La città dei vivi, il nuovo film di Valerio Mastandrea racconta l’omicidio che sconvolse l’Italia

Valerio Mastandrea, nel nuovo film “La città dei vivi”, racconterà la storia di uno degli omicidi più cruenti degli ultimi vent’anni

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Maria Francesca Moro

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Le riprese de La città dei vivi sono appena iniziate eppure è già il film italiano più atteso dell’anno. Basta leggere i nomi dei protagonisti per capire perché. Nel cast quel maestro di Valerio Mastandrea, affiancato dal giovane premio David Emanuele Maria Di Stefano. La sceneggiatura è scritta dai fratelli D’Innocenzo e ispirata al best seller di Nicola Lagioia. La storia è una storia vera, quella di Luca Varani, il 20enne brutalmente ucciso a Roma nel marzo 2016.

La città dei vivi, il nuovo film con Valerio Mastandrea

La città dei vivi è il film tratto dall’omonimo libro di Nicola Lagioia, scrittore Premio Strega che in quest’opera scelse di raccontare sotto forma di romanzo una storia vera, quella del giovane Luca Varani, vittima di uno degli omicidi più cruenti degli ultimi vent’anni. Proprio dal romanzo i fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo sono partiti per scrivere la sceneggiatura che, tuttavia, non si limiterà a raccontare la storia dell’omicidio.

“Questo film tenta di osservare con tenerezza un ragazzo non ancora uomo, attraverso le crepe e le derive delle sue fragilità e dei suoi sogni fuori fuoco” ha spiegato il regista Edoardo Gabbriellini. L’obiettivo è indagare le cause che hanno portato a un gesto tanto violento, interrogandosi sulle dinamiche sociali, culturali ed emotive che hanno trasformato due giovani di buona famiglia in cruenti assassini.

Protagonista è Emanuele Maria Di Stefano, tra i volti più promettenti del nuovo cinema italiano, premiato con il David rivelazione dell’anno e già visto in produzioni come Il filo invisibile e La scuola cattolica (un altro film su un caso di cronaca nera della Roma bene). Al suo fianco, per la seconda volta dopo il film Siccità, Valerio Mastandrea, che non ha di certo bisogno di presentazioni.

La vera storia di Luca Varani

Nella mattina del 4 marzo 2016, i carabinieri ricevono la chiamata da un appartamento in via Igino Giordani, nella zona est di Roma. A chiamare è il proprietario dell’appartamento. Al loro arrivo, gli agenti troveranno il corpo senza vita di Luca Varani, con un coltello ancora conficcato nel petto e i segni di quella che sembra un’evidente tortura. Varani aveva appena 23 anni e in quell’appartamento ci era stato ospite di un festino a base di droga e alcol.

A ucciderlo fu il figlio dell’uomo che, infine, ha scelto di rivolgersi alle autorità. L’assassino è Manuel Foffo, ventenne come la sua vittima. Foffo non ha agito da solo: suo complice fu Marco Prato che, dopo la morte di Luca, fuggì in un hotel tentando il suicidio. A rendere spaventoso l’omicidio di Luca Varani non è l’età dei protagonisti, neppure la cruenza della tortura.

Ciò che spaventò l’intero Paese all’epoca, e ancora oggi continua a far tremare, sono le motivazioni dietro il delitto. “Volevamo uccidere qualcuno, volevamo vedere l’effetto che fa” raccontò Foffo interrogato dagli inquirenti. Uccidere per noia, per provare qualcosa di diverso, per sentire qualcosa. È questo ciò su cui si sofferma il libro di Lagioia e che ha intenzione di investigare il film La città dei vivi, in arrivo al cinema nell’autunno del 2026.