Covid-19, non dimentichiamo i vaccini dei bambini

La pandemia in atto non deve farci dimenticare l'importanza delle coperture vaccinali in età pediatrica e adolescenziale. Cosa significa in pratica? Occorre considerare i servizi vaccinali come critici per il mantenimento della salute della popolazione, in particolare nei bambini.

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Non perdiamo per strada la prevenzione e proteggiamo i più piccoli. La Regione Europea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, qualche tempo fa ha ricordato che “qualsiasi interruzione dei servizi di immunizzazione, anche per brevi periodi, determina un accumulo di suscettibili, e una più elevata probabilità di epidemie di malattie vaccino-prevenibili”. Ma cosa è successo in Italia nei mesi scorsi? E come si possono “recuperare” eventuali difficoltà nelle vaccinazioni o nei richiami per i bambini che si possono essere verificati? Ecco il parere di un esperto, Paolo Bonanni, Docente di Igiene all’Università di Firenze e coordinatore del “Board del Calendario Vaccinale per la Vita”.

Come mantenere alta la guardia

Non ci sono dati certi sulla riduzione del ricorso alle vaccinazioni, anche se da alcune Unità Sanitarie Locali in Italia è stato segnalato un calo nei mesi scorsi. Ma gli esperti ricordano come sia importante avere ben presente la situazione. “Sicuramente la pandemia da Covid-19 ha portato, anche in Italia, ad una riduzione in termini di vaccinazioni per l’infanzia, soprattutto per quanto riguarda i richiami dopo la prima vaccinazione” spiega Bonanni. “Sul fronte della sanità pubblica, quindi, è fondamentale assicurare le coperture vaccinali in età pediatrica a tutti i nuovi nati e ovviamente i richiami pediatrici e nell’adolescenza. Questo significa che dobbiamo riprendere a regime, anche se non si sono mai interrotte, le chiamate attive e le sedute programmate”. Cosa significa in pratica? Vuole dire che occorre considerare i servizi vaccinali come critici per il mantenimento della salute della popolazione, in particolare nei bambini. Sul fronte organizzativo questo significa diverse cose, pur se nella variabilità che ogni Regione ed Asl può offrire sotto l’aspetto dei modelli adottati, con un imperativo: rassicurare le persone, e soprattutto mamma e papà, che le vaccinazioni vengono eseguite in sicurezza. “È importante coinvolgere sempre di più il pediatra curante nella pratica vaccinale, come già avviene in alcune realtà regionali, anche al fine di diminuire gli spostamenti delle famiglie e favorire l’esecuzione in concomitanza dei bilanci di salute” – ricorda Bonanni. “Poi bisogna ricordare che si possono somministrare nella stessa seduta anche più di due vaccini: in alcuni Paesi sono somministrati fino a cinque diversi vaccini nei due quadricipiti femorali senza che sia aumentata significativamente la frequenza di effetti collaterali in confronto alla somma delle vaccinazioni separate. È altrettanto importante che l’accettazione sia su appuntamento, in modo da prevedere la non contemporanea presenza di utenti in sala di attesa in situazioni di affollamento, e la permanenza post- vaccinazione per osservazione di eventuali eventi avversi in ambiente idoneo con distanziamento fisico”.

Occorre recuperare eventuali “dimenticanze”

La sanità pubblica ricorda come sia fondamentale riprendere i bambini e gli adolescenti che potrebbero aver “saltato” gli appuntamenti in seguito a Covid-19. “Questo significa pianificare rapidamente azioni di recupero dei bambini ed adolescenti non vaccinati per le vaccinazioni obbligatorie per l’accesso a scuola – conclude Bonanni. Ma con la stessa urgenza anche per i vaccini fortemente raccomandati, come ad esempio quelli per lo pneumococco, e per i diversi ceppi di meningococco: esiste un vaccino quadrivalente ed uno per il solo ceppo B, che va somministrato nei primissimi mesi di vita visto che i rischi di sviluppare la sepsi da meningococco, seppur limitati in termini numerici ma in grado di tradursi in quadri estremamente gravi e con possibili deficit a distanza, si concentrano nel primo anno di vita. Inoltre, bisogna ricordare l’importanza della vaccinazione e dei richiami per prevenire l’infezione da HPV nell’adolescenza. Tutte le co-somministrazioni sono possibili a meno che siano espressamente escluse in scheda tecnica: vaccini inattivati e vivi attenuati possono essere somministrasti sia simultaneamente, sia a qualsiasi distanza di tempo tra loro. Ma ricordare che occorre rispettare la somministrazione o simultanea o a distanza minima di 4 settimane per due o più vaccini vivi attenuati”. Il pediatra, in ogni caso, rimane il punto di riferimento per i genitori e può dare tutte le informazioni possibile per non “perdere per strada” la prevenzione.

 

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