Alzheimer, ancora niente cure. Ma la diagnosi precoce è possibile

L'Alzheimer colpisce sempre più persone in Italia e nel mondo. Non esiste una cura, ma la diagnosi precoce è fondamentale.

Il 21 settembre si celebra la giornata mondiale contro l’Alzheimer. Un’occasione per fare il punto riguardo una malattia per cui non esistono ancora cura, ma dove una diagnosi precoce è essenziale.

Secondo gli ultimi dati sono quasi 600 mila gli italiani che hanno avuto una diagnosi di Alzheimer, una patologia che non lascia scampo e che colpisce, inevitabilmente, anche le famiglia. Ad oggi non esistono ancora farmaci e terapie che siano in grado di portare ad una completa guarigione, ma è possibile frenare la degenerazione della malattia. Non a caso, se una parte delle ricerche si concentrano verso lo studio delle cause e dei fattori scatenanti, altre puntano a realizzare una diagnosi sempre più precoce.

Si tratta dell’arma migliore per contrastare l’Alzheimer, mettendo in atto una terapia farmacologica in grado di rallentarne l’avanzare di almeno due o tre anni, in attesa di sviluppi nel mondo scientifico. Negli ultimi dieci anni sono state elaborate nuove metodologie che consentono di diagnosticare con certezza la patologia anche quando siamo in presenza dei primi sintomi.

La procedura è molto semplice, poco costosa e si può effettuare presso lo studio del geriatra o del neurologo. Dopo aver analizzato i campanelli d’allarme dell’Alzheimer, ascoltando il racconto del paziente, viene valutato il livello di autonomia e le alterazioni della sfera comportamentale (perdita di interessi, depressione e apatia). Il resto lo fanno la risonanza magnetica, gli esami del sangue e la tomografia assiale computerizzata della testa.

Queste semplici procedure consentono di ottenere una diagnosi corretta circa nel 90% dei casi. Oggi i medici che studiano l’Alzheimer considerano la Tac e il colloquio con il paziente, importantissimi per combattere la patologia e sostenere al meglio il malato e la sua famiglia. Prima viene individuato il problema, più alta sarà la possibilità di guarigione. Molto spesso inoltre i disturbi cognitivi non sono per forza il preludio dell’Alzheimer, ma il campanello d’allarme di altre malattie curabili.

Alzheimer, ancora niente cure. Ma la diagnosi precoce è possibil...