Coming out e outing, quali sono le differenze

Coming out e outing sono due termini molto utilizzati che non devono assolutamente essere usati come sinonimi, vi spieghiamo perché

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Giulia Farsetti

Giornalista e Sex Editor

Giornalista e Social Media Manager, da sempre ama scrivere, creare contenuti e raccontare storie. Da anni studia e scrive di benessere e sessualità. Gestisce diversi profili social e, da brava Vergine, adora organizzare tutto alla perfezione… Con immancabili evidenziatori colorati!

Negli ultimi anni, termini come “coming out” e “outing” sono diventati sempre più comuni nel nostro vocabolario quotidiano, soprattutto grazie alla crescente visibilità del movimento LGBTQIA+. Tuttavia, in Italia, c’è ancora molta confusione su cosa significhino esattamente questi termini. Comprendere la differenza tra “coming out” e “outing” non è solo una questione linguistica, ma un passo fondamentale verso il rispetto delle persone LGBTQIA+. Scopriamo insieme le differenze tra questi concetti e vediamo qualche consigli utili per affrontare queste situazioni con sensibilità e rispetto.

Cosa significa fare coming out

Coming out è l’abbreviazione dell’espressione “coming out of the closet” che in italiano si traduce letteralmente con “uscire dal ripostiglio o dall’armadio”. Infatti coming out significa “uscire fuori”, “dichiararsi” oppure “uscire allo scoperto”: in qualsiasi modo si voglia mettere questa frase, coming out è un atto volontario di una persona omosessuale o bisessuale di dichiarare e svelare la propria identità sessuale ad altre persone. Chi decide di fare consapevolmente questo atto di dichiarazione verso gli altri, probabilmente ha già accettato e superato le ansie che possono legarsi alla paura del rifiuto o del giudizio. È un gesto importante, di grande valore per la persona che decide di condividere con gli altri il proprio orientamento sessuale.

Cosa significa outing

Outing, termine che può essere tradotto con “buttare fuori”, è al contrario un termine che definisce un atto di violenza verso la persona che lo subisce: con questa parola si identifica l’atteggiamento di rendere pubblico l’orientamento sessuale di un’altra persona, che al momento non voleva condividere o diffondere. Spesso l’outing viene fatto nel mondo dello spettacolo o della politica, quando la persona che subisce l’outing ha comunque un ruolo pubblico, per screditarlo o per minare la sua sicurezza, attaccandolo su un fatto prettamente privato e personale.

Quindi, in sintesi:

  • Coming out: è un’azione consapevole e una scelta personale nel condividere con le persone che si desidera il proprio orientamento sessuale;
  • Outing: è una rivelazione fatta da altri, che riguarda la divulgazione dell’orientamento sessuale di un’altra persona senza il suo consenso.

Consigli su come fare coming out

Ovviamente il coming out è un processo totalmente privato e personale, quindi è giusto e normale che ognuno segua il proprio modo e i propri tempi. Un aiuto ulteriore può venire dal supporto psicologico, utile per vivere questo momento nel modo migliore e sereno possibile; tuttavia, ci sono anche alcuni consigli che possono aiutare ad avvicinarsi al coming out in modo positivo e consapevole.

Ecco alcuni step, alcuni consigli che potrebbero aiutare a fare il coming out e a capire il percorso che c’è dietro un’azione del genere, per provare a entrare in empatia così da evitare l’outing:

  • L’importanza della consapevolezza: fondamentale prima di fare coming out di essere completamente sereni nell’accettazione di sé. Vivere il proprio orientamento sessuale o identità di genere con tranquillità e consapevolezza darà la forza necessaria a vivere il momento della condivisione con sicurezza in se stessi e in totale armonia.
  • Scelta del luogo: è importante individuare il momento e il luogo giusto per condividere questa informazione con le persone che si desidera. Sarà un momento toccante, coinvolgente e sincero, quindi è consigliabile scegliere un luogo tranquillo e un momento di serenità, evitando periodi di stress o particolari tensioni.
  • Essere pronti a più scenari: il contesto socio-culturale italiano non è dei migliori e spesso pregiudizi e pensieri negativi possono portare l’accettazione dell’omosessualità su un piano complesso. Come può volerci del tempo alla persona che fa coming out, potrebbe volerci del tempo nell’accettare l’omosessualità di un figlio, un parente, un amico. Il rispetto è alla base di tutto e di tutti.
  • Con un supporto è meglio: avere un sostegno è importante, quindi quando si decide di fare coming out può essere fondamentale avere vicino una persona che già sa, così da trasmettere forza e sicurezza a chi ha deciso di affrontare questo momento.

Come gestire l’outing

A volte l’outing viene fatto con “cattiveria”, altre volte può essere un gesto di superficialità e noncuranza. Spesso, infatti, non si pensa che dietro al processo di accettazione di se stessi, anche a livello di genere e di orientamento sessuale, vi sono momenti complessi, ansie, paure che non devono essere sottovalutate e che, quindi, meritano rispetto e delicatezza nell’affrontarle. Per questo è sconsigliato fare pressioni o investigare con malizia sull’orientamento sessuale di una persona: quando questa sarà pronta, sarà lei a voler condividere con chi vuole il suo orientamento sessuale o la sua identità di genere. È  quindi importante rispettare i tempi per l’autodeterminazione di un individuo: fare outing può generare insicurezze, ansie e smarrimento, è una mancanza di rispetto e di privacy importante e nessuno può darci questo diritto su un’altra persona.