva smesso di giocare, poi una partita tra amici – di quelle che sembrano innocue – e l’ennesimo infortunio. Adesso lo aspetta un nuovo intervento chirurgico.
Al suo fianco c’è sempre stata la moglie Sara, che si è appoggiata a lui nel momento della perdita di sua sorella. “Insieme ci bastiamo”, dice Infante, che ora è la nuova punta di diamante di Mediaset. Un’azienda in cui ha sempre sognato di lavorare, dice, e che su di lui ha scommesso davvero tutto.