Dopo l’estate rovente, ora è tempo di temperature più in linea con la stagione. Di sicuro la colonnina di mercurio è scesa, ma proprio in concomitanza con l’arrivo del primo freddo, ecco tornare anche qualche dolore. Per il 75% della popolazione, infatti, autunno e inverno portano con sé i primi irrigidimenti, soprattutto al collo e alla schiena, avvertiti in particolare quando suona la sveglia e occorre alzarsi dal letto. La “colpa” non è del freddo, però un legame c’è e, soprattutto, c’è il modo per superare i piccoli fastidi articolari.
Più di 7 adulti su 10 soffrono di più dolori articolari con il freddo
La comparsa dei dolori alle articolazioni o della sensazione di rigidità che colpisce la zona della schiena così come le gambe in questo periodo dell’anno non è un fenomeno nuovo. Ad indagarlo, però, sono stati in particolare i ricercatori della Manchester University, nel Regno Unito, che hanno osservato come il 75% di chi soffre di dolori cronici avverte un sensibile peggioramento con il variare delle temperature.
Perché aumenta la rigidità muscolare col freddo
La prima spiegazione del fenomeno è legata a un motivo fisico e “meccanico”: quando inizia ad aumentare il freddo, infatti, la circolazione sanguigna cambia e può capitare che si riduca l’apporto di sangue alle estremità. Questo porta a un irrigidimento muscolare che chiunque sia stato esposto a basse temperature può aver sperimentato. Si tratta, infatti, di un effetto della risposta del corpo umano alle temperature esterne in diminuzione, a fronte della necessità di mantenere stabile la temperatura interna. Nello specifico si mette in moto una vasocostrizione sanguigna periferica: si restringono, cioè, i piccoli vasi sanguigni superficiali, per diminuire la dispersione di calore. In più, spesso aumenta l’attività muscolare per produrre calore necessario proprio a mantenere quello del corpo e questo porta ad avere una percezione di maggior tensione muscolare.
Gli effetti di una postura scorretta
Il problema, inoltre, viene acuito dall’istinto, che porta a incurvarsi proprio quando si avverte più freddo. Questo, a sua volta, spinge ad assumere involontariamente posture scorrette: le spalle tendono a sollevarsi, la schiena a inclinarsi in avanti, il collo a incassarsi. Il risultato è che al risveglio si “scontano” gli effetti di queste pose innaturali, in termini di dolori e indolenzimenti.
Aumenta anche la sedentarietà
A complicare il quadro c’è anche una maggiore sedentarietà che è tipica del periodo invernale, quando le giornate si accorciano e il buio – oltre alle temperature più rigide – non invogliano a uscire o a praticare sport, specie all’aria aperta e in particolare nel pomeriggio. Tutto questo influisce sull’umore e anche sulla percezione del dolore, facendo apparire più intensi anche fastidi già presenti.
Cosa dicono la scienza e gli studi
Alle sensazioni personali, però, si accompagnano alcune evidenze scientifiche. Per esempio, uno studio pubblicato nel 2014 sulla rivista Arthritis Care & Research ha osservato un campione di 993 persone per individuare un eventuale nesso tra le condizioni meteorologiche esterne e comparsa di dolore lombare acuto. In realtà, non sono emersi rapporti di causa-effetto tra la temperatura rilevata, il grado di umidità, la presenza di precipitazioni (a partire dalla convinzione che la pioggia acuisca i dolori articolari). Ciò che è emerso, invece, è un lieve aumento del rischio associato alla velocità del vento e alle raffiche, considerato però poco rilevante da un punto di vista clinico. Nessuna associazione diretta è stata riscontrata neppure da una metanalisi, pubblicata nel 2024 su Seminars in Arthritis and Rheumatism. In questo caso sono stati esaminati 11 studi, che coinvolgevano in totale oltre 15.000 partecipanti. Ancora più specifico, infine, è stato uno studio del 2026, reso noto su Scientific Reports, che ha analizzato oltre 36.000 casi di lombalgia registrati nell’arco di 15 anni in due strutture sanitarie polacche. In questo caso si sono notate alcune variazioni stagionali, con picchi di accessi agli ospedali registrati nei mesi di luglio e ottobre. Per chi comunque soffre al risveglio (e non solo), esiste qualche accorgimento che può alleviare i dolori e la sensazione di “ossa rotte” che si può provare nelle settimane autunnali e invernali.
I 5 consigli per affrontare il freddo
“Con l’arrivo del freddo è normale avvertire qualche tensione in più e sentirsi meno pronti a muoversi, soprattutto quando le basse temperature si accompagnano a giornate più sedentarie. L’obiettivo non è stravolgere le proprie abitudini, ma prestare attenzione ai segnali del corpo e continuare a dedicare spazio al movimento, perché anche piccoli gesti quotidiani possono fare la differenza nel modo in cui affrontiamo l’inverno”, spiega Samuel Dallarovere, fisioterapista e fondatore dell’omonimo centro in Piemonte, specializzato in fisioterapia, riabilitazione, osteopatia e visite mediche specialistiche. “Se, invece, un dolore persiste per più di una o due settimane, interrompe il sonno oppure si accompagna a formicolii o perdita di forza, è importante rivolgersi a un professionista sanitario per individuarne la causa e capire quale percorso seguire”, aggiunge Dellarovere, che fornisce qualche consiglio semplice e prezioso per superare dolori e fastidi stagionali.
Proteggere tutto il corpo, non solo mani e piedi
Il primo consiglio è chiaro: “Proteggi collo e zona lombare, non soltanto mani e piedi: quando le temperature scendono, guanti e calze pesanti sono i primi alleati, ma è importante proteggere anche la zona cervicale e quella lombare, dove tendiamo ad accumulare tensione quando cerchiamo istintivamente di ripararci dal freddo. Per esempio una sciarpa avvolgente e una maglia infilata nei pantaloni aiutano a mantenere queste aree coperte e al riparo dagli sbalzi termici”, spiega Dellarovere.
Il risveglio graduale del corpo
Anche semplici azioni, come movimenti dolci al risveglio, svolgono un ruolo centrale per iniziare al meglio la giornata, lasciandosi alle spalle indolenzimenti o rigidità: “Dedica dieci minuti al movimento appena sveglio: alzarsi dal letto e sentire il corpo ancora rigido è una sensazione familiare, soprattutto dopo una notte trascorsa nella stessa posizione. Prima di iniziare la giornata, può essere utile dedicare qualche minuto a movimenti dolci, come ruotare le spalle, piegare delicatamente il busto e fare qualche passo in casa, così da recuperare gradualmente la mobilità e ridurre la sensazione di rigidità”, sottolinea il fisioterapista.
Il giusto riscaldamento prime dell’attività
Se, poi, si è abituati a praticare sport o attività fisica anche quando le temperature scendono, occorre un accorgimento in più: “Scaldati prima di affrontare uno sforzo all’aperto: una corsa al parco, una sessione di sport all’aperto o anche una giornata particolarmente attiva richiedono qualche attenzione in più quando fa freddo. Prima di iniziare, è meglio concedersi cinque o dieci minuti di riscaldamento graduale, aumentando poco alla volta l’intensità dei movimenti per preparare i muscoli allo sforzo ed evitare di passare bruscamente dall’inattività a un’attività più intensa”, suggerisce l’esperto.
Gli effetti benefici della doccia calda
Se all’esterno le temperature scendono, in autunno e a maggior ragione in inverno quando si torna a casa è bene concedersi delle pause all’insegna del calore e del potere rilassante dell’acqua calda. Da qui un consiglio che vale, però, anche al risveglio per chi accusa più rigidità muscolare o dolori articolari: “Usa il calore per dare sollievo alle zone più rigide: quando i muscoli sono contratti, una doccia calda o una borsa dell’acqua calda possono aiutare ad alleviare il fastidio e favorire il rilassamento muscolare. Applicare il calore per 15-20 minuti sulle zone interessate può aiutare a riattivare la circolazione, attenuare la sensazione di tensione e offrire sollievo, purché la temperatura sia confortevole e non eccessiva, per evitare irritazioni o ustioni della pelle”.
Non smettere di muoversi
Proprio di fronte alla consapevolezza che col freddo si è meno invogliati a trascorrere del tempo all’aria aperta, occorre però non dimenticare che una certa dose di attività fisica quotidiana è importante per il benessere, non soltanto fisico, ma anche psicologico: il consiglio di Dellarovere, quindi, è di “non andare in letargo, anche quando fuori fa freddo: con il buio che arriva presto e la pioggia che invita a restare in casa, rinunciare alla passeggiata quotidiana può sembrare la scelta più naturale. Eppure, proprio nei mesi invernali, mantenere una certa regolarità nel movimento aiuta a preservare la mobilità articolare e può contribuire al buon umore. Non servono lunghe camminate o allenamenti impegnativi, l’importante è evitare che il cambio di stagione diventi una scusa per ridurre eccessivamente l’attività fisica”. A conferma l’importanza del movimento anche in chi soffre di dolori muscolari o articolari è anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che nelle proprie linee guida raccomanda programmi di esercizi strutturati, all’interno di un percorso personalizzato, in particolare per chi ha lombalgia cronica