Tumori e radioterapia: tutto quello che c’è da sapere

La radioterapia è un alleato fondamentale nel trattamento delle patologie oncologiche. Scopriamo insieme di cosa si tratta e in cosa consiste.

Foto di Federico Beretta

Federico Beretta

Medico chirurgo

Medico Chirurgo abilitato, da anni collabora con diversi magazine online e si occupa di divulgazione medico/scientifica.

Radioterapia: cos’è e come funziona

La radioterapia rappresenta una fondamentale arma nella lotta contro il cancro. Utilizzando radiazioni ad alta energia, mira a danneggiare le cellule tumorali, impedendo loro di moltiplicarsi e causando la loro morte.

La precisione della radioterapia è migliorata notevolmente nel tempo, ma è importante notare che possono verificarsi effetti collaterali poiché le radiazioni possono colpire anche le cellule sane circostanti. Tuttavia, le cellule sane tendono a riparare meglio il danno causato rispetto alle cellule tumorali, il che permette di limitare gli effetti collaterali dei trattamenti.

È interessante notare che la radioterapia può essere considerata una sorta di “chirurgia virtuale”, in quanto può essere utilizzata come alternativa alla chirurgia tradizionale in determinati contesti, come nel caso di tumori difficilmente operabili per la loro posizione.

La radioterapia può essere impiegata da sola o in combinazione con altri trattamenti come la chirurgia o la chemioterapia, a seconda delle esigenze del paziente e della natura del tumore. Tuttavia, per valutare l’efficacia della terapia, è necessario attendere diverse settimane dopo il termine dei trattamenti.

Le diverse tipologie di radioterapia e i professionisti implicati

Come abbiamo visto, la radioterapia rappresenta un’arma fondamentale nella lotta contro il cancro e la sua applicazione varia in base al tipo di tumore e alle condizioni cliniche del paziente. Ecco alcuni degli obiettivi e delle modalità di utilizzo della radioterapia:

  • Radioterapia curativa o radicale: mira a eliminare completamente il tumore.
  • Radioterapia preoperatoria o neoadiuvante: viene eseguita prima dell’intervento chirurgico per ridurre le dimensioni del tumore e facilitare l’asportazione.
  • Radioterapia postoperatoria o adiuvante: prescritta dopo l’asportazione chirurgica per ridurre il rischio di ricorrenza.
  • Radioterapia intraoperatoria (IORT): somministrata durante l’intervento chirurgico per il tumore, richiede apparecchiature speciali e viene eseguita solo in centri specializzati.
  • Radioterapia palliativa: mira a ridurre la crescita del tumore e alleviare i sintomi, migliorando la qualità di vita nei casi avanzati e metastatici.
  • Radioterapia total body: irradia tutto l’organismo per trattare alcuni tumori che coinvolgono il sangue o il sistema linfatico, seguita da un trapianto di midollo osseo o di cellule staminali.
  • Radioterapia ablativa: somministra dosi elevate di radiazioni per trattare tumori di piccolo volume, di solito con poche sedute di trattamento e utilizzando tecniche stereotassiche.

Il trattamento radioterapico è personalizzato per ogni paziente, considerando il tipo e le dimensioni del tumore, la sua localizzazione e le condizioni del paziente stesso. Non esiste una radioterapia universalmente migliore; la scelta dipende dalla situazione specifica.

Il piano di cura viene redatto e implementato da un team multidisciplinare composto da specialisti, tra cui il medico radioterapista oncologo, il fisico medico, il tecnico di radioterapia e l’infermiere professionale. Questi professionisti collaborano strettamente per garantire un trattamento efficace e sicuro per il paziente.

Radioterapia esterna

La radioterapia esterna impiega radiazioni ionizzanti ad alta energia, come raggi X, irradiazioni gamma di cobalto o fasci di particelle come protoni ed elettroni, emesse da un apparecchio situato all’esterno del corpo del paziente. Questo metodo, non invasivo e indolore, permette di concentrare le radiazioni esattamente sul tessuto tumorale da trattare.

L’avanzamento tecnologico ha portato allo sviluppo di diversi dispositivi e tecniche radioterapiche, valutate e selezionate dall’oncologo radioterapista in base al tipo di tumore e alla sua localizzazione. Oggi, la maggior parte delle sessioni di radioterapia è guidata da imaging, con esami radiologici eseguiti prima o durante il trattamento per confermare il posizionamento preciso del bersaglio delle radiazioni.

Tra i tipi di radioterapia esterna riconosciamo:

  • Radioterapia Conformazionale Tridimensionale (3D-CRT): il fascio di radiazioni è sagomato in base alla forma e al volume del tumore, consentendo dosi più elevate sul tumore stesso e minori dosi ai tessuti sani circostanti, riducendo così gli effetti collaterali.
  • Radioterapia a Modulazione di Intensità (IMRT): questa tecnica permette di modulare il fascio di radiazioni in intensità, permettendo dosi più elevate sul tumore e minore esposizione dei tessuti sani circostanti, incluso il risparmio di tessuti delicati come il midollo spinale.
  • Radioterapia 4D (4D-RT): considera il movimento degli organi dovuto alla respirazione e alla peristalsi intestinale durante il trattamento, permettendo una maggiore precisione e il risparmio di tessuti sani.
  • Radioterapia Stereotassica (SBRT): utilizza dosi elevate di radiazioni su piccoli tumori con grande precisione, risparmiando i tessuti circostanti. Trova applicazioni in tumori come quelli della prostata, del polmone e del pancreas.
  • Adroterapia: utilizza protoni e ioni carbonio anziché raggi X, offrendo una maggiore precisione e profondità di penetrazione nei tessuti, con minore danno ai tessuti circostanti. Questa tecnologia è disponibile solo in pochi centri specializzati.

Indipendentemente dalla tecnica utilizzata, la procedura di radioterapia esterna segue un approccio simile: si identifica il bersaglio del trattamento tramite indagini diagnostiche, si proteggono i tessuti sani circostanti e si dirige il fascio di radiazioni sul tumore utilizzando schermature o modulazione della dose personalizzate.

Effetti collaterali della radioterapia

La radioterapia, sebbene sia un trattamento efficace, può causare danni ai tessuti sani circostanti al tumore trattato. Gli effetti collaterali dipendono da diversi fattori, tra cui l’estensione dell’area trattata, la dose di radiazioni somministrata e la prossimità del tumore a tessuti sensibili, ovvero quelli in cui avviene una rapida divisione cellulare.

I tessuti che, per loro natura, risultano particolarmente sensibili agli effetti collaterali da radioterapia includono la pelle, il midollo osseo, i follicoli piliferi, nonché le pareti della bocca, dell’esofago e dell’intestino. Inoltre, le ovaie e i testicoli possono essere danneggiati dalla radioterapia. Gli specialisti lavorano per dirigere con precisione le radiazioni al fine di ridurre al minimo il danno delle cellule sane.

Gli effetti collaterali possono variare a seconda della zona sottoposta a radioterapia e possono includere:

  • Affaticamento
  • Ulcere della bocca
  • Problemi cutanei come arrossamento, prurito e desquamazione
  • Difficoltà nella deglutizione con dolore associato
  • Infiammazione dei polmoni (polmonite)
  • Infiammazione del fegato (epatite)
  • Problemi gastrointestinali come nausea, perdita di appetito, vomito e diarrea
  • Problemi urinari come aumento della frequenza e bruciore durante la minzione
  • Alterazioni dell’emocromo con anemia, facilità nella formazione di ematomi, sanguinamento spontaneo e rischio aumentato di sviluppare infezioni

Nei trattamenti dei tumori del distretto testa-collo, la pelle sovrastante, le ghiandole salivari e le pareti della bocca e della gola sono spesso danneggiate. Tuttavia, i medici lavorano per identificare e trattare tempestivamente tali sintomi per migliorare il comfort del paziente e continuare il trattamento. Alcuni farmaci possono essere prescritti per alleviare questi sintomi.

Inoltre, è importante considerare che la radioterapia può aumentare il rischio di sviluppare altri tumori anni dopo il trattamento del tumore iniziale. Questo rischio dipende dall’età del paziente al momento del trattamento e dalla regione corporea sottoposta a radioterapia.

Fonti bibliografiche: