Chi vuol essere milionario, pagelle 4 gennaio: Gerry Scotti appassionato (8), ma il programma viene troncato (3)

Un’altra puntata di colpi di scena, grandi emozioni e momenti a dir poco avvincenti quella offerta da Chi vuol essere milionario – Il torneo. Le nostre pagelle

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Maria Francesca Moro

Giornalista e Lifestyle Editor

Giornalista e content editor. Dalla carta al web e ai social racconta di lifestyle, cultura e spettacolo.

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Gerry Scotti potrebbe spodestare Enrico Mentana nel record di presenza televisiva ininterrotta. Pur senza maratone in diretta, il conduttore Mediaset è ormai volto fisso nella programmazione dell’emittente. Concluso l’access time de La Ruota della Fortuna, appena pochi minuti di pubblicità dopo torna sullo schermo per la prima serata di Chi vuole essere milionario – Il torneo. La versione rinnovata del celebre quiz game continua ad appassionare e non delude neppure nella puntata di quest’oziosa ultima domenica di vacanze. Le nostre pagelle a format, concorrenti e conduttore.

Gerry Scotti si appassiona e appassiona. Voto: 8

“Si ostinano a chiamarli semplicemente quiz… ma quale quiz” così esordisce questa sera Gerry Scotti. Lo storico conduttore Mediaset entra nel grande studio declamando che lì “ogni volta è una storia, un’emozione, un racconto, una vita”. E le sue parole suonano sincere. A Scotti condurre Chi vuol essere milionario sembra piacere davvero, e il suo interesse è trasmesso a chi lo guarda da casa.

Scherza e punzecchia i concorrenti nelle fasi iniziali, quelle più veloci e concitate. Quando poi arriva il momento dell’importante scalata al milione, si prende il tempo di ascoltarli, di dar loro spazio e di lasciarsi conoscere. Con i suoi aspiranti milionari si apre a confidenze personali e aneddoti di vita vissuta. Non è la conversazione tra un presentatore e uno dei tanti, è un dialogo tra due persone sinceramente interessate a saperne di più – o almeno così pare.

Racconta che, per scelta, non conosce le domande dei suoi programmi: le legge per la prima volta assieme ai concorrenti. E quando capita che la risposta la sappia si mostra così entusiasta che quasi quasi suggerisce la scelta giusta. La passione di Scotti pare reale, ma se anche fosse una posa, si merita un 8 pieno e senza remore.

Il taglio improvviso fa impazzire i social. Voto: 3

Gli spettatori più attenti si sono ben presto accorti di qualcosa di strano, accaduto nella prima metà della puntata. Il Torneo prevede tre manche iniziali, denominate Q1, Q2 e Q3. Una serie di quesiti ad alta velocità necessari a sfoltire il gruppo di concorrenti e selezionare i 3 finalisti che concorreranno per il premio finale.

Stasera, però, subito dopo la fase del Q2 ci si è trovati di fronte ai finalisti pronti a diventare milionari. Che fine ha fatto il Q3? E chi lo sa. Forse si tratta di un errore (strano, tuttavia), forse di una scelta per accorciare i tempi. Ma allora non basterebbe iniziare un po’ prima o, in alternativa, pensare a una formula più snella di selezione iniziale, così da lasciare il giusto tempo alla gara vera e propria?

Il taglio è stato repentino, non annunciato né commentato, tantomeno motivato. E sui social gli utenti non hanno mancato di dimostrare il proprio disappunto. E chi può dar loro torto. Mentre ai montatori, alla redazione o a chicchessia non si può che regalare una clamorosa bocciatura.

Luigi, tentenna e torna a casa presto. Voto: 6

Il primo concorrente a sedersi sull’altissima sedia che porta al milione di euro è Luigi, in arrivo da Roma. Luigi è un giurista pentito che ha ritrovato la propria strada nel marketing. Sorridente e alla mano, arriva accompagnato dal collega e amico Marco – che si rivela un vero esperto d’arte. Appassionato di cinema e di montagna, ma poco avvezzo a letteratura e gastronomia, è costretto a ricorrere agli aiuti più spesso e più presto di quanto previsto o sperato.

Utilizza le opzioni del 50/50 e dell’aiuto da casa già entro le prime tre domande. Dopo, incapace di azzeccare il primo Presidente della Repubblica a tenere il discorso di fine anno (spoiler: Einaudi) usa anche lo switch e resta privo di rete di sicurezza. Così, di fronte a un quesito sui biscottini più buoni d’Italia, è costretto a ritirarsi senza aver neppur raggiunto i 100.000 euro. Non un concorrente da ricordare, ma non ce la sentiamo di bocciarlo, 6 politico per lui.

Diletta va dritta al punto. Voto: 7

Diletta è una donna pragmatica e senza fronzoli. La seconda classificata alla fase Q3 (che, ben sappiamo, non ci è stato dato modo di vedere) è una concorrente che non si perde in chiacchiere. Ex ballerina, professionista e mamma impegnata a tempo pieno tra vita privata e carriera, non ha tempo da sprecare in futilità.

Subentra a Luigi lievemente, e comprensibilmente, agitata. Chiede quasi subito l’aiuto da casa, ma è giusto un momento, poi Diletta continua imperterrita il proprio viaggio verso il milione. Chiacchiera il giusto, solo quel che serve per far capire il perché delle sue risposte. Non tentenna quando la sa, non ha paura di ricorrere agli aiuti quando no. Offre spettacolo? No. Ma non è quello il suo compito, il suo obiettivo è uno e uno solo e per raggiungerlo non c’è bisogno di intrattenere il pubblico a casa. Non le offriremmo un lavoro in tv, ma ci piace.

Il format è il vero vincitore. Voto: 9

La scorsa domenica Chi vuol essere milionario ha radunato di fronte agli schermi più di 2 milioni di spettatori, con uno share pari al 18,4% (a batterlo soltanto la nuova fiction Rai con Laura Chiatti e Marco Bocci). La settimana precedente, quella del Natale, lo share è salito al 18,8% e gli spettatori hanno superato i 2 milioni e 200 mila. Ancor meglio andò il 15 dicembre, quando non erano ancora iniziate le festività natalizie, davanti alla tv si fermò il 19,7% del campione Auditel.

I numeri, insomma, confermano la saggia scelta dei vertici Mediaset di riportare alla luce uno dei format più famosi tra quelli condotti da Gerry Scotti. Era un fenomeno quando si chiamava Miliardario, continua a esserlo quasi vent’anni dopo. La gara di cultura e conoscenza che assomiglia a Trivial ma, in caso di vittoria, ti cambia la vita. Il programma è l’esempio lampante che, se la sostanza è quella giusta, non servono lustrini o stratagemmi per brillare.

Chi vuol essere milionario, seppur nella rivista versione Il torneo, non è di certo una novità, ma (forse proprio per questo) funziona come nient’altro. Sempre uguale, ma non stanca mai.

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