Mal di schiena: quali esami sono consigliati

Ecco cosa fare se il mal di schiena non accenna a placarsi. Ecco gli esami che il proprio medico curante potrebbe indicare

Da una semplice contusione a patologie ben più serie, il mal di schiena può avere molte origini. Ecco gli esami consigliati per analizzare il proprio dolore.

Il mal di schiena è particolarmente comune e quasi tutti, prima o poi, si ritrovano a soffrirne le pene. Si tratta però di un’espressione particolarmente generica, che sta a indicare una serie di condizioni, generate da svariate cause. Nella maggior parte dei casi i dolori accusati svaniscono nell’arco di un mese o poco più, prendendosi cura di sé, adoperando creme e oli consigliati e migliorando la propria postura. Non è da escludere però che ci si ritrovi a fronteggiare delle vere e proprie patologie, come neuropatie, osteopatie o miopatie. In caso del genere sarà ovviamente necessaria una maggiore attenzione.

Dovremmo tutti prenderci molta più cura della nostra schiena, sfruttandola correttamente. Molto spesso ci si ritrova a star seduti per ore per motivi di lavoro, posizionandosi in maniera scorretta, andando a incidere lentamente, giorno dopo giorno, sul nostro stato di salute. Oltre a una postura adeguata, un ottimo alleato della propria schiena è lo sport, che aiuta a rinforzare la muscolatura del tronco, che contribuisce all’equilibrio generale della colonna.

Il dolore alla schiena potrebbe però avere origini più serie. In molti casi si richiede di indagare più a fondo, così da ottenere una diagnosi certa e accurata. Il primo passo da compiere è quello di recarsi dal proprio medico curante. Dopo un’accurata visita, sarà questi a prescrivere uno o più esami specifici:

  • Radiografia della colonna vertebrale: consente di analizzare le curve della colonna vertebrale e controllare lo stato del bacino. Permette inoltre la verifica di eventuali difetti congeniti, oltre che di artrosi e osteoporosi
  • Risonanza magnetica: offre uno screening completo di vertebre, muscoli, legamenti, vasi, dischi e articolazioni
  • TAC: analisi dettagliata delle vertebre, utile in caso di sospette anomalie dei dischi o di strutture non visibili in radiografia
  • Elettromiografia: esegue una registrazione completa dell’attività muscolare, sia in fase di riposo che durante l’attivazione volontaria. Utile in caso di infiammazione di nervi o di neuropatie d’intrappolamento

Si consiglia sempre di affidarsi ad esperti competenti, in grado di guidare il paziente attraverso la fitta selva di esami e analisi. Nessun trattamento fai da te dovrebbe infatti mai superare la cura di semplici contusioni.

Mal di schiena: quali esami sono consigliati