Covid-19, come funziona il vaccino a RNA-messaggero

Il vaccino anti-Covid sarebbe in grado di prevenire per oltre il 90 per cento i casi di infezione: come funziona e quanto è sicuro

Federico Mereta Giornalista Scientifico

C’è grande eccitazione, nel mondo scientifico e non solo, per i risultati della prima analisi di una ricerca su un vaccino per prevenire l’infezione da virus Sars-CoV-2, il responsabile della pandemia che sta modificando la nostra vita e che interessa l’intero pianeta.

Stando a quanto riportano i dati delle aziende che stanno lavorando a questo prototipo, Pfizer e BioNTech, il vaccino in sperimentazione avanzata (siamo in fase III, quella che precede la disponibilità definitiva) il vaccino sarebbe in grado di prevenire per oltre il 90 per cento i casi di infezione in chi non aveva ancora sviluppato l’infezione stessa. I numeri non consentono ancora di giungere a certezze definitive, ma in termini di efficacia e sicurezza si tratta di osservazioni estremamente importanti ed incoraggianti.

Cosa dicono i primi risultati

I risultati presentati sono relativi ad uno studio condotto su poco meno di 45.000 persone, di cui quasi 40.000 sono state sottoposte a due dosi di vaccino, una prima ed il successivo richiamo.  L’analisi preliminare che ha preso in esame circa un centinaio di casi valutabili (per questo siamo ancora all’inizio di un processo che può essere però estremamente rapido) dimostrano appunto che l’efficacia e la sicurezza del candidato vaccino sono estremamente elevate, in confronto al placebo.

Per questo occorre valutare su numeri più ampi la percentuale di efficacia, ma in ogni caso queste primissime osservazioni sono estremamente interessanti, che paiono dimostrare una valida efficacia protettiva della vaccinazione. C’è anche un altro aspetto che va considerato: per le modalità di preparazione, il vaccino a RNA-messaggero, potrebbe infatti essere estremamente “facile” da predisporre in una ampio numero di dosi in tempi relativamente brevi, ed anche questo aspetto va considerato in chiave di prevenzione futura, ricordando che probabilmente (questa è la grande speranza) si dovrebbe arrivare a diversi vaccini efficaci, per rispondere ai bisogni di tante persone.

Come funziona il vaccino a m-RNA

Questa modalità di preparazione del vaccino (anche quello che sta studiando l’azienda Moderna si basa sulla tecnologia a RNA-messaggero) è innovativa. In pratica si immette l’RNA-Messaggero specifico in piccole particelle di grasso, che funzionano come veri e propri traghettatori.

In questo veicolo di lipidi l’RNA-messaggero che caratterizza antigeni del virus da cui ci si vuole difendere entra nel citoplasma della cellula e quindi stimola la produzione di proteine che sono in grado di far decollare la risposta del sistema immunitario nei confronti della proteina “spike”, ovvero dall’invisibile componente che caratterizza gli “spunzoni” che si trovano sulla superficie del virus.

Siamo di fronte ad una grande speranza, così come importanti sono i tanti sforzi che si fanno con la produzione di vaccini più “note”, come ad esempio quello di Astra-Zeneca che prevede invece che sia un virus a trasportare gli antigeni, cioè i segnalatori, capaci di mettere in moto la risposta difensiva. Insomma: nel mondo si sta lavorando a grande velocità, e con tecniche diverse, per proteggere un gran numero di persone e quindi prevenire l’infezione da Sars-CoV-2.

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