HPV, il calcio femminile in prima fila: con il vaccino per il Papillomavirus si “para” l’infezione

Proteggersi dal virus HPV con la vaccinazione per uomini e donne è fondamentale anche per prevenire tumori e patologie: il calcio femminile si mobilita

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Federico Mereta

Giornalista Scientifico

Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

La portiera blocca il pallone. Così, con un’immagine semplice ed impressiva, le calciatrici della Serie A Women ricordano quanto sia importante proteggersi dal virus HPV. Così come fermare la palla evita alla squadra avversaria di segnare e scongiura la sconfitta, allo stesso modo la vaccinazione consente di “bloccare” l’infezione da Papillomavirus, prevenendo negli uomini e nelle donne lo sviluppo di tumori potenzialmente letali nel corso della vita. Il messaggio, semplice ed efficace, è alla base della campagna “Blocca l’HPV con la vaccinazione”, che vede unite Serie A Women e MSD Italia.

Quanto conta proteggersi

L’HPV, o Papillomavirus, rappresenta l’infezione sessualmente trasmessa più diffusa in entrambi i sessi. Nella maggior parte dei casi, il virus regredisce spontaneamente; tuttavia, quando ciò non avviene, può evolvere in lesioni precancerose e tumori potenzialmente letali.

A oggi, in Europa, si stima che l’HPV sia ancora la causa del 100% dei tumori della cervice uterina, dell’88% dei tumori dell’ano, del 78% di quelli della vagina, del 25% della vulva, del 53% dei tumori del pene e del 30% dei tumori orofaringei.

In Italia, si stima che ogni anno circa 8.800 tumori siano causati da infezioni croniche da ceppi oncogeni del papillomavirus. Per affrontare questo importante tema di salute pubblica, sono state sviluppate principalmente due strategie di prevenzione: la vaccinazione, disponibile sia per uomini sia per donne (per la profilassi di lesioni precancerose e cancri della cervice uterina, vulva, vagina e ano, condilomi genitali) e lo screening del tumore della cervice uterina, riservato al target femminile.

“La prevenzione del Papillomavirus è tra le principali sfide della Sanità Pubblica – è il parere di Enrico Di Rosa, Presidente Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI). Lavoriamo per raggiungere un mondo libero da questo virus e dalle patologie e i tumori HPV-correlati facendo squadra con tutti gli attori della Sanità Pubblica.

È un obiettivo che possiamo e dobbiamo raggiungere mettendo in atto correttamente le strategie di prevenzione a nostra disposizione: la vaccinazione rivolta a uomini e donne e i programmi di screening dedicati alla popolazione femminile. Campagne come questa sono importanti per spingere la popolazione generale a chiedere maggiori informazioni al proprio medico o al centro vaccinale in modo da studiare il piano di prevenzione più corretto per ogni individuo a ogni età”.

Un impegno importante

Nel 2020 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito un obiettivo ambizioso, ovvero eliminare entro il 2030 il tumore della cervice uterina attraverso tre traguardi fondamentali: 90% delle ragazze vaccinate contro l’HPV entro i 15 anni; 70% delle donne sottoposte a screening con test ad alte prestazioni entro i 35 anni e nuovamente entro i 45 anni (target innalzato al 90% dallo EU Beating Cancer Plan); 90% delle donne con lesioni cervicali precancerose o invasive trattate in modo tempestivo.

“Grazie alla prevenzione dell’HPV possiamo raggiungere un traguardo importante e rendere sempre più raro il tumore della cervice. La possibilità di evitare l’insorgenza di un carcinoma potenzialmente letale è una occasione che non possiamo assolutamente perdere – è il il commento di Elsa Viora, Presidente Società Italiana Ginecologia e Ostetricia (SIGO).

“La prevenzione primaria, tramite la vaccinazione, combinata alla prevenzione secondaria, tramite lo screening (PAP-Test e l’HPV DNA Test), sono gli strumenti che possono supportarci nel raggiungere questo obiettivo. Ricordiamoci però che l’HPV non è solo un tema femminile, colpisce anche gli uomini, che possono diventare portatori del virus o sviluppare altri tumori e lesioni precancerose. La prevenzione è e deve essere di tutti”.

Il calcio femminile diventa testimonial

La Serie A Women è il massimo campionato femminile italiano, organizzato dalla Divisione Serie A Femminile Professionistica della FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio), e per la stagione 2025/26 si compone di 12 club: Como Women, Fiorentina, Genoa, Inter, Juventus, Lazio, Milan, Napoli Women, Parma, Roma, Sassuolo, Ternana Women.

L’iniziativa si inserisce in un progetto di collaborazione che va oltre l’aspetto sportivo, perseguendo un obiettivo di salute pubblica e dando voce all’importanza della prevenzione dei tumori HPV-correlati. Il cuore della campagna è un video che mostra parate spettacolari delle portiere, realizzate con sistemi di intelligenza artificiale e ispirate alle vere azioni delle giocatrici della Serie A Women.

Alla fine di ogni scena il messaggio è chiaro: “Blocca l’HPV con la vaccinazione”, con l’invito a chiedere informazioni al proprio medico, al centro vaccinale di riferimento, oppure a visitare il sito http://www.infohpv.it (autorizzato dal Ministero della Salute). “Sono orgogliosa che la Serie A Women abbia scelto di sostenere un tema di Sanità Pubblica così importante – fa sapere Federica Cappelletti, presidente della Serie A Women.

Sappiamo che i tumori correlati all’HPV rappresentano una sfida importante sia per la salute delle donne sia degli uomini e siamo pronte a fare la nostra parte per diffondere il più possibile questi messaggi di prevenzione. Il nostro obiettivo è proteggere tutte le persone. È fondamentale rafforzare la nostra difesa aderendo alla vaccinazione e ai programmi di screening offerti dal Servizio Sanitario Nazionale, proprio come le portiere che ogni settimana proteggono la propria porta bloccando i palloni. Solo unendo le forze e agendo come una vera squadra possiamo fare davvero la differenza”.

Le indicazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza medica con figure professionali specializzate. Si raccomanda quindi di rivolgersi al proprio medico curante prima di mettere in pratica qualsiasi indicazione riportata e/o per la prescrizione di terapie personalizzate.