Calcolo del ciclo mestruale: come si contano i giorni?

Come funziona e quali sono le fasi del ciclo mestruale? Quanto tempo dovrebbe passare tra una mestruazione e l'altra? Risponde l'esperta

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Antonella Lobraico

Editor specializzata in Salute & Benessere

Specializzata nella comunicazione online, ha collaborato con testate giornalistiche, uffici stampa, redazioni tv, case editrici e agenzie web in progetti su Salute&Benessere.

La fertilità della donna si contraddistingue per la speciale presenza del ciclo mestruale. A segnare l’inizio del periodo fertile è infatti proprio la prima mestruazione, che porta il nome di menarca, che di solito si verifica tra i 10 e i 16 anni di età. Da questo momento, fino all’arrivo della menopausa – che di contro, segna il termine della fertilità – il ciclo mestruale fa la sua comparsa ogni 28 giorni circa.

Dunque, per ciclo mestruale si intende il periodo che va dal primo giorno di una mestruazione o flusso mestruale, fino al primo giorno della successiva. Diversamente, i giorni anch’essi variabili dai 2 fino ai 7 e in cui si verificano le perdite di sangue, è il periodo che viene definito flusso mestruale o più semplicemente mestruazione.

Estrogeni e progesterone, ovvero ormoni femminili prodotti dalle ovaie, intervengono nella regolazione del ciclo mestruale. Quest’ultimo può essere soggetto a variazioni e cambiamenti nel corso degli anni: anche per questo motivo è importante capire come contare i giorni. Con il supporto della Dottoressa Valeria Valentino, Medico Chirurgo, Specializzata in Ginecologia e Ostetricia, vediamo come si calcola il ciclo mestruale.

Quali sono le fasi del ciclo mestruale

«Il ciclo mestruale comprende tre fasi:

  1. follicolare;
  2. ovulatoria;
  3. luteinica».

Fase follicolare

«Quando inizia questa fase, i livelli di estrogeno e progesterone sono bassi. Di conseguenza, gli strati superiori dell’endometrio (ndr. la mucosa che riveste la superficie interna dell’utero) si sfaldano e sanguinano, determinando la mestruazione.

In questa fase, il livello dell’ormone follicolo-stimolante aumenta lievemente, stimolando lo sviluppo di numerosi follicoli (ndr. ovvero dei microscopici sacchi contenenti la cellula uovo) all’interno delle ovaie. Ogni follicolo contiene un ovocita o cellula uovo. Successivamente in questa fase, con la riduzione dei livelli dell’ormone follicolo-stimolante, solo un follicolo continua a svilupparsi e a divenire il follicolo dominante. È questo follicolo dominante a produrre estrogeni e, di conseguenza, a causare tutte le modificazioni che noi percepiamo, come:

  • un miglior aspetto della cute e degli annessi cutanei (capelli e unghie);
  • una migliore lubrificazione vaginale;
  • un’energia, soprattutto, creativa che si potenzierà nella seconda fase, quella ovulatoria»

Fase ovulatoria

«La fase ovulatoria inizia con il picco degli ormoni luteinizzante e follicolo-stimolante. L’ormone luteinizzante stimola il rilascio della cellula uovo, evento definito ovulazione e che di solito si verifica dopo 16-32 ore dall’inizio del picco ormonale. I livelli di estrogeni raggiungono il massimo in questa fase, a cui segue l’aumento del progesterone. All’aumentare dei livelli estrogenici corrispondono spesso sintomi psicologici/emotivi, quindi un aumento dell’energia vitale, del desiderio sessuale e della creatività. È ciò che non percepiamo più se assumiamo una contraccezione ormonale, perché bloccando l’ovulazione, evita il picco estrogenico di cui beneficia soprattutto il nostro cervello».

Fase luteinica

«Durante la fase luteinica, i livelli degli ormoni luteinizzante e follicolo-stimolante diminuiscono. Il follicolo che ha rilasciato l’ovocita si chiude e forma il corpo luteo, che produce progesterone. Per gran parte di questa fase, il livello di estrogeni è alto. Progesterone ed estrogeno causano un maggiore ispessimento della mucosa uterina, che si prepara a una possibile fecondazione. Se l’ovulo non viene fecondato, il corpo luteo degenera e la secrezione di progesterone si ferma, i livelli di estrogeno diminuiscono, gli strati esterni dell’endometrio si sfaldano e sanguinano (con l’inizio di un nuovo ciclo mestruale).

È interessante ascoltare il proprio corpo: in base ai segnali che esso vi invierà potrete organizzare la vita in base alla sua ciclicità, caratteristica esclusivamente femminile.

L’ultima fase è quella dello sfaldamento mestruale o vera e propria mestruazione, in cui non essendo avvenuta la gravidanza, l’endometrio si sfalda e sanguina ripartendo con una nuova ciclicità», spiega la dottoressa.

Come si calcola il ciclo mestruale?

«Il ciclo mestruale inizia con la mestruazione, ovvero con il sanguinamento mestruale, che segna il primo giorno della fase follicolare. La fase mestruale e la fase follicolare precoce quindi sono sovrapposte ed è fisiologico così. Il ritmo mestruale fisiologico cambia da donna a donna e nelle diverse età della donna, può variare dai 26 ai 35 giorni ed essere fisiologico.

Un range inferiore ai 24 giorni tra una mestruazione e l’altra o superiore ai 35 giorni per più di tre mesi consecutivi, dopo almeno 2-3 anni dal primo ciclo mestruale, ci deve mettere in allerta e pensare a richiedere un confronto con un medico specialista (pediatra o ginecologo)», precisa la dottoressa Valentino.

Il ciclo mestruale dunque, così come le mestruazioni, possono variare da donna a donna; questo non deve per forza essere motivo di preoccupazione, perché si può avere un ciclo mestruale ogni 26 giorni piuttosto che 28 o avere un flusso mestruale abbondante piuttosto che scarso. In caso di dubbi, se si notano variazioni che perdurano per diverso tempo o se si avvertono dolori forti (dismenorrea), il consiglio è di consultare il proprio ginecologo di fiducia.

Come calcolare il momento di maggiore fertilità?

«Purtroppo nella società odierna, a causa dei ritmi frenetici, si tende a porre poca attenzione ai segnali del proprio corpo. Non condivido l’utilizzo degli stick per valutare l’ovulazione, piuttosto ritengo più indicato ascoltare il proprio corpo. Tuttavia, potremmo utilizzare strumenti digitali, come le applicazioni per monitorare il ciclo mestruale, segnare i nostri cicli mestruali per almeno 3 mesi consecutivi: l’app può così calcolare la potenziale fase fertile. Anche se questa varia da donna a donna e da mese a mese, orientativamente le applicazioni sono molto affidabili e sicuramente meno stressanti degli stick per valutare il picco di LH», conclude l’esperta.

Nel periodo di fertilità femminile possono capitare cicli irregolari, cioè in difetto o in eccesso: spesso sono più frequenti i primi anni (durante l’adolescenza), ma anche con l’arrivo della menopausa ovvero la porzione temporale antecedente questa fase e che spesso, si porta dietro una sua sintomatologia. Conoscere il proprio ciclo mestruale è importante anche quando si desidera avere un bambino: è così possibile fare una valutazione approssimativa del proprio periodo più fertile.

Se si hanno dubbi o si notano cambiamenti che persistono nel tempo, è bene sentire il proprio ginecologo.